Bacillus Thuringiensis (insetticida biologico)

Dal Bacillus thuringiensis si produce un insetticida biologico e naturale molto apprezzato in agricoltura. Meccanismo d’azione, caratteristiche ed uso di questo importante batterio

 

Dal Bacillus thuringiensis (comunemente abbreviato con B.t.) viene prodotto uno dei più importanti insetticidi biologici impiegato con successo anche nell’agricoltura tradizionale. Il Bacillus thuringiensis è un batterio gram-positivo sporigeno caratterizzato dalla produzione di un cristallo proteico contenente una tossina, la delta-endotossina. Il B.t. è attivo contro molte specie di insetti, dai Ditteri ai Lepidotteri ai Coleotteri ma in agricoltura il target principale rimangono i Lepidotteri. Il Bacillus thuringiensis come insetticida naturale è attivo solamente per ingestione e sulle larve degli insetti negli stadi più giovani. Ciò significa che il trattamento deve essere effettuato alla comparsa delle larve di prima età, essendo questa l’età larvale più sensibile alla tossina. Da qui dunque l’importanza di monitorare la presenza in campo delle infestazioni in modo tale da intervenire nel momento più propizio. Il B.t come insetticida biologico non ha effetto sulle uova e gli adulti sono quasi del tutto resistenti. Il meccanismo d’azione è dovuto alla tossicità di un cristallo proteico che viene a formarsi quando il batterio sporula. Quando per ingestione il cristallo proteico giunge nell’intestino della larva dell’insetto target, qui, a contatto con i succhi gastrici e in ambiente altamente alcalino (pH 9,5-12), il cristallo si dissolve liberando la delta-endotossina, questa, causa una paralisi dei muscoli dell’apparato digerente e di quello boccale. Di conseguenza si ha l’interruzione dell’attività di alimentazione della larva (in meno di un’ora dall’assunzione). Si può avere la morte nel breve periodo nelle specie più sensibili quando l’epitelio dell’intestino medio viene distrutto irreparabilmente, oppure in specie più tolleranti, la morte sopraggiunge generalmente qualche giorno dopo e in questo caso si assiste alla germinazione delle spore del B.t con conseguente morte per setticemia o inedia. il Bacillus thuringiensis è utilizzato con successo contro la piralide del mais, carpocapsa del melo e cavolaia.
Dagli anni ‘70 sono state scoperte sottospecie di Bacillus thuringiensis attive oltre che contro i Lepidotteri anche su Ditteri, Coleotteri e zanzare. La sottospecie kurstaki risulta attiva contro diverse specie di lepidotteri, bombice antico, cavolaie, iponomeuta, ifantria, piralidi, rodilegno giallo, tignole, Plutella maculipennis, processionarie, Stilnoptia salicis, mamestra, nottue e alcune specie di coleotteri e vanessa del cardo. La ssp. israelensis è impiegata contro diverse specie di zanzara appartenenti ai generi Aedes, Anopheles, Culex, Armigeres, Culiseta, Psorophora, Uranothaenia e contro numerose specie di simulidi e chironomidi. Infine, la ssp. tenebrionis trova principale impiego nei confronti dei Coleotteri Crisomelidi (dorifora della patata).
Per un corretto trattamento bisogna individuare il momento di massima presenza delle larve giovani. Vanno quindi eseguiti in campo rilievi sulla vegetazione al fine di individuare tutti quegli indizi che servono a comprendere il momento ottimale di trattamento come la presenza delle ovature, inizio dei danni sulla vegetazione o il numero di femmine adulte in volo (utilizzando trappole cromotropiche o a feromoni). Se si esegue un attento monitoraggio cadenziale sarà semplice accorgersi di un eventuale picco di presenza dell’insetto. I trattamenti vanno effettuati ad alti volumi e privilegiando i trattamenti che consentano anche l’irrorazione all’interno della chioma. Essendo un prodotto di contatto, per coprire la nuova vegetazione crescente sarà necessario eseguire nuovi trattamenti. È fondamentale eseguire anche un monitoraggio post-trattamento al fine di verificare l’efficacia del trattamento e per vedere se ce necessità d’ intervenire contro eventuali larve adulte sfuggite al trattamento. Su queste si interviene con piretro o azadiractina. I prodotti a base di Bacillus thuringiensis sono consentiti in agricoltura biologica.

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