Maculatura Batterica del pomodoro (batteriosi)

La maculatura batterica del pomodoro è una batteriosi causata dal batterio Xanthomonas vesicatoria. Questa malattia batterica può colpire anche il peperone. Sintomi, danno e cura di questa patologia vegetale

 

Identificazione e danno

Il batterio Xanthomonas vesicatoria è l’agente causale della maculatura batterica del pomodoro che può colpire anche il peperone. Questa patologia vegetale si manifesta con delle maculature necrotiche puntiformi con bordo irregolare preferibilmente riscontrabili nella pagina inferiore delle foglie. A volte si manifesta sulla foglia necrotizzando ampie superfici dei bordi della lamina fogliare. Tali danni possono essere scambiati per Speudomonas syrige pv tomato, ma dal quale si differenzia per i più caratteristici danni sulla bacca. Sui frutti immaturi, infatti, la maculatura batterica determina delle necrosi depresse circondate da un alone verde scuro. Successivamente queste aree si inscuriscono con la maturazione del frutto e contemporaneamente si lacerano causando malformazione dei frutti e l’ingresso da queste ferite di patogeni secondari. Anche il peperone può essere infettato da questa batteriosi causando danni simili. La produzione può essere fortemente compromessa anche per il pomodoro da industria, mentre il pomodoro da mensa colpito da maculatura batterica è invendibile a causa dei danni visibili alla bacca. Lo sviluppo del batterio è favorito da elevata umidità ambientale e contemporanea temperatura tra i 22 e 26 °C. Xanthomonas vesicatoria penetra attraverso gli stomi e le ferite, è quindi importante fare attenzione agli eventi atmosferici avversi come grandinate e vento forte ed intervenire con prodotti rameici entro le 24-48 ore da questi eventi. Un importante mezzo di diffusione di questa malattia è l’uomo, sia con pratiche agronomiche che causano ferite alle piante sia utilizzando seme infetto.

Lotta

Non esiste una cura contro questa malattia, essenzialmente si lavora in modo preventivo, vanno fatte rotazioni colturali di 2-3 anni, ricordando che questo batterio può vivere anche nella rizosfera di grano, soia, Solanum spp e Datura stramonium. Come detto sopra, lo sviluppo di questa batteriosi è particolarmente favorito dalle condizioni climatiche e l’uso di prodotti a base di rame sono in grado di contenere i danni. I Sali di rame vanno utilizzati a cadenze di 7-10 giorni a partire dal trapianto (o semina) fino alla formazione del primo palco fiorale. Attenersi alle dosi riportate sull’etichetta del prodotto commerciale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *