oidio o mal Bianco della rosa

L’oido o mal bianco della rosa è una malattia causata dal fungo Sphaerotheca pannosa var. rosae. Questa patologia vegetale se non curata causa gravi danni estetici alle piante di rosa. Sintomi e cura dell’oidio della rosa

 

Identificazione e danno

L’oidio o mal Bianco della rosa è una malattia fungina causata dal fungo Sphaerotheca pannosa var. rosae e colpisce le rose e diverse piante appartenenti alla famiglia delle rosacee.
L’oidio della rosa si manifesta sulle parti verdi con un feltro miceliare bianco, simile appunto ad una muffa accompagnata all’inizio da una decolorazione della parte colpita. Negli stati più avanzati il feltro miceliare assume una maggiore compattezza ed avvolge aree sempre più grandi. Nello stadio terminale della malattia le parti colpite disseccato o rimangono gravemente deformate, causando così la perdita estetica della pianta o l’impossibilità di portare avanti una adeguata fioritura. Nelle varietà di rosa più sensibili il danno causato dal mal bianco è estremamente grave.

Ciclo biologico

Come per la maggior parte degli oidi, la temperatura gioca un fattore chiave. L’oidio della rosa esplica la sua massima azione con le temperature comprese tra 20-25 °C ed alta umidità relativa. Sopra questo range, temperature troppo elevate rallentano il corso della malattia. il mal bianco della rosa si diffonde nell’ambiente attraverso il rilascio dei conidi (organi di diffusione), difatti il feltro miceliare bianco che si evidenzia con la malattia produce elevate quantità di conidi. Nel periodo invernale il fungo si conserva come cleistotecio (organi di conservazione) o come micelio svernate sui residui vegetali o tra le gemme della pianta.

Lotta

È difficile contenere questa malattia attraverso delle pratiche agronomiche, la lotta si avvale principalmente dei trattamenti con diversi principi attivi. La cura preventiva con lo zolfo rimane uno dei principali mezzi di contenimento di questa patologia da utilizzare alla comparsa dei primi sintomi. Utili sono anche i trattamenti a base del fungo parassita Ampelomyces quisqualis che non va utilizzato in concomitanza con lo zolfo e non dopo che siano passati 5 giorni dal trattamento con questo.
Bisogna ricordare che le diverse varietà di rosa hanno suscettibilità diverse nei confronti dell’oidio della rosa, evitare quindi di mettere a dimora piante di rosa in comprensori in cui si sono manifestate forti epidemie di questa malattia o almeno coltivare cultivar con dichiarata tolleranza alla Sphaerotheca pannosa.

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