Xylella fastidiosa (disseccamento rapido dell’olivo)

Il batterio Xylella fastidiosa sembra fortemente implicato in quella che gli esperti hanno definito come malattia del disseccamento rapido dell’olivo, in sigla CoDiRo. Anche la presenza di alcuni funghi ed insetti favorisce lo sviluppo di questa malattia.

 

Identificazione e danno

La malattia del disseccamento rapido dell’olivo, in sigla CoDiRO, è causata da quello che sembra un complesso di fattori tra i quali emerge anche il batterio Xylella fastidiosa. Questa malattia interessa in particolare le piante di olivo (Olea europea) e si manifesta con il disseccamento delle foglie, dapprima marginali, poi dell’intero lembo fogliare. Successivamente di diffonde passando dai piccoli rami a porzioni più ampie della chioma, fino ad estendersi nella fase finale all’intera chioma. L’albero colpito appare scheletrito, ma ancora vivo ed in grado di emettere polloni e nuovi germogli, destinati però a disseccare in breve tempo. La morte della pianta sopraggiunge successivamente, quando l’albero termina le riserve per emettere nuovo fogliame. La malattia è maggiormente suscettibile sugli alberi più vecchi, mentre determina sugli esemplari più giovani di olivo solo dei disseccamenti terminali che solo raramente determinano la morte degli stessi.

Ciclo biologico

Nel disseccamento rapido dell’olivo (CoDiRO) sembrano implicate una serie di implicazioni di carattere biologico e non un solo agente biologico. Infatti nella maggior parte degli alberi colpiti si è riscontrata la presenza de lepidottero Zeuzera pyrina (detto anche rodilegno giallo) e di alcuni funghi fitopatogeni appartenenti a diversi generi, ma prevalgono Paheoacremonium e Pheomoniella. Il lepidottero Zeuzera pyrina è un insetto la cui presenza è ormai accertata sul tutto il territorio del Salento (ma anche in altre parti d’Italia) le cui larve scavano gallerie nel legno degli alberi e quindi favoriscono il trasporto e lo sviluppo di molte fitopatologie tra cui anche gli agenti biologici che del CoDiRO. Le grosse gallerie di nutrizione scavate nel legno determinano l’indebolimento della pianta che così diviene più suscettibile a molte fitopatologie. Al genere Paheoacremonium e Pheomoniella appartengono specie di miceti dotate di patogenicità nei confronti dell’olivo. Questi sono funghi xilematici in grado quindi di accrescersi all’interno dello xilema, determinandone l’occlusione e quindi con tutti i relativi problemi annessi. Quando i vasi xilematici di un olivo sono occlusi dalla presenza del fungo, la difficoltà di efflusso della linfa si ripercuote sulla pianta, determinandone gradualmente la morte (al pari di una arteria occlusa per l’uomo).
C’è un altro imputato al quale si attribuisce la possibilità di trasmissione del batterio Xylella fastidiosa ed è l’insetto Philaenus spumarius, più comunemente noto come “sputacchina media”. L’adulto di questo insetto sarebbe stato individuato come possibile agente di trasmissione della malattia, in quanto, nutrendosi della linfa degli ulivi può trasportare il batterio dalle piante malate a quelle sane di olivo.

Lotta

Allo stato attuale purtroppo le autorità hanno preso la drastica decisione di abbattere le piante colpite dal batterio e di estirpare tutte le piante di olivo nel raggio di 100 metri dai focolai di presenza di Xylella fastidiosa a prescindere dallo stato di salute delle piante circostanti. Inoltre è stato emanato il divieto di ripiantare alberi di olivo nelle zone infette. Le linee guida per il contenimento e prevenzione dalla Xylella fastidiosa emanate dalla regione Puglia prevedono azioni di diverso tipo. Tra quelle agronomiche si incentiva al buono stato fisiologico delle piante di olivo, intervenendo sugli squilibri idrici e nutrizionali, ma soprattutto sul contenimento delle erbe infestanti nel tentativo di limitare la proliferazione dei pericolosi insetti vettori della malattia (cicaline e sputacchina). Altro elemento considerato importante dalle linee guida è la gestione della potatura. Con questa si tenta di creare le condizioni migliori allo sviluppo della piata di olivo, come un miglior arieggiamento e una preventiva eliminazione dei rami colpiti dai parassiti (insetti e funghi). Tra gli interventi di tipo chimico si prevede l’utilizzo di insetticidi chimici e biologici (azadiractina) per il contenimento delle cicaline (Philaenus spumarius) e degli altri insetti possibili vettori della malattia. Per il controllo del rodilegno giallo (Zeuzera pyrina) è previsto l’utilizzo della cattura massale e della confusione sessuale. Per il controllo dei funghi, l’utilizzo dei Sali di rame rimane uno dei metodi più efficaci e naturali attualmente a disposizione.
Il complesso del disseccamento rapido dell’olivo è tutt’oggi una emergenza di difficile gestione e alla quale molti esperti stanno lavorando al fine di trovare una soluzione. Rimane di difficile comprensione l’abbattimento indiscriminato degli alberi di olivo sani posti nelle vicinanze di quelli affetti, i quali potrebbero essere risparmiati se dopo indagini di laboratorio risultassero indenni dal batterio.
Un precedente simile si verificò per la batteriosi dell’actinidia che fu risolta eliminando dalla coltivazione le varietà più sensibili al batterio, con il corretto uso dei Sali di rame e dall’uso da parte degli agricoltori delle buone pratiche agricole (corretta potatura e concimazione e disinfezione dei materiali da lavoro).

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