Afide delle Cucurbitacee (Aphis gossypii)

NOME: Afide delle Cucurbitacee
Specie: Aphis gossypii Glov.
Piante ospiti: estremamente polifago, Cucurbitacee, Agrumi, Pomodoro, Peperone, Patata ecc.
Identificazione e danno:

l’azione trofica dell’insetto causa in generale un deperimento della pianta con ingiallimenti delle foglie disseccamento dei germogli e malformazione dei frutti. I danni diretti, sono seguiti da un danno indiretto dovuto alla produzione di melata che provava asfissia, e la comparsa di fumaggini (funghi saprofiti). Inoltre rappresenta un vettore per diversi virus come il Mosaico del Cetriolo e del Cocomero. Le forme giovanili sono di colore giallognolo, mentre gli adulti variano dal verde al grigio. Presentano dimensioni da adulto di circa 2 mm.
Ciclo biologico:
Aphis gossypii sverna come uovo negli ospiti primari (Catalpa, Ibisco), o come femmina adulta nei climo più favorevoli. Il ciclo vitale può prendere diverse direzioni, può essere di tipo paraciclico, in cui si ha la comparsa saltuaria della generazione anfigonia (che si riproduce sessualmente), o di tipo anolociclo, in cui si hanno solo generazioni partenogenetiche (che si riproducono per partenogenesi, cioè senza fecondazione).
Lotta:

in considerazione delle numerose generazioni, e velocità di riproduzione degli afidi, si rende necessaria l’adozione di interventi chimici con formulati specifici. L’intervento va eseguito con soglie di danno piuttosto basse vista la pericolosità dell’insetto. Tuttavia è possibile l’adozione di programmi di lotta di tipo biologico basati sull’introduzione di parassiti o entomofagi. Il controllo biologico viene normalmente eseguito con l’introduzioni di Lysiphlebus testaceipes, Aphidius colemani e Chrysoperla carnea. In pieno campo il controllo di Aphis gossypii si effettua con le consociazioni e con le introduzioni ripetute di Lysiphlebus testaceipes che è da preferire ad Aphidius colemani quando le temperature cominciano a superare stabilmente i 28°C per più di 4-5 ore al giorno.
L’adozione di alcuni accorgimenti agronomici può aiutare al contenimento del fitofago salvaguardando le popolazioni dei nemici naturali, in tal senso può essere d’aiuto tutto ciò che ha lo scopo di conservare la complessità e la tutela dell’agroecosistema , ad esempio l’inerbimento e la presenza di siepi offrono rifugio agli antagonisti. I nemici naturali degli afidi sono molti: Coleotteri Coccinellidi, Neurotteri Crisopidi, Ditteri Sirfidi e Ditteri Cecidomidi, Imenotteri parassitoidi, Acari predatori del genere Allothrombium.

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