Malattie del pomodoro, guida al riconoscimento con immagini

Il pomodoro come tutte le piante è soggetto agli attacchi dei parassiti e delle malattie causate da virus e batteri e funghi. In questa guida pratica faremo una panoramica principale sulle fitopatologie che causano danni al pomodoro. Per ogni patologia o insetto, troverai un link che porta ad una descrizione più completa, non avendo su questa scheda tecnica la possibilità di trattare per intero ogni singolo argomento. Ti invitiamo quindi ad approfondire l’argomento che ti interessa cliccando sugli appositi link. Per favorire e velocizzare il riconoscimento, ogni agente di malattia o di danno è descritto con foto ed immagini. La scheda tecnica è divisa in tre sezioni che sono: agenti di danno (insetti e nematodi) agenti di malattia (virus, batteri e funghi) e fisiopatie del pomodoro.

Agenti di malattia: malattie fungine

Il pomodoro è colpito da una vasta categoria di fungi e oomiceti che causano notevoli danni. In ordine di importanza andiamo ad analizzare quali sono e che rimedi applicare per prevenirli e curarli.

Peronospora del pomodoro

La peronospora è una malattia che colpisce il pomodoro e la patata, questa patologia vegetale è causata dal’Oomycete phytophthora infestans.
Il più classico dei sintomi si manifesta sulle foglie con la formazione di aree necrotiche dall’aspetto “lesso” e decolorate (vedi figura sopra), successivamente in corrispondenza di queste aree, sulla pagina inferiore delle foglie si può osservare la formazione di micelio biancastro, simile a muffetta biancastra (vedi figura sopra). Tale formazione non è altro che il sintomo inequivocabile della presenza della peronospora. Tale micelio indica la presenza di nuove zoospore pronte da rilasciare dell’ambiente. I sintomi dell’infezione da peronospora del pomodoro si possono manifestare anche su tralci e racemi, dove il sintomo si manifesta con la formazione di aree scure dall’aspetto marcescente ma dure al tatto, che si sviluppano fino ad avvolgere l’intero tralcio. Più rara è la sporulazione su questi organi colpiti. Infine può essere colpita anche la bacca di pomodoro con sintomi molto caratteristici. I frutti colpiti da peronospora sia verdi che maturi manifestano chiazze di grande estensione, dall’aspetto rugoso e con riflessi bronzi, simile ad una scottatura (vedi figura sopra).
Eventi come piogge, nebbia e rugiade bagnano la superficie delle foglie, e se queste condizioni si protraggono per 10-12 ore consecutive, assieme a temperature superiori ai 10°C, sono considerati come elementi di forte rischio d’infezione.
Tra i rimedi utilizzabili il più efficace rimane l’uso dei prodotti a base di rame (vedi qui scheda tecnica prodotto). Le cura a base di rame deve essere fatta preventivamente, ricordando di trattare subito dopo piogge intense quando le temperature sono comprese tra i 10 e i 25 °C.
Per ulteriori informazioni sulla malattia e per altre soluzioni ti invitiamo a leggere la nostra scheda tecnica completa sulla peronospora del pomodoro (qui).

Oidio o mal bianco del pomodoro

Sintomi di oidio su foglia di pomodoro

Foglia di pomodoro con evidenti sintomi di oidio. Si noti l’aspetto polverulento che questo assume.

La malattia è causata da fungo Leveillula taurica e può colpire diverse piante appartenenti alla famiglia delle solanacce tra cui pomodoro, melanzana, peperone, ma anche cardo e carciofo. L’oidio si manifesta inizialmente con delle macchie clorotiche (più chiare) sulla pagina superiore, fino ad arrivare, col tempo, all’inconfondibile presenza di macchie bianche di aspetto polverulento (vedi figura sopra). Queste altro non sono che la parte miceliare esterna del fungo, compresi gli organi di riproduzione (i conidi).
La cura contro l’oidio o mal bianco su pomodoro e altre solanacee consiste in trattamenti con zolfo (vedi qui scheda tecnica) da ripetere ad intervalli regolari di 7 giorni, fino a 5 giorni nei casi in cui la malattia manifesta particolare virulenza.
Per la scheda tecnica completa della malattia e per altre soluzioni ti invitiamo a leggere la nostra scheda tecnica completa sull’oidio del pomodoro (qui).

