Nottua degli ortaggi (Spodoptera littoralis)

NOME: nottua del cotone
Specie: Spodoptera littoralis (Boisduval)
Piante ospiti: pomodoro, peperone, insalate, patata, fragola, mais, cotone e crucifere (cavolo, cavolfiore, broccoli)
Identificazione e danno
L’adulto è una farfalla notturna di circa 3-4 cm di apertura alare, dall’aspetto vellutato per la presenza di una fitta peluria. Presenta sul dorso una colorazione brunastra ricca di disegni e macchie di colore bianco, nocciola e nero, ma non sono gli adulti ha provocare i danni, ma le larve. Queste hanno un colorazione variabile a seconda della specie vegetale di cui si nutrono assumendo colorazioni dal grigio al verde e al giallastro ma tutte presentano striature longitudinali scure con punteggiature ai lati (vedi foto). Le uova vengono deposte in placche (ovature) che possono arrivare fino a 100 uova, ricoperte in modo caratteristico dalla peluria rilasciata dall’adulto che le ha ovideposte. Le larve neonate inizialmente hanno un comportamento gregario ma poi con l’età tendono a vivere isolate. Queste si nutrono del lembo fogliare delle foglie e possono arrivare a danneggiare anche i fiori, ma il danno economicamente maggiore si evidenzia sui frutti di pomodoro, peperone e melanzana in quanto le larve scavano gallerie all’interno di questi frutti con successiva manifestazione di marcescenze dovuta a patogeni secondari oppure possono sfuggire facilmente ai controlli qualità e arrivare al consumatore nascoste all’interno dei frutti. Altrettanto più grave è il danno su insalate, verze e cavolfiori in quanto anche la presenza di una sola larva adulta se penetra all’interno del cespo fogliare è in grado di compromettere la totale vendita della pianta.
Ciclo biologico

Le larve si impupano nel terreno a poca profondità e qui possono svernare nel periodo invernale. Lo sfarfallamento degli adulti inizia in marzo-aprile e poco più tardi iniziano le ovideposizioni. Il numero di generazioni all’anno varia a seconda delle temperature e maggiori sono in ambiente protetto. Nelle condizioni ideali a fine estate si possono contare fino a 9 generazioni negli ambienti del sud Italia.

Lotta

In campo biologico è fondamentale eseguire un monitoraggio del volo degli adulti attraverso l’uso di trappole a feromoni sessuali e una volta individuato l’inizio sfarfallamento si eseguono accurati monitoraggi in campo con lo scopo di identificare i primi focolai o ovideposizioni. Una volta accertata la presenza in campo di larve/uova si interviene con i trattamenti. I più efficaci sono quelli a base di Bacillus turingiensis Spp Kurstaki efficace contro le larve ai primi stadi. In caso di elevata presenza di adulti si può intervenire con piretro. In ogni caso i trattamenti vanno ripetuti nel tempo in quanto generalmente si ha una ovideposizione scalare nel tempo. Nel caso in cui i monitoraggi in campo e con trappole diano risultati negativi per un lungo periodo si possono sospendere i trattamenti ma non i monitoraggi, infatti a fine estate gli attacchi possono riprendere con maggiore intensità.

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