Frankliniella

Specie: Frankliniella occidentalis (Pergande)

Piante ospiti: Insetto polifago (si nutre di diverse specie vegetali), tra le piante ortive: Solanacee, Liliacee, Leguminose, Cucurbitacee, Composite. Tra le piante Floricole: Crisantemo, Geranio, Saintpaulia, Garofano, Rosa, Ciclamino, Poinsettia. Riguardo ai Fruttiferi attacca sia le Drupacee che le Pomacee.

Identificazione e danno

Si tratta di un piccolo insetto, che da adulto può raggiungere circa un millimetro di lunghezza, appartiene alla famiglia dei Tripidi. Nelle forme giovanili si presentano di colore molto chiaro o trasparente, gli adulti risultano di colore giallino-ocra che tende a scurirsi e a presentare delle striature nerastre nella zona dorsale e dell’addome. I danni alle piante sono dovuti alle modalità di alimentazione dell’insetto, dotato di  apparato boccale pungente-succhiante, sia negli adulti che nelle forme giovanili. I danni sono diffusi su tutta la parte epigea (aerea) della pianta. Oltre all’attività trofica (alimentare), i danni sono provocati anche dall’ovideposizione. Il danno si manifesta sulle foglie con la comparsa di zone depigmentate, che tendono al colore argento e successivamente divengono necrotiche. Inoltre si osserva l’arrotolamento del lembo fogliare che tenderà poi al disseccamento, tale processo e dovuto alla presenza di particolari sostanze tossiche nella saliva del Tripide. Anche sui fiori il danno si rileva con depigmentazione localizzata o più o meno sparsa che può evolvere in tessuto necrotico (disseccamento dei tessuti). Sui frutti, a seguito delle punture si osserva suberificazione (tessuto cicatriziale) e deformazione. L’ovideposizione comporta deformazione e suberificazione nell’area incisa dall’ovopositore (struttura atta alla deposizione dell’uovo) attraverso il quale le femmine inseriscono le uova nei tessuti vegetali. Oltre ai danni diretti sopra descritti, va segnalata la presenza di gravi danni indiretti dovuti alla possibilità di trasmissione i virus, per i quali la Frankliniella rappresenta un vettore.

Ciclo biologico

Il numero di generazioni risulta variabile tra 6 e 7 generazioni l’anno. Questo insetto predilige la riproduzione per partenogenesi (capacità, da parte delle femmine di riprodursi senza fecondazione), l’ovideposizione può avvenire in ogni tessuto della pianta. La forma svernante, risulta rappresentata dall’adulto, il quale trova riparo nel terreno e in ogni tipo di anfratto (es. residui colturali ecc.). La ripresa dell’attività è condizionata dalla temperatura, quindi è facile dedurre che sarà anticipata in zone a clima mite o in coltura protetta già a fine inverno, mentre in pieno campo e in zone a clima più rigido sarà posticipata all’inizio estate. L’attività della Frankliniella proseguirà finche le temperature lo permetteranno verosimilmente fino a fine estate-inizio autunno.

Lotta:

Con questo fitofago bisogna fare attenzione in quanto il danno all’inizio risulta poco intenso e visibile ma poi esplode improvvisamente. Le forme mobili di giorno sono ben nascoste tra gli anfratti (tra i petali dei fiori ecc.) e nel terreno, se ne può evidenziare la loro presenza scuotendo energicamente fiori o germogli all’interno di un bicchiere di plastica bianco, potendo cosi vedere le forme mobili sul fondo. Altro metodo di monitoraggio può essere eseguito con trappole cromotropiche bianche o blu, circa 1 ogni 50 m2. Anche con pochi esemplari catturati si deve intervenire con prodotti a base di azadiractina, spinosad coadiuvati da oli minerali e di paraffina. In particolare in coltura protetta è possibile agire con lanci di un rincote entomofago che si nutre di Tripidi l’Orius laevigatus e specie affini di Orius spp (niger e majusculus). e con l’acaro predatore Amblyseius cucumeris.

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