Zolfo (anticrittogamico)

Uso dello zolfo in agricoltura biologica, meccanismo d’azione, tipologie ed usi

Lo zolfo come anticrittogamico è usato da più di 200 anni e viste le sue caratteristiche è uno strumento di protezione tutt’oggi utilizzato anche in agricoltura convenzionale oltre che in quella biologica. La sua utilizzazione principale è rivolta nei confronti degli oidi (vedi ad esempio iodio vite qui) ed ha una azione collaterale nei confronti degli acari eriofidi e tetranichidi (vedi ad esempio ragnetto rosso qui). L’attività dello zolfo si svolge quando questo una volta distribuito sulla pianta, passa dallo stato solido a quello di vapore. Quindi sublima e allo stato di vapore riesce a penetrare la membrana delle cellule del fungo. All’interno della cellula è in grado di creare danni alla membrana cellulare e determinare così fenomeni di disidratazione. Inoltre è in grado di sostituirsi all’ossigeno come accettore di elettroni nei processi di respirazione portando alla formazione dell’acido solfidrico che è tossico per i funghi. Tutti questi meccanismi d’azione risultano deleteri per la vita del fungo. L’attività dello zolfo dipende da tre parametri: temperatura, finezza delle particelle e umidità relativa (U.R.) La sublimazione dello zolfo dipende molto dal formulato commerciale, ma in via approssimativa possiamo dire che inizia a 12°C e migliora all’aumentare delle temperature. L’efficacia dello zolfo è maggiore all’aumentare della sua finezza e ad U.R. bassa. Questo anticrittogamico è utilizzato nelle formulazioni per trattamenti bagnati e polverizzanti. I primi hanno particelle molto più fini, caratterizzati da una maggiore prontezza d’azione e una minore persistenza, gli zolfi utilizzati per polverizzazioni invece sono usati principalmente contro l’odio della vite (vedi qui scheda tecnica malattia). Lo zolfo ventilato deve essere distribuito con apposite macchine dette impolveratrici. Lo zolfo è un prodotto di copertura per cui è fondamentale per la corretta riuscita dell’intervento una omogenea distribuzione del prodotto. Con lo zolfo bisogna fare attenzione alle alte temperature di utilizzo e alla fitotossicità su alcune culture e cultivar. È quindi consigliabile effettuare i trattamenti alle prime ore del mattino. Assicurarsi quindi che le proprie cultivar di melo, pero e pesco non siano segnalate come sensibili allo zolfo, così come alcune varietà di albicocco e quasi tutte le cucurbitacee. Lo zolfo non è miscelabile con gli oli minerali e va utilizzato a distanza con i trattamenti con questi. In commercio esistono anche formulati in microgranuli idrodispersibili e zolfi in formulazioni con olio di pino al fine di ridurne la fitotossicità.

Un ultimo uso dello zolfo in agricoltura è quello di correttivo del pH del suolo. Lo zolfo una volta distribuito al terra si trasforma per opera dei batteri in acido solfidrico che ha reazione acida e quindi vira il pH suolo verso un pH più acido. Di conseguenza viene utilizzato per correggere i terreni alcalini o per rendere più acidi i terreni per le coltivazioni suscettibili alle carenze di ferro quali actinidia (kiwi), mirtillo (pieno campo) o agrumi. Quando lo zolfo viene venduto per questo scopo è sotto forma di granuli, scaglie o sotto forma lenticolare. Va distribuito lungo la fila e interrato con una leggera lavorazione. La sua azione come correttivo dura diversi mesi ed è una valida alternativa alle acidificazioni con acido nitrico o fosforico o che non sono ammesse in agricoltura biologica a differenza dello zolfo.

Lista di prodotti commerciali a base di zolfo

Anticrittogamici:

Correttori pH/concimi:

Nota: il presente elenco di prodotti è puramente indicativo, per dare al lettore una indicazione di massima. La lista è costituita sulla base dall’esperienza tecnica dei collaboratori di ColtivoBio.com e non ha carattere commerciale. Tanto è vero che, se ritieni che un prodotto debba stare in lista puoi contattarci nella sezione contatti nella homepage e saremo lieti di aggiungerlo (o eliminarlo).

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