Cicalina della vite (Scaphoideus titanus)

Identificazione e danno

Questo insetto è localizzato principalmente nelle regioni del nord Italia ed è particolarmente temuto per la malattia che può trasmettere alle piante di vite chiamata flavescenza dorata. Questo insetto, dalla fisionomia tipica di una cicalina presenta dimensioni di 6 mm e una colorazione negli adulti di tipo marmorea con elementi brunastri e bianchi e evidenti venature delle ali color nero. Le giovani neanidi e ninfe sono tutte di colore bianco che tende a diventare verde con l’avanzare dello stadio di maturazione, mentre la ninfa di 5° età presenta macchie e segmentazioni di colore bruno. I danni diretti che questo insetto provoca sono trascurabili e si manifestano con necrosi e alterazione del colore fogliare nelle zone di puntura. Ciò che rende pericoloso lo scafoide è la possibilità di trasmissione della malattia chiamata Flavescenza dorata attraverso le punture di nutrizione. Questa malattia è causata da un fitoplasma che determina nella pianta uno stato di stress che si manifesta con ingiallimenti fogliari, caduta delle foglie, disseccamento dei grappolini e ispessimento della lamina fogliare.

Ciclo biologico

Le prime neanidi compaiono in primavera nel mese di maggio ma essendo la schiusura delle uova scalare si ha un picco di presenze nel mese di giugno. Il ciclo si conclude passando attraverso 5 età, due di neanidi e tre di ninfa ed infine l’adulto. La massima presenza di adulti si concentra tra luglio e agosto, periodo in cui gli adulti di accoppiano e le femmine depongono le uova svernanti. Le femmine ovidepongono tra gli anfratti della scorza della corteccia e dei tralci lignificati. Le uova hanno un aspetto caratteristico a forma allungata quasi vermiforme.

Lotta

Il decreto del ministeriale del 31/05/2000 stabilisce la lotta obbligatoria nei confronti della flavescenza dorata della vite e quindi del suo principale vettore, lo Scaphoideus titanus. I metodi agronomici applicabili per ridurre la presenza in campo consistono nella bruciatura dei residui di potatura sia invernale che primaverile allo scopo di ridurre il numero delle uova. Infine, una rimozione dei polloni e dei getti basali della vite aiutano a contenere l’infestazione in quanto su questi tendono a risiedere le forme giovanili.
Inoltre vanno eliminate eventuali viti selvatiche in quanto queste possono essere vettore della flavescenza dorata. I prodotti da utilizzare contro questo insetto sono il piretro, l’azadiractina e olio minerale. Il piretro esplica la sua massima azione contro questo insetto quando viene acidificata la soluzione con aceto o acido citrico e distribuito nel tardo pomeriggio a causa della sua fotolabilità. L’aggiunta di piperonilbutossido contribuisce ad una maggiore persistenza del piretro. La miscela piretro-olio minerale garantisce una buona attività insetticida. Indicativamente il primo trattamento va fatto nella terza settimana di giugno, il secondo ad una settimana dal primo. Segue un terzo trattamento nella prima settimana di luglio e un quarto nella terza settimana. Nel caso l’insetto sia ancora presente in campo si dovrà eseguire un’ulteriore trattamento preferibilmente con il piretro. E’ buona norma alternare i principi attivi, non usare mai l’olio minerale da solo.

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