La ticchiolatura della rosa (Diplocarpon rosae), tutti i prodotti naturali per la cura

La ticchiolatura della rosa è tra le malattie più comuni che attaccano la rosa. In questa scheda tecnica vedremo come prevenirla e quali prodotti naturali utilizzare come rimedi efficaci

La ticchiolatura della rosa è una malattia della rosa causata dal fungo Diplocarpon rosae (forma sessuale), di questo fungo è nota anche la forma asessuale chiamata Marssonia rosae. Questo fungo ha come unico ospite la rosa ed è diffuso a livello mondiale. La ticchiolatura della rosa è tra le malattie più comuni della rosa ed è facilmente individuabile, anche se un occhio non esperto la può confondere con la peronospora della rosa (vedi qui). Ma non ti preoccupare in questa scheda tecnica ti insegnerò come non confondere le due malattie.

Foto dei sintomi della ticchiolatura sulla rosa

La ticchiolatura della rosa si manifesta in modo caratteristico sulle foglie con la formazione di macchie rotondeggianti dai bordi irregolari. Queste macchie assumono un colore nero carbone o a volte un grigio scuro (vedi foto sovrastante). Queste macchie se osservate anche a occhio nudo in molte occasioni possono mostrare al suo interno un intreccio di venature che si espandono dal centro verso l’esterno con una disposizione radiale di queste venature. All’inizio della malattia le macchie della ticchiolatura hanno un diametro di pochi millimetri per poi crescere velocemente fino ad arrivare al punto di sovrapporsi ed invadere gran parte della superficie della foglia. Ad infezione inoltrata le macchie della ticchiolatura della rosa superano il centimetro di diametro. Con l’avanzare di questi sintomi le foglie iniziano a perdere il loro colore specialmente nelle zone dove si concentrano il maggior numero di macchie (vedi foto sottostante).

Sintomi di ticchiolatura su foglia di rosa. Si noti come le foglie più colpite iniziano ad ingiallire

In fine, quando la superficie della foglia di rosa è largamente infettata dal fungo le foglie divengono gialle e successivamente si ha una filloptosi (caduta delle foglie precoce). La malattia si può manifestare anche sui giovani steli con la formazione di lesioni che si presentano con macchie irregolari di aspetto necrotico. Per evitare di confondere la ticchiolatura della rosa con la peronospora della rosa bisogna analizzare la forma delle macchie. Nella peronospora sono squadrate e angolari e non presentano al suo interno nessuna presenza di ramificazioni radiali (vedi foto sottostante). Inoltre nella peronospora le macchie sono generalmente confinate tra le nervature principali della foglia.

Sintomi di peronospora della rosa su foglie. Si noti la diversa forma delle macchie che non vanno confuse con quelle della ticchiolatura della rosa. Foto da Plant Disease 2018 qui il link

Le varietà di rose più sensibili possono essere completamente defogliate dalla ticchiolatura. In ogni caso la malattia provoca un indebolimento della pianta e una diminuzione dei fiori.

Ciclo di vita della ticchiolatura

La ticchiolatura della rosa sverna in due modi, o all’interno delle foglie cadute o nelle lesioni sugli steli. In primavera le temperature risvegliano il fungo che inizia la produzione dei conidi o delle ascospore. Queste tramite il vento o la pioggia raggiungono le superfici fogliari, germinano e invadono le cellule della foglia della rosa. Man Mano che il fungo invade le strutture della rosa formando le caratteristiche macchie, inizia la produzione di acervuli (particolari strutture microscopiche di ife) che producono spore asessuate. Le spore asessuate una volta rilasciate dall’ambiente tramite l’azione del vento o della pioggia danno origine alle infezioni secondarie. Quest’azione continua fin tanto che le condizioni ambientali rimangono idonee, quindi con temperature miti e giornate umide.

Sulle foglie cadute il fungo sviluppa delle strutture definite picnidi che sviluppano al suo interno spore asessuate. I picnidi svernano all’interno dei residui delle foglie cadute, per poi rilasciare il suo contenuto di spore all’inizio della primavera successiva, generando così l’inizio di un nuovo ciclo infettivo.

Come già accennato in precedenza, nella ticchiolatura della rosa è presente anche la forma sessuata definita con il nome scientifico di Marssonia rosae. La sua formazione è un evento molto raro e quando accade si ha la formazione di strutture microscopiche riproduttive chiamate apoteci che al suo interno contengono cellule fertili denominate aschi. All’interno degli aschi sono presenti le ascospore che sono gli organi di disseminazione sessuale del fungo. Queste una volte arrivate sulle foglie della rosa originano un nuovo ciclo di malattia.

Come curare la ticchiolatura della rosa. I prodotti naturali disponibili

In questa sezione della scheda tecnica vedremo tutti i rimedi naturali disponibili per prevenire e combattere la ticchiolatura della rosa. La prevenzione è l’arma principe per evitare di subire grossi danni da questa malattia. Con la Ticchiolatura della rosa bisogna attuare i principi di prevenzione agronomica che sono:

  • Rimuovere regolarmente le parti di pianta colpite dalla malattia e bruciare o allontanare le parti infette.
  • Raccogliere le foglie cadute a terra al fine di ridurre l’inoculo del patogeno. Queste vanno bruciate o allontanate dal giardino.
  • Evitare di annaffiare le piante per aspersione, tale pratica favorisce l’infezione. Evitare di bagnare le foglie.
  • Irrigare preferibilmente con un sistema di irrigazione localizzata. Dove non possibile va evitato di macchiare le foglie basali con il terreno. Questo terreno può contenere le spore del fungo.
  • Le rose vanno messe a dimora in luoghi aperti e soleggiati in cui è possibile un ricambio d’aria. Evitare angoli di giardino chiusi o all’ombra
  • Fornire alle piante di rosa una adeguata concimazione facendo attenzione a non eccedere con i concimi azotati. Questo perché l’azoto può agevolare il patogeno nella crescita.

In fine va ricordato che esistono diverse varietà di rose che hanno una predisposizione genetica ad essere meno soggette all’attacco della ticchiolatura della rosa. Al momento dell’acquisto quindi vanno preferite le varietà che presentano tolleranza questa malattia.

I prodotti per la ticchiolatura della rosa disponibili sono soprattutto i sali di rame (vedi qui). I fitofarmaci a base di rame sono di facile applicazione ed hanno un buon effetto protettivo. Questo trattamento è un classico rimedio naturale, che però va applicato regolarmente ad intervalli di 7-10 giorni. Un altro prodotto naturale che ha azione collaterale nel limitare la crescita della ticchiolatura della rosa è lo zolfo (vedi qui). I trattamenti a base di questo prodotto inoltre proteggono la pianta da un’altra malattia che è l’oidio della rosa (vedi qui). Va sottolineato che lo zolfo da solo non riesce a controllare la ticchiolatura e va quindi sempre accompagnato dai trattamenti con il rame. In fine va ricordata la possibilità di impiegare il batterio antagonista Bacillus Subtilis (vedi qui) per prevenire questa malattia. Il Bacillus Subtilis è un antagonista naturale comunemente presente nei nostri suoli. Una volta irrorato sulle piante, la sua presenza sulle foglie agisce da competitore naturale al fungo Diplocarpon rosae. Allo stato attuale in Italia nessun preparato a base di questo batterio è registrato per i trattameti su rosa, mentre all’estero è disponibile un formulato già registrato su questa malattia.

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