Peronospora della patata

La Phytophthora infestans è un fungo che colpisce patata e pomodoro causando la malattia detta peronospora della patata o del pomodoro. Questa malattia è particolarmente temibile su patata in quanto rappresenta la principale patologia vegetale. sintomi, trattamenti e cura contro la peronospora.

 

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Identificazione e danno

La malattia e causata dal fungo Phytophthora infestans che determina un caratteristico disseccamento delle foglie come in figura. Questo patogeno colpisce anche il pomodoro dove determina la peronospora del pomodoro con sintomi sulle foglie identici a quelle della patata. Il disseccamento inizia dapprima con delle decolorazioni sulle foglie che si fanno col tempo sempre più scure fino seccare in parte o tutta la foglia della patata. In presenza di forte umidità e temperatura nella pagina inferiore delle foglie colpite si evidenzia la presenza di una muffa bianca (meglio nota come feltro miceliare) che sta ad indicare la presenza degli organi riproduttivi (zoospore). La malattia si può manifestare anche sui tuberi, questo avviene quando le zoospore cadute nel terreno raggiungono i tuberi e vi penetrano sfruttando le microferite o le naturali lenticelle. Sui tuberi la peronospora provoca sulla zona colpita delle maculature scure che successivamente si affossano determinando quello che viene definito “marciume secco”. Di conseguenza la pianta perde sia l’attività fotosintetica nelle foglie colpite con gravi riduzioni di produzione, che la perdita dei tuberi stessi quando l’attacco si manifesta su questi organi. La dimostrazione storica di quanto la Phytophthora infestans sia devastante fu la grande carestia del 1845-1846 in Irlanda, dove tra le cause che portarono la popolazione alla fame vi fu anche l’apparizione per la prima volta della peronospora della patata. Allora la malattia trovo l’impreparazione dei contadini nonché la mancanza dei mezzi di cura, cosa che porto alla distruzione dei raccolti di patata, che era tra i principali alimenti di allora in Irlanda.

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sintomi di phytophthora infestans su foglia di patata. Si noti il disseccamento delle foglie causato dalla peronospora della patata

Ciclo biologico

La peronospora si conserva nell’ambiente di coltivazione come micelio svernante o come oospora nei residui delle precedenti vegetazioni infette rimaste al suolo. Per questo motivo le primissime infezioni avvengono a carico dei tessuti vegetali più vicini al suolo; proprio perché più suscettibili all’infezione delle zoospore provenienti dai residui vegetati o liberate dai tuberi seme infetti. Importante per questa malattia è la presenza di un velo d’acqua sulla superficie fogliare. Eventi come piogge, nebbia e rugiade bagnano la superficie delle foglie e se queste condizioni si protraggono per 10-12 ore consecutive assieme a temperature superiori ai 10°C sono considerati come elementi di forte rischio d’infezione. Una volta iniziata l’infezione anche i tuberi di patata possono essere colpiti, questo avviene quando le zoospore cadute nel terreno raggiungono i tuberi e vi penetrano sfruttando le microferite o le naturali lenticelle.

La lotta

Prevede l’utilizzo di buone pratiche agronomiche, come: utilizzo di cultivar resistenti alla malattia, rotazioni colturali, utilizzo di semi sani e certificati, evitare l’irrigazione per aspersione.

L’utilizzo corretto dei prodotti a base di rame deve essere fatto preventivamente, ricordando di trattare subito dopo piogge intense quando le temperature sono comprese tra i 10 e i 25 °C. In queste condizioni eseguire i trattamenti a distanza non superiore ai 5 giorni e fino a quando le condizioni di temperatura e umidità non rientrato in condizioni di non pericolosità, che sono: distanza da un evento piovoso superiore a 10 giorni o temperatura al di fuori del range 10-25 °C. Se le condizioni ideali al manifestarsi della malattia persistono continuare con i trattamenti.

Ricordarsi che una efficace cura passa anche da una efficace somministrazione dei prodotti. Bagnare bene non solo la pagina superiore delle piante, ma anche la pagina inferiore. Preferibile è l’utilizzo di un atomizzatore per la distribuzione del prodotto. In ogni caso vanno rispettate le dosi di somministrazione riportate sulle confezioni dei prodotti commerciali e di controllare eventuali incompatibilità.

 

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