Afide Grigio del Melo

Specie: Dysaphis plantaginea Pass.

Piante ospiti: melo

Identificazione e danno

l’insetto vive in colonie nella pagina inferiore delle foglie e sui germogli, questi giovani tessuti, ricchi di acqua, sostanze nutritive e poco lignificati, risultano il substrato ottimale per l’insetto che con il suo apparato boccale pungente succhiante riesce a penetrate facilmente questi tessuti per nutrirsi. Causa danni notevoli, inoltre attacca anche i fiori e i frutti in fase di allegagione (nello sviluppo dei frutti subito dopo la fioritura), rappresentando uno dei fitofagi più temibili del melo. Nelle forme adulte questo Afide raggiunge dimensioni di circa 2-3 mm, di colore grigiastro, presenta uno strato ceroso che li ricopre che in oltre gli conferisce un aspetto polverulento.  Le forme giovanili si presentano di dimensioni ridotte rispetto all’adulto e di colore chiaro tendente al rosa.

afide

I danni sono dovuti all’attività trofica (di nutrizione) sulle foglie e l’azione pungente causa ingiallimenti e gravi accartocciamenti, mentre sui germogli si osserva un arresto dello sviluppo e deformazioni. Sui fiori determina l’aborto degli stessi, sui fruttifici può comportare cascola e in ogni caso deformazioni e ridotto sviluppo con conseguente incommerciabilità o deprezzamento dei frutti. Segue poi un danno indiretto dovuto alla produzione di melata che provava  asfissia sui tessuti vegetali imbrattati e la comparsa di fumaggini (funghi saprofiti).

afide2

Ciclo biologico

l’afide grigio, completa il suo ciclo vitale su due piante distinte (ciclo dioico). L’ospite primario è il melo, mentre l’ospite secondario è rappresentato da piante del genere Plantago. L’uovo rappresenta la forma svernante dell’insetto,si presenta di colore nero e è deposto nelle vicinanze delle gemme o nelle screpolature del legno. Più o meno verso marzo-aprile schiudono le uova dando origine alle fondatrici partenogenetiche (che si riproducono per partenogenesi, cioè si senza fecondazione), queste daranno origine a un numero variabile (3-5) di generazioni. Le neanidi (stato post-embrionale, che si differenzia dall’adulto solo per la dimensione e per l’assenza delle ali, nel caso di insetti adulti alati) sono, partorite direttamente dalle fondatrici. L’attacco, delle fondatrici ai germogli va avanti per tutto giugno e in alcuni casi anche luglio. Durante l’estate nascono le migratrici alate, le quali si spostano sull’ospite secondario dove daranno origine a diverse generazioni partenogenetiche. Tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno hanno origine le sessupare (generazione che per partenogenesi darà origine agli individui che si riprodurranno sessualmente) che tornano sul Melo. Da qui compaiono gli anfigonici (sessi separati), dopo l’accoppiamento le femmine di questi ultimo produrranno e deporranno le uva svernanti sui rami.

Lotta

In considerazione delle numerose generazioni e la velocità di riproduzione degli afidi, si rende necessaria l’adozione di rapidi interventi. L’intervento va eseguito con soglie di danno piuttosto basse vista la pericolosità dell’insetto, il quale anche in numero ridotto di individui può causare notevoli danni. Gli interventi sono effettuati con prodotti a base di azadiractina e coadiuvati con oli minerali. Quest’ultimi vanno distribuiti anche d’inverno nel tentativo di colpire ed uccidere le uova svernanti. Si sconsiglia l’uso del piretro poiché l’insetto è avvolto all’interno delle foglie deformate dove è al riparo e si rischia di uccidere così solo l’entomofauna utile. nemici naturali sono molti: Coleotteri Coccinellidi, Neurotteri Crisopidi, Ditteri Sirfidi e Ditteri Cecidomidi, Imenotteri parassitoidi, Acari predatori del genere Allothrombium.  Molti di questi insetti sono allevati e venduti da molte biofabbriche e si possono inoculare in campo. L’adozione di alcuni accorgimenti agronomici può aiutare al contenimento del fitofago salvaguardando le popolazioni dei nemici naturali, in tal senso può essere d’aiuto tutto ciò che ha lo scopo di conservare la complessità e la tutela dell’agroecosistema , ad esempio l’inerbimento  e la presenza di siepi offrono rifugio agli antagonisti. Non esagerare con la concimazione azotata e con l’irrigazione, evitando così un eccesivo germogliamento, e una attenta gestione della chioma attraverso una corretta potatura rappresentano accortezze importanti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *