Peronospora della Lattuga (Bremia lactucae)

La Bremia lactucae è un fungo che causa la peronospora della lattuga, malattia molto temuta in agricoltura. Identificazione e lotta biologica di questa patologia.

 

Piante ospiti: varie specie di Composite, in particolare Lattuga e Carciofo

Identificazione e danno

In caso di condizioni climatiche favorevoli, l’infezione può rapidamente scaturire in epidemia compromettendo l’intero raccolto. Per tale motivo la Bremia lactucae è considerata una delle malattie più gravi della Lattuga. La sintomatologia è evidente sulle foglie, queste presentano macchie clorotiche delimitate dalle nervature fogliari, che successivamente imbruniscono e disseccano. L’attacco è inizialmente localizzato sulla pagina superiore delle faglie esterne, ma in condizioni ideali può raggiungere il cuore del cespo. Sulla pagina inferiore delle foglie, in corrispondenza delle zone clorotiche, e in condizioni di elevata umidità, si può osservare una muffa biancastra (sporangi, elementi riproduttivi), tal volta è possibile osservare la muffa anche sulla pagina superiore.  Il fungo Bremia lactucae attacca in tutte le fasi di sviluppo della pianta, dalle plantule fino alla piena maturità della pianta.

bremia 2

Ciclo biologico

La forma svernante del patogeno è costituita dal micelio conservato nei residui colturali infetti. È possibile anche lo svernamento come oospora (spora sessuate), nel terreno, ma questo risulta meno frequente. Con le condizioni ambientali adeguate, in genere a primavera e in autunno, il micelio svernante riprende il suo ciclo con la produzione zoospore. Le zoospore germinano e  invadono l’ospite passando dagli stomi. La malattia ha una incubazione di circa 1-2 settimane, a seguito della quale si ha la produzione di rami conidiofori (sporangi), riconoscibili dalla tipica muffa biancastra, i quali continuano a diffondere la malattia. Le temperature ottimali di crescita della peronospora sono comprese tra i 10 e i 15°C, elemento che porta la massima diffusione della malattia in primavera e autunno, ma le infezioni sono comunque possibili anche negli altri periodi dell’anno.

Lotta

Essendo un patogeno specifico delle Compositae, le lunghe rotazioni (4-5 anni) rappresentano una ottima tecnica di contenimento della Bremia lactucae. Altre tecniche agronomiche risultano molto utili al controllo della malattia, tra queste le principali sono: densità d’impianto non eccessive, accurato drenaggio del terreno soprattutto in presenza di terreni tendenzialmente argillosi per evitare fenomeni di ristagno, fertilizzazioni azotate equilibrate, preferire l’irrigazione localizzata a goccia poiché l’irrigazione per aspersione favorisce molto il diffondersi della malattia. Fondamentale risulta essere l’utilizzo per il trapianto di piante certificate sane, in quanto è facile che in vivaio le piante si infettino. L’utilizzo di varietà di lattuga resistenti, non ha avuto fino ad oggi grande successo, vista la rapida selezione da parte del patogeno di nuovi ceppi virulenti, in grado di superare le resistenze delle piante. In lotta biologica il rame è il prodotto principale ma insufficiente nel caso di elevato rischio di epidemia, per questo la lotta agronomica e preventiva deve essere effettuata con particolare cura. Per non lasciare residui visibili sulla pianta si consiglia di utilizzare formulati di rame incolore. È possibile anche l’utilizzo di batteri antagonisti come il Bacillus amyloliquefaciens utili per contenere le infezioni. Di questi prodotti esistono diverse formulazioni commerciali registrate in agricoltura biologica.

 

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