Alternaria del pomodoro

Questa malattia fungina è causata dal fungo Alternaria Solani (Sin. Alternaria porri f.sp. solani) e può colpire il pomodoro e la patata sia nello stadio giovanile che in quello più maturo.
Nelle giovani piante colpite si manifesta con necrosi più o meno ampie individuabili nella zona del colletto (base del fusto). Nelle piante adulte la manifestazione della alternariosi evidenzia macchie necrotiche a carico di fusti, foglie e frutti. Sulle foglie è tipica la manifestazione della malattia con formazione di necrosi concentriche circondate da aloni gialli (vedi foto sopra). Su frutti invece compaiono grosse macchie nere con anellature concentriche leggermente infossare (vedi foto sopra)
La lotta contro l’Alternaria Solani è prevalentemente di tipo preventivo e agronomico tra cui lunghe rotazioni, corretta gestione dei residui colturali e evitare le irrigazioni per aspersione.
In agricoltura biologica gli attacchi in corso di alternaria si possono controllare con prodotti a base di sali di rame (vedi qui scheda tecnica).
Per la scheda tecnica completa della malattia e per altre soluzioni ti invitiamo a leggere la nostra scheda tecnica completa sull’alternaria del pomodoro (qui).

Moria delle piantine

Le piante attaccate dai funghi del genere Pythium manifestano dapprima rallentamento della crescita e clorosi, poi dopo alcuni giorni le piante iniziano a manifestare appassimenti delle foglie specialmente durante le ore più calde. Tale sintomatologia sparisce durante le ore più fresche della giornata, come la notte, per poi manifestarsi nei giorni successivi sempre con maggior intensità fino a quando le piante non collassano completamente e disseccano al suolo (vedi foto sopra). L’analisi dell’apparato radicale delle piante colpite mostra una radice compromessa con evidenti disseccamenti e necrosi di colore scuro.
I pythium colpiscono generalmente le giovani piantine e semenzai denominando così tale malattia come “moria delle piantine o dei semenzai”
Molti Pythium sono patogeni opportunisti e causano gravi danni quando si verificano determinate condizioni. Irrigazioni abbondati e temperature elevate sono i fattori che determinano l’esplosione della malattia. Inoltre anche la presenza eccessiva di azoto determina l’incremento della patologia.
Per la prevenzione si possono utilizzare formulati di bio-fungicidi come il trichoderma (vedi qui scheda tecnica). La lotta è molto più difficile, poiché quando il danno si manifesta è già troppo tardi, essendo attaccate principalmente le piante giovani.
Per la scheda tecnica completa della malattia e per altre soluzioni ti invitiamo a leggere la nostra scheda tecnica completa sulla moria delle piantine da Pythium (qui).

Botrite

Dominata anche muffa grigia, sul pomodoro attacca i frutti e i fiori. Sui frutti colpiti si manifesta con la formazione di muffa color grigio (vedi foto in alto). I tessuti colpiti perdono turgidità e le bacche sono irreparabilmente danneggiate e invendibili. Sui fiori si manifesta con il disseccamento di questi o con aborti fiorali e successivo sviluppo della tipica muffa grigiastra. La botrite può penetrare sia attraverso lo stigma fiorale stimolato dalle secrezioni emesse da questo o sfruttando lesioni di natura biotica (come danni da Tuta absoluta (qui). Il controllo diretto della botrite in agricoltura biologica può essere effettuato con l’utilizzo di diversi agrofarmaci biologici e corroboranti. Tra i classici prodotti utilizzabili ricordiamo i sali di rame, Caolino e zeolite e i prodotti a base di microrganismi quali Bacillus amyloliquefaciens (qui) e Bacillus subtilis (qui).

