Moschetta bianca (Trialeurodes vaporariorum)

la moschetta bianca è un insetto fitopatogeno che in determinate condizioni è di difficilissimo controllo. In questo articolo danni, lotta, ciclo biologico e rimedi naturali contro il Trialeurodes vaporariorum

Identificazione e danno del Traialeurodes vaporariorum 

Il Trialeurodes vaporariorum è un insetto appartenente all’ordine dei rincoti e molto facile da riconoscere. Dall’aspetto sembra un moscerino, (da qui il nome comune di moschetta bianca) non più lungo di 2 mm con le due grosse ali che ricoprono l’intero corpo lasciando in evidenza solo il capo di colore giallo. Le neanidi hanno l’aspetto di piccole placche di forma ovale che presentano o meno dei ciuffi di peli (ma tale caratteristica è difficilmente visibile ad occhio nudo). Se disturbati, gli adulti di Trialeurodes vaporariorum si alzano in volo in gran numero con movimenti a zig-zag trovando rapidamente riparo tra la vegetazione circostante nel raggio di 20-30 cm. Il danno è causato principalmente dalla produzione di melata prodotta dalle neanidi che imbratta foglie e frutti causando il deprezzamento della merce, la diminuzione dell’attività fotosintetica e lo sviluppo della fumaggine (accrescimento di muffe saprofite sulla foglia). Un attacco di questo insetto può facilmente sfuggire al controllo e determinare gravi danni, inoltre gli aleurodidi sono portatori di alcuni virus fitopatogeni. Le Piante che possono ospitare la moschetta bianca sono numerose tra cui: pomodoro, zucchino, peperone, stella di natale, gerbera, crisantemi, solanacee, cucurbitacee e moltissime ornamentali

Ciclo biologico della moschetta bianca

Negli ambienti caldi o sotto serra il Trialeurodes vaporariorum può compiere generazioni continue oppure svernare all’aperto tra le piante spontanee. Il ciclo biologico si esplica con uovo, neanidi (4 stadi) e adulto. Le uova sono disposte a gruppi ed hanno forma a fiaschetto allungato terminante a punta. Il colore delle uova e dapprima bianco e poi verso la maturità vira al marrone scuro.

Lotta biologica e rimedi alla moschetta bianca

L’uso delle trappole cromotropiche adesive gialle è utile per identificare la presenza in campo ma anche per coadiuvare la lotta diretta. Successivamente i principi attivi che si possono usare sono il fungo entomopatogeno Beauveria bassiana, gli oli estivi, piretro e azadiractina. Per il piretro ricordiamo di fare attenzione ad eventuali altri insetti utili, di non effettuare quindi lanci di insetti utili non prima che siano passate 48 ore dal trattamento con il piretro e di chiudere le arnie dei bombi per almeno 24 ore. L’azadiractina ha un effetto più lento ed agisce contro gli stadi più giovani. Il massimo del controllo biologico viene però esplicato dal parassitoide Encarsia formosa e meno comunemente da Eretmocerus mundus i quali se inoculati nel modo corretto sono in grado di contenere l’infestazione di aleurodidi. Ricordiamo anche l’attività predatrice nei confronti degli aleurodidi e di altri artropodi effettuata da Macrolophus caliginosus.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *