Come proteggere l’olivo dalla rogna

La rogna dell’olivo, raccolta e potatura sono i momenti più rischiosi in cui questa malattia può insediarsi e causare danni. Cura e rimedi contro questa patologia.

 

La rogna dell’olivo è causata da un batterio che prende il nome di Pseudomonas savastanoi. Questa malattia si manifesta con la formazione di escrescenze sulla superficie della corteccia degli alberi colpiti, questi sono detti noduli tumorali. Questo batterio penetra nella pianta attraverso le ferite e una volta instaurato produce dei fitormoni i quali stimolano la pianta a formare nuovo tessuto vegetale in una reazione semi-controllata dal batterio che porta alla formazione dei vistosi noduli tumorali. Piccole quantità di tumori non creano problemi, ma in caso di forte attacco la pianta subisce uno stress che porta alla riduzione di produzione e nei casi più gravi anche al deperimento della pianta. Il batterio è favorito da condizioni climatiche miti e forte umidità, per cui d’estate e d’inverno rimane quiescente sulla pianta, mentre, in primavera e in autunno le condizioni climatiche sono favorevoli alla sua moltiplicazione. Questo è un batterio che naturalmente è presente sulla superficie della corteccia di tutti gli ulivi, specialmente poi se sono già presenti tumori sulla pianta. Raccolta e potatura sono quindi le operazioni che di più creano le condizioni per il diffondersi del batterio. Le ferite causate dalla raccolta e dai tagli di potatura sono il principale mezzo attraverso il quale il batterio si instaura nella pianta. Anche gli eventi atmosferici avversi come grandine e vento forte causano ferite che il batterio usa per penetrare nella pianta.
Detto questo passiamo a come controllare questo batterio. È impossibile eradicare completamente questa malattia, ma adottando adeguati accorgimenti si può eliminare gran parte del problema.
Forbici da potatura e arnesi per la raccolta vanno ripetutamente sterilizzati con Sali di ammonio quaternario (benzalconio cloruro), ipoclorito di sodio diluito (candeggina) o disinfettati alla fiamma, questo per evitare di diffondere il patogeno. I residui di potatura (potenzialmente infetti) vanno allontanati dall’oliveto il prima possibile. Ma l’operazione più importante è quella di effettuare un trattamento a base di idrossido di rame entro 24 ore dalla raccolta e dalla potatura e dopo ogni grandinata/temporale con vento forte. Il rame ha un potere batteriostatico ed è inoltre attivo contro altre patologie dell’olivo come l’occhio di pavone. È importante utilizzare l’idrossido di rame in questa fase in quanto è il formulato che ha la più rapida azione curativa. Un secondo trattamento viene effettuato al momento della ripresa vegetativa, (marzo-aprile), con solfato di rame o altri Sali di rame. I Grossi tagli di potatura vanno spennellati con prodotti cicatrizzanti a base di rame. Le parti di piante attaccate, che presentano elevate cariche di noduli vanno eliminate con la potatura al fine di ridurre la presenza del batterio sulla pianta. Ricordarsi di gestire i residui di potatura come riportato sopra. Utilizzano questa strategia nel corso del tempo si avrà il controllo contro questa malattia, una riduzione dei danni e si assicureranno nel tempo elevate produzioni di olive.

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