Cladosporiosi

E’ una malattia causata dal fungo Fulvia fulva. I primi sintomi si manifestano sulle foglie basali più vecchie, sulla cui pagina superiore si osserva la comparsa di macchie clorotiche, con margine non ben definito cui corrisponde, nella parte inferiore, la comparsa di una tipica muffa di colore olivaceo (vedi foto sopra), segno inequivocabile della formazione delle parti riproduttive del fungo. Con l’avanzare della malattia queste macchie si allargano e confluiscono, determinando così il disseccamento delle foglie colpite. Più raramente possono essere colpiti fiori, fusti e foglie, ove il fungo su questi si manifesta con marciumi coriacei di colore nero. La malattia è favorita da umidità relativa alta, optimum di temperatura tra 22 e 24 gradi e presenza di residui vegetali infetti. La malattia colpisce prevalentemente in serra dove la prevenzione consiste nel ridurre i fattori citati sopra con arieggiamento e potature di sfoltimento. I trattamenti a base di rame (qui) per il contrasto delle altre malattie hanno azione preventiva nei confronti della clodosporiosi.

Agenti di malattia: malattie batteriche

Le principali malattie batteriche che colpiscono il pomodoro sono: la maculatura batterica, la macchiettatura del pomodoro e il cancro batterico del pomodoro.

Maculatura batterica

danni da maculatura batterica su pomodoro

Fonte foto https: www.plantdiseases.org

Il batterio Xanthomonas vesicatoria è l’agente causale della maculatura batterica del pomodoro. Questa patologia vegetale si manifesta con delle maculature necrotiche puntiformi con bordo irregolare preferibilmente riscontrabili nella pagina inferiore delle foglie. Sui frutti immaturi, infatti, la maculatura batterica determina delle necrosi depresse circondate da un alone verde scuro (vedi foto sopra). Successivamente queste aree si inscuriscono con la maturazione del frutto e contemporaneamente si lacerano causando malformazione dei frutti.
Per la scheda tecnica completa della malattia e per altre soluzioni ti invitiamo a leggere la nostra scheda tecnica completa sulla maculatura batterica del pomodoro (qui).

Picchiettatura batterica 

La così detta picchiettatura o macchiettatura batterica del pomodoro è una malattia causata del batterio Speudomonas syringae pv tomato che si manifesta sul pomodoro con piccole macchie scure dai contorni ben definiti che si sviluppano dapprima sulla pagina fogliare inferiore. Successivamente queste si inscuriscono assumendo una colorazione necrotica circondata da un alone giallo ben evidente, visibile anche sulla pagina superiore (vedi foto sopra). La picchiettatura determina sui frutti delle crosticine leggermente rialzate di circa 1-2 mm di diametro ciò causa un notevole danno sul pomodoro da mensa rendendolo di fatti incommerciabile, mentre crea danni economici minori o quasi nulli sul pomodoro da industria.
Per la scheda tecnica completa della malattia e per altre soluzioni ti invitiamo a leggere la nostra scheda tecnica completa sulla picchiettatura batterica del pomodoro (qui).

Cancro batterico del pomodoro

In fine il cancro batterico del pomodoro è causato dal batterio Clavibacter michiganensis subsp. michiganensis è tra le più gravi batteriosi che possono colpire il pomodoro. Questa batteriosi si manifesta con l’avvizzimento della pianta colpita, questo perché il batterio si insinua nel tessuto vascolare causandone il blocco e l’alterazione della funzionalità. Sezionando il fusto o il picciolo delle foglie a metà è possibile osservare gli imbrunimenti a carico del tessuto vascolare (vedi foto sopra). Più caratteristici sono i danni sulla bacca causati dal cancro batterico, questo determina sui frutti immaturi delle necrosi puntiformi molto piccole e circondate da un consistente alone bianco.
Non esistono cure efficaci contro queste patologie, essenzialmente si ricorre a metodi preventivi. La lotta consiste nell’estirpare le piante ammalate ai primi sintomi e bruciarle lontano dai soggetti sani. Evitare quindi l’interramento dei residui infetti, adottare rotazioni colturali di 4-5 anni. I trattamenti a base di rame (vedi qui scheda tecnica) sono utili solo nel contenere la diffusione dei batteri, e sono in grado di contenere gli attacchi della picchiettatura e della maculatura ma meno efficaci contro il cancro batterico.
Per la scheda tecnica completa della malattia e per altre soluzioni ti invitiamo a leggere la nostra scheda tecnica completa sul cancro batterico del pomodoro (qui).

