Rame (fungicida e batteriostatico)

I prodotti a base di rame sono i più comuni fungicidi e batteriostatici in agricoltura. Tipologie, caratteristiche ed uso in agricoltura biologica e convenzionale.

 

Il rame è uno dei più importanti prodotti nella difesa delle piante. Ha una azione preventiva nei confronti dei funghi patogeni e di moltissimi batteri fitopatogeni (battericida e batteriostatica). La sua utilità è stata ampiamente rivalutata in chiave positiva nel corso degli ultimi decenni. Rimane ancora oggi in agricoltura biologica uno dei prodotti più efficaci.

Il rame in tutte le sue forme è un prodotto di contatto, fanno eccezione il rame chelato e i peptidi di rame che sono parzialmente assorbiti a livello della camera sottostomatica. Questo fa si che peptidi e chelati siano in una certa misura più efficaci rispetto alle altre tipologie di rame ma di contro hanno una maggiore fitotossicità e vanno quindi usati con cautela. Generalmente questi prodotti sono venduti sotto la veste di fertilizzanti.

Il rame esplica la sua azione quando di trasforma in ione rameico. Nei confronti dei funghi e dei batteri, questo ione è un microelemento essenziale nella vita degli esseri viventi, ma un eccesso di assorbimento ed accumulo di questo agisce negativamente sui processi enzimatici, di traspirazione e respirazione nei batteri, mentre nei funghi lo ione rame va a sostituire gli ioni idrogeno, e magnesio all’interno della parete di chitina causando anche  la denaturazione delle proteine e degli aminoacidi nella membrana cellulare. Questi processi portano alla morte dei funghi e dei batteri fitopatogeni.

Le principali forme in cui possiamo trovare il rame come agrofarmaco sono: ossido rameoso, idrossido di rame, ossicloruro di rame e solfato di rame.

Il primo, l’ossido rameoso è la forma meno comune di utilizzo del rame in agricoltura sia perché è il più fitotossico tra i prodotti a base di rame, sia perché ha una bassa sospensibilità in acqua (tende quindi a precipitare), di contro ha una buona adesività sulle parti di vegetazione trattata e ha una elevata azione battericida.

L’idrossido di rame è tra i Sali di rame quello con la maggiore prontezza d’azione, ideale è quindi il suo utilizzo dopo un evento atmosferico avverso (vento forte, grandine, gelate tardive) o una potatura per evitare il rapido ingresso dei patogeni dalle ferite createsi (utilizzo entro le 24-48 ore dall’evento). Generalmente gli idrossidi di rame una volta applicati hanno una copertura non superiore ai 7-10 giorni.

Gli ossiclururi di rame hanno una prontezza d’azione intermedia tra tutti i sali di rame e una efficacia pari alla poltiglia bordolese con il vantaggio di una preparazione più rapida. Inoltre hanno un’ottima azione battericida.

Il solfato di rame è molto solubile in acqua ma ha una scarsa aderenza ed è molto fitotossico ed acido, di conseguenza la forma più utilizzata di questo sale di rame è quella neutralizzata con l’idrossido di calcio, detta anche poltiglia bordolese.  Il solfato di rame è tra i Sali di rame quello con meno prontezza d’azione ma con una copertura anche superiore hai 20 giorni, il che fa si che tale prodotto si utilizzi alla fine delle colture (post raccolta) e nella fase del bruno (caduta foglie).

Le poltiglie bordolesi di dividono in acide e neutre/basiche; le prime sono meno persistenti, più pronte e più fitotossiche. Le seconde sono più persistenti  meno pronte e meno fitotossiche.

Per una corretta efficacia di tutti i Sali di rame è importante che i mezzi di distribuzione siano perfettamente funzionanti e che gli ugelli siano puliti, questo perché il prodotto deve essere di distribuito in maniera omogenea visto che è un prodotto di copertura. Inoltre gli accumuli di prodotto sulla vegetazione sono dannosi in quanto gli eccessi dovuti a distribuzione non omogenea determinano rugosità su frutti e foglie nelle parti interessate dall’eccesso di prodotto. Il dosaggio del rame è quello riportato sull’etichetta del prodotto commerciale. Poiché varia in funzione delle caratteristiche di produzione, della patologia da curare e dei mezzi di applicazione.

Vanno inoltre evitati i trattamenti nelle ore più calde della giornata.

Se ne sconsiglia l’uso in miscela con i polisolfuri, i prodotti a base di Bacillus thuringiensis, virus della granulosi della carpocapsa e il piretro.

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