Nematode Dorato della Patata

Specie: Heterodera rostochiensis Woll (Globodera rostochiensis Woll)

Piante ospiti: attacca le Solanacee in particolare patata e pomodoro.

Identificazione e danno

I maschi presentano un aspetto vermiforme, incolore e dimensioni che vanno da 0,8 a 1,5 mm. Le femmine una volta mature si presentano più tondeggianti e di colore dorato con dimensioni di circa 0,8 mm. Il danno causato da questo nematode è rappresentato dal mal funzionamento dell’apparato radicale a causa delle importanti alterazioni a livello cellulare. L’infezione, non manifesta sintomi specifici. In generale la parte epigea della pianta manifesta uno sviluppo stentato e clorosi (ingiallimenti fogliari). I tuberi si presentano di dimensioni ridotte e di forma irregolare che ne rende difficile o impossibile la commercializzazione. Nel campo infetto si possono osservare porzioni con piante morenti, sviluppo stentato e clorosi o zone di terreno privo di vegetazione a causa del protrarsi dell’infezione che porta a morte la pianta. Osservando l’apparato radicale si possono notare delle cisti (di colore bianco nei primi stadi, giallo dorato in una fase intermedia  che tende poi ad imbrunirsi con la maturazione), che rappresentano una trasformazione delle femmine in organi tondeggianti contenenti uova. La presenza delle cisti sulle radici è il sintomo più evidente delle presenza del parassita.dorato 2Sia le femmine adulte che le cisti rappresentano una fonte di infezione durevole rimanendo vitali nel suolo per un periodo piuttosto lungo. L’insorgenza  dei danni dipende dalla quantità di nematodi presenti nel suolo coltivato. Alcune pratiche agronomiche come la monosuccessione favoriscono notevolmente la presenza abbondante del parassita.

Ciclo Biologico

Tale parassita effettua 1-2 generazioni all’anno. Il ciclo biologico si conclude in 4-6 settimane. Le femmine a maturità si trasformano in cisti costituite da una cuticola ispessita e irrigidita contenente all’interno le uova, che si conservano nel terreno anche per diversi anni. In primavera quando la temperatura è più mite e in presenza di terreno umido le larve fuoriescono dalle cisti. Un fattore condizionante l’attività delle larve, risulta essere la presenza delle piante ospiti, le quali producono essudati radicali che esercitano una funzione attrattiva e stimolante nei confronti delle larve stesse.  Le larve infettano l’apparato radicale dell’ospite e completano il loro ciclo vitale; i maschi abbandonano la radice,  mentre le femmine rimangono attaccate alla radice tramite la testa mentre il corpo viene esposto all’esterno, potranno così essere fecondate dai maschi liberi nel terreno e trasformarsi in nuove cisti chiudendo cosi il ciclo.

Lotta

Vista la capacita di produrre danni molto consistenti, per questo patogeno è stata istituita per legge la lotta obbligatoria. In considerazione delle caratteristiche di conservazione e diffusione del parassita, risulta fondamentale la prevenzione effettuata con accorgimenti agronomici. La lotta punterà in ogni caso al contenimento del patogeno sotto la soglia di danno, l’eradicazione totale è quasi praticamente impossibile. Gli accorgimenti agronomici da adottare risultano essere: analisi nematologica del terreno,  l’uso di tubero-seme certificato esente dal patogeno, mentre, le rotazioni (più lunghe possibili, almeno 7 anni) risultano la vera arma di contenimento essendo le larve condizionate dalla presenza di essudati radicali prodotti dalla pianta ospite. Va tenuto presente nelle rotazioni che il patogeno attacca anche altre Solanacee oltre la patata. La tecnica della solarizzazione ha fatto registrare buoni risultati. In oltre esiste la possibilità di utilizzare cultivar resistenti nei confronti di diversi patotipi o specie di Globodera rostochiensis. Anche i preparati commerciali a base di estratti di aglio risultano efficaci.

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