Agenti di malattia: virosi

Il pomodoro è colpito da diversi virus, molti dei quali di difficile identificazione per i chi non ha esperienza di fitopatologia. In linea generale possiamo dire che i virus sul pomodoro manifestano principalmente i loro sintomi su foglie e alcuni anche sui frutti. Il cambio di colorazione delle foglie verso un giallo pallido senza che si manifesti disseccamento o formazione di micelio assieme a deformazione dei tessuti o mancanza di crescita della pianta sono senz’altro i sintomi di possibile presenza di virus del pomodoro. Impossibile in questa scheda approfondire tutti i virus che colpiscono il pomodoro, ci limiteremo quindi ai tre più importanti.

Tomato Mosaic Virus

Il primo è il ToMV, acronimo di Tomato Mosaic Virus, che si manifesta con ingiallimenti fogliari e stentata crescita della pianta. Le foglie manifestano una sintomatologia a chiazze (da qui il nome di mosaico) di colore verde chiaro (vedi foto sottostante). Le foglie possono presentarsi malformate o con i bordi ricurvi. La conseguenza è una riduzione della produzione. Sui frutti si manifesta con formazione di anelli color giallo sulla superficie del frutto e con una difformità di maturazione e quindi relativo danno qualitativo. Questo virus si trasmette attraverso le apparecchiature da lavoro infette o le operazioni colturali effettuate da lavoratori contaminati con piante infette.

Tomato Spotted Wild Virus

TSWV è la sigla di Tomato Spotted Wilt Virus che si manifesta con riduzione della crescita e vistosi anelli concentrici color giallo sulle foglie e arancione sui frutti in fase di maturazione (vedi foto sottostante). Di conseguenza si ha una riduzione della quantità e della qualità dei frutti. Il vettore principale e il tripide Frankliniella occindentalis (vedi qui) che con le sue punture di nutrizione diffonde il virus.

Fonte foto: https://ucanr.edu

Tomato Yellow Leaf Curl Virus

Tylcv che è la sigla di Tomato Yellow Leaf Curl Virus che si manifesta sulla pianta con la formazione di foglioline di ridotte dimensioni con discolorimento internervale e i margini fogliari rivolti verso l’alto (vedi foto sottostante). Le piante colpite crescono stentate e di conseguenza si ha una scarsa produzione. Il vettore principale di questo virus è l’insetto Bemisia tabaci (vedi qui), o comunemente detta moschetta bianca delle serre. Questa con le sue pinture di nutrizione infetta le piante di pomodoro e trasmette il virus.

fonte foto: ipm.ifas.ufl.edu.

Agenti di danno: insetti e nematodi

Tuta absoluta o tignola del pomodoro

E’ un insetto (un lepidottero) arrivato in Italia tra il 2007 e il 2009 e ormai divenuto uno dei più temuti e dannosi su pomodoro, le cui giovani larve svolgono la loro azione dannosa penetrando nei frutti, nelle foglie o più raramente negli steli formando delle gallerie o delle mine (vedi foto sopra). I danni sulle foglie sono caratteristici e sintomo inequivocabile della presenza del fitofago che forma gallerie di nutrizione dapprima serpentine e poi sempre più ampie (vedi foto sopra). Le foglie attaccate necrotizzano mentre i frutti sono invendibili e soggetti a marciumi da patogeni secondari e da botrite (vedi qui).
Per il contrasto alla Tuta absoluta si opera con trattamenti e lotta agronomica. Tra i mezzi fisici applicabili di maggior rilievo risultano essere l’uso delle reti anti-insetto e la cattura massale operata con l’uso dei feromoni. I migliori rimedi contro le infestazioni della tignola del pomodoro si ottengono utilizzando gli insetticidi. I principi attivi biologici contro questo insetto sono il Piretro (vedi qui), il Bacillus thuringiensis (vedi qui) e In fine l’insetticida Spinosad che si è dimostrato il principio attivo più efficace.
Per la scheda tecnica completa dell’insetto e per altre soluzioni ti invitiamo a leggere la nostra scheda tecnica completa sulla tignola del pomodoro (qui).

