Cancro batterico del pomodoro (batteriosi)

Il Clavibacter michiganensis è un batterio che determina una batteriosi chiamata cancro batterico del pomodoro. Identificazione, danno e cura contro questa malattia vegetale

 

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Fusto di pomodoro colpito da C. michiganensisIdentificazione e danno

Il Clavibacter michiganensis subsp. michiganensis è un batterio agente causale del cancro batterico del pomodoro. Questa batteriosi si manifesta con l’avvizzimento della pianta colpita, questo perché il batterio si insinua nel tessuto vascolare causandone il blocco e l’alterazione della funzionalità. Sezionando il fusto o il picciolo delle foglie a metà è possibile osservare gli imbrunimenti a carico del tessuto vascolare. Sul fusto la malattia determina invece delle lesioni longitudinali decolorate che possono evolvere in profonde fenditure. Più caratteristici sono i danni sulla bacca causato dal camcro batterico, determinando sui frutti immaturi delle necrosi puntiformi molto piccole e circondate da un consistente alone bianco. Altra tipica sintomatologia di questo batterio e il disseccamento solo di un lato della pianta proprio perché il patogeno si muove attraverso i vasi xilematici infetti determinando così danni localizzati al solo lato di ingresso del patogeno. A volte può disseccare anche una sola foglia ma in tutti i casi, ma successivamente con l’evolvere della malattia, determina il collasso generale della pianta e morte. A volte sul frutto la manifestazione è asintomatica, questo avviene quando il batterio penetra attraverso i vasi e una volta entrato nel frutto al suo interno provoca la disgregazione della polpa che acquista una consistenza mucillagginosa e una colorazione giallastra, ma questo è visibile solo aprendo i frutti sospettati. Umidità ambientale elevata e temperature tra i 24-28 °C favoriscono il Clavibacter michiganensis. Questo batterio vive nel terreno e la sua penetrazione all’interno della pianta la si deve a ferite e microlesioni causate da forti temporali, grandine e vento.

Lotta

Non esiste una cura efficace contro questa patologia, essenzialmente si ricorre a metodi preventivi. La lotta consiste nell’estirpare le piante ammalate ai primi sintomi e bruciarle lontano dai soggetti sani. Evitare quindi l’interramento dei residui infetti. Essendo un batterio che risiede nel terreno è indispensabile adottare rotazioni colturali di 4-5 anni, ricordando che anche altre specie spontanee di Solanum spp. possono incubare il patogeno. I trattamenti a base di rame sono utili solo nel contenere la diffusione del batterio, in quanto questo colonizza i tessuti vascolari interni. Di conseguenza i Sali di rame vanno utilizzati quando dai cancri si formano gli essudati batterici, che se non controllati portano ad un aumento del potenziale di inoculo, diffondendo ancora di più il Clavibacter michiganensis. I sali di rame hanno azione batteristatica nei cofronti di questa batteriosi. Questo batterio è in grado di infettare anche l’embrione del seme oltre ai tegumenti esterni. Di conseguenza con questa patologia l’uso di materiale esente da batterio e quindi certificato è l’elemento chiave della prevenzione. Oggigiorno esistono delle cultivar di pomodoro resistenti a questo patogeno e sarà quindi possibile scegliere in vivaio le piante anche in base alla  suscettibilità a questa malattia.

 

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