Afide del pomodoro o delle solanacee

E’ un afide chiamato scientificamente Macrosiphum euphorbiae. L’afide delle solanacee presenta un colore verde che lo fa mimetizzare tra le foglie di pomodoro e patata (vedi foto sopra) anche se tra questa specie di afide possono comparire degli esemplari di colore rosso. Il danno è causato dall’azioni di nutrimento dell’afide che nutrendosi della linfa porta ad un deperimento della pianta e alla produzione dei melata. Se sono attaccati i germogli, questi sono soggetti a deformazione e mancato sviluppo. Inoltre il Macrosiphum euphorbiae può trasmette diversi virus.
In agricoltura professionale questo afide viene controllato attraverso l’uso dei trattamenti a base di azadiractina (vedi qui) e di piretro (vedi qui). In abito hobbistico o per l’orto, i rimedi naturali utilizzabili sono il sapone molle di potassio (vedi qui) miscelato ad un olio vegetale (vedi qui).
In serra è possibile effettuare il lancio degli insetti utili come rimedio naturale contro questo afide. In serra è possibile il lancio di Chrysoperla carnea e del parassita Aphidius ervi, entrambi acquistabili presso le biofabbriche.

Per ulteriori informazioni sull’insetto e per altre soluzioni ti invitiamo a leggere la nostra scheda tecnica completa sull’afide delle solanacee (qui).

Tripidi

I tripidi sono piccoli insetti che da adulti possono raggiungere circa 1,4 millimetri di lunghezza. Le specie più rappresentative che causano danni su pomodoro e ortaggi in generale sono: Thrips tabaci e Frankliniella occidentalis.
I danni alle piante sono dovuti alle modalità di alimentazione dell’insetto dotato di apparato boccale pungente-succhiante, sia negli adulti che nelle forme giovanili. I danni da tripidi sono diffusi su tutta la parte epigea (aerea) della pianta. Oltre all’attività trofica (alimentare), i danni sono provocati anche dall’ovideposizione, dovuti alle ferite causate per deporre l’uovo nei tessuti vegetali. Il danno da tripide si manifesta sulle foglie con la comparsa di zone depigmentate che tendono al colore argento e successivamente divengono necrotiche (vedi foto sopra). Inoltre si osserva l’arrotolamento del lembo fogliare che tenderà poi al disseccamento. Tale processo è dovuto alla presenza di particolari sostanze tossiche nella saliva del tripide. Va segnalata la presenza di gravi danni indiretti dovuti alla possibilità di trasmissione dei virus tra cui il pericolosissimo Tomato Spotted Wilt Virus.
Con questi fitofagi bisogna fare attenzione in quanto il danno all’inizio risulta poco intenso e invisibile, ma poi esplode improvvisamente. L’uso delle trappole cromotropiche è usato come strategia agronomica per ridurre il numero di individui di tripide. In commercio sono presenti film plastici colorati blu e altamente adesivi venduti in rotoli che si distribuiscono lungo i filari delle coltivazioni andando a creare così quella che è definita cattura massiva o massale. Il tripide è attratto dal colore blu e rimane attaccato sulla superficie adesiva di queste trappole. La lotta con gli insetticidi naturali contro i tripidi prevede che anche con pochi esemplari catturati si debba intervenire con insetticidi a base di azadiractina (vedi qui) e spinosad coadiuvati da oli minerali e di paraffina (vedi qui). In coltura protetta è possibile agire con rimedi naturali attraverso il lancio degli insetti utili tra cui l’efficace rincote entomofago Orius laevigatus.

Per ulteriori informazioni sull’insetto e per altre soluzioni ti invitiamo a leggere la nostra scheda tecnica completa sul tripide degli ortaggi (qui).

Nottua degli ortaggi

La Spodoptera littoralis è chiamata comunemente nottua del cotone o nottua degli ortaggi, la cui larva può attaccare il pomodoro. Queste larve si nutrono del lembo fogliare delle foglie e possono arrivare a danneggiare anche i fiori, ma il danno economicamente maggiore si evidenzia sui frutti di pomodoro. Le larve scavano gallerie all’interno dei frutti (vedi foto sopra) con successiva manifestazione di marcescenze dovute a patogeni secondari. I frutti colpiti sono incommerciabili.
In lotta biologica è fondamentale eseguire un monitoraggio del volo degli adulti attraverso l’uso di trappole a feromoni sessuali. Una volta accertata la presenza in campo di larve/uova della nottua si interviene con i trattamenti. I più efficaci sono quelli a base di Bacillus turingiensis Spp Kurstaki (vedi qui) efficace contro le larve ai primi stadi. In caso di presenza di larve adulte tra i rimedi naturali insetticidi si possono utilizzare quelli a base di estratto di piretro (vedi qui) o azadiractina (vedi qui). Rimangono efficaci su questa specie di lepidottero i prodotti a base di spinosad.

Per ulteriori informazioni sull’insetto e per altre soluzioni ti invitiamo a leggere la nostra scheda tecnica completa sulla mosca bianca (qui).

Mosca bianca

Tra le varie specie di aleurodidi le due più importati in orticoltura sono Trialeurodes vaporariorum e Bemisia tabaci. Dall’aspetto l’adulto di mosca bianca sembra un moscerino, (da qui il nome comune di mosca o moschetta bianca) non più lungo di 2 mm con le due grosse ali che ricoprono l’intero corpo lasciando in evidenza solo il capo di colore giallo (vedi foto sopra). Le neanidi hanno l’aspetto di piccole placche di forma ovale che presentano dei ciuffi di peli o setole più o meno accentuati (vedi foto sopra). Il danno è causato principalmente dalla produzione di melata prodotta dalle neanidi che imbratta foglie e i frutti causando il deprezzamento della merce, la diminuzione dell’attività fotosintetica e lo sviluppo della fumaggine (accrescimento di muffe saprofite sulla foglia).
La mosca bianca è particolarmente pericolosa perché trasmette diversi virus tra cui il temibile Tomato Yellow Leaf Curl Virus.
La lotta contro questo insetto prevede l’uso delle trappole cromotropiche adesive gialle, utili per identificare la presenza in campo della mosca bianca, ma anche per coadiuvare la lotta diretta in quanto molti adulti rimangono uccisi da queste trappole. Successivamente i principi attivi che si possono usare sono: gli oli estivi (vedi qui), il piretro (vedi qui) e l’azadiractina (vedi qui). Il massimo del controllo biologico viene però esplicato dal parassitoide Encarsia formosa (vedi qui) più attivo su Trialeurodes vaporariorum e da Eretmocerus mundus (vedi qui) più attivo su Bemisia tabaci.

Ragnetto rosso

Tetranychus urticae è il nome scientifico del ragnetto rosso, un acaro chiamato anche ragnetto rosso bimaculato. Il danno causato dal ragnetto rosso è a carico delle foglie e può portare alla morte della pianta se non viene controllato. Nelle zone colpite si possono osservare le forme mobili dell’acaro e gli escrementi (puntini nerastri). In caso di forti attacchi la parte colpita viene avvolta da una soffice ragnatela. Il danno causato dal ragnetto rosso risulta ben visibile attraverso la decolorazione fogliare che comporta diminuzione di lucentezza della pagina fogliare superiore. La parte colpita successivamente evolve in necrosi passando attraverso una fase in cui la zona danneggiata assume un colorazione bronzea.
Tra i principi attivi utilizzabili per la lotta al regnetto rosso ci sono gli oli vegetali e l’olio di paraffina (vedi qui). Questi insetticidi creano una pellicola asfittica sulla superficie dell’esoscheletro del ragnetto rosso e delle sue uova, portandoli alla morte per asfissia. Lo zolfo (vedi qui), agisce come repellente e contribuisce a rendere meno appetibile la pianta. L’utilizzo di nemico naturali come gli acari Phytoseiulus persimilis (vedi qui) e Amblyseius cucumeris determina risultati positivi soprattutto in ambiente protetto (serre) e riescono ad eliminare efficacemente i principi di infestazione.

Per ulteriori informazioni sull’insetto e per altre soluzioni ti invitiamo a leggere la nostra scheda tecnica completa sul ragnetto rosso (qui).

Nematodi galligeni

Il danno è causato da diverse specie di nematodi che sono invisibili ad occhio nudo. I più importanti in orticoltura appartengono al genere Meloidogyne spp. e il nome scientifico della specie più rappresentativa che attacca il pomodoro è Meloidogyne incognita.
I danni dell’attacco sono visibili sulle radici. Infatti i nematodi determinano iperplasia e ipertrofia cellulare con la formazione di ingrossamenti rotondeggianti sulle radici chiamate più semplicemente galle (vedi foto sopra). La dimensione di queste va da pochi mm ad alcuni cm (vedi foto sopra). Le piante colpite manifestano riduzione di taglia, ingiallimenti è sono più soggette agli stress idrici per via dei danni causati all’apparato radicale.
La lotta migliore contro le infestazioni di nematodi è la prevenzione attraverso lunghe rotazioni e le solarizzazioni. Tra i rimedi naturali esiste la possibilità delle così dette biofumigazioni che consistono nel sovescio di specie selezionate di brassicacce ad alta produzione di metaboliti insetticidi. Anche gli estratti di aglio hanno un’azione nematocida e sono già presenti in commercio. Inoltre i nematodi sono predati da diversi microrganismi tra quali il fungo Paecilomyces lilacinus e il batterio Bacillus firmus (vedi qui) di cui sono disponibili dei preparati commerciali. I nematodi non gradiscono pH acidi, quindi concimazioni organiche con composti a reazione acida come la pollina rallentano lo sviluppo dei nematodi e riducono il danno.

Per ulteriori informazioni sui nematodi e per altre soluzioni ti invitiamo a leggere la nostra scheda tecnica completa sui nematodi galligeni (qui).

Fisiopatie

Sono diverse le fisiopatie che colpiscono il pomodoro, molte delle quali di difficile individuazione se non si ha una adeguata cultura agronomica. Le principali sono causate da deficit nutrizionali o squilibri dovuti a condizioni termo-igrometriche sfuggite al controllo dell’agricoltore.
Concertiamoci sulle due principali fisiopatie del pomodoro che sono il marciume apicale dei frutti e la carenza di magnesio.

Marciume apicale del pomodoro

Il marciume apicale del pomodoro si manifesta par via della mancanza di calcio assimilabile da parte della pianta. Particolarmente suscettibili sono i frutti a bacca grossa o allungata. I sintomi determina il marciume o il disseccamento della parte apicale del pomodoro (vedi foto sopra). Le cause, oltre ad una mancanza del calcio, possono derivare da temperature di coltivazione troppo alte che determina un ritmo di crescita dei frutti elevato, al quale la pianta non riesce a sopperire con il corretto contenuto di calcio. Una soluzione in serra e quindi quella di ridurre la temperatura interna. Eccessive concimazioni di potassio e magnesio influiscono negativamente sull’assimilazione del calcio, essendo questi nutrienti degli antagonisti a livello assimilativo. Non esagerare quindi con la somministrazione di questi due elementi. Oltre quindi a fornire alla pianta adeguate dosi di calcio con ripetute fertirrigazioni, in caso di necessità si può intervenire con trattamenti fogliari con nitrato di calcio o chelati di calcio.

Carenza di magnesio

In fine la carenza di magnesio su foglia di pomodoro si manifesta con macchie irregolari poste tra le nervature fogliari. Le nervature, specialmente quella centrale rimane sempre verde (vedi foto sopra). La sintomatologia si manifesta sulle foglie più vecchie, quindi nella parte basale. Questo perché essendo il magnesio fondamentate nella composizione della clorofilla, la pianta in caso di carenza lo smobilita dalle foglie più vecchie verso quelle nuove. Le macchie con il progredire della carenza necrotizzano, con i primi sintomi che si manifestano a partire dal bordo. In fine la foglia dissecca.
La carenza di magnesio si risolve con somministrazioni fogliari del microelemento seguite da concimazione al suolo del medesimo elemento. Ricordarsi di non esagerare per non avere l’effetto antagonista sul calcio.

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