Oidio della vite o mal bianco. Ciclo biologico e trattamenti

Il mal bianco o oidio è una malattia fungina che colpisce la vite. Questa patologia vegetale è tra le più importati e pericolose in viticoltura. In questa scheda tecnica vedremo i sintomi, il ciclo biologico, la cura e trattamenti dell’oidio in agricoltura biologica.

Sintomi di oidio della vite su foglia

Figura 1 – Sintomi di Oidio della vite su foglia.

Identificazione e danno. Cos’è l’oidio della vite

l’Oidio o Mal Bianco della Vite è una malattia causata da un fungo il cui nome scientifico è Uncinula necator (Schw) Burr. (recentemente riclassificato in Erysiphe necator Schw. Burr.) (forma sessuata), l’Oidium Tuckeri  è la forma asessuata del fungo. Questo patogeno attacca le piante di vite.
Si tratta di un fungo ectofita (ossia che vive sui tessuti esterni dell’ospite), insieme a Peronospora (vedi qui) e Botrite chiude il quadro delle tre malattie fungine più importanti della Vite. Colpisce tutti gli organi verdi della pianta, particolarmente foglie e grappoli tra la primavera e l’estate. Sulle foglie il mal bianco si manifesta con macchie di colore bianco-grigiastre e con aspetto di muffa polverulenta (vedi figura 1), successivamente le foglie possono deformarsi. Anche i grappoli se colpiti dell’oidio della vite assumono il caratteristico aspetto di muffa bianco-grigiastra (vedi figura 2). Gli acini tendono a necrotizzarsi sulle zone colpite causando deformazioni e diminuzione dell’accrescimento rispetto alle zone sane, questo causa delle rotture che predispongono all’infezione da parte di Botrytis cinerea (qui), Penicillium e Aspergillus ecc. I tralci colpiti da fungo durante la fase erbacea presentano vaste zone necrotiche simili a macchie irregolari di colore scuro simili ad imbrunimenti che determinano un tralcio più debole, scarsamente lignificato e soggetto a rotture meccaniche (vedi figura 3). Se il fungo dell’oidio colpisce le gemme, i germogli che ne scaturiranno saranno atrofici e deformi.

Sintomi di oidio della vite su grappolo

Figura 2 – Sintomi di oidio delle vite su grappolo con evidente presenza di micelio. Da notare le dimensioni più piccole degli acini colpiti.

Se sei interessato ad altre foto sull’oidio o mal bianco della vite (Uncinula necator) ⇒qui per la galleria fotografica

Ciclo biologico dell’oidio della vite 

L’oidio della vite può svernare come micelio svernante nelle gemme infette, o come cleistoteci (corpo fruttifero che contiene spore sessuate, le ascospore). Nel ciclo biologico del mal bianco le infezioni dovute alle ascospore iniziano in seguito all’apertura dei cleistoteci rimasti svernanti tra i residui vegetali. In genere questo avviene in coincidenza con il germogliamento ed è fortemente influenzato dalla temperatura e dall’umidità. In condizioni climatiche adeguate le ascospore dell’oidio trasportate dal vento germinano una volta arrivate sulle foglie. Successivamente iniziano a produrre il micelio (visibile come muffa bianca) e iniziano l’infezione nutrendosi del contenuto delle cellule dell’ospite. Successivamente dal micelio si formano i rami conidiofori i quali portano i conidi (strutture riproduttive) prodotte in gran numero e che daranno inizio alle successive infezioni. Le infezioni da micelio svernante sono indipendenti dall’umidità, mentre restano importanti le temperature per le quali tra i 22 e 28 °C si ha la massima attività di germinazione dei conidi dell’oidio.

Forse sei interessato alla scheda tecnica: “come combatte la peronospora della vite in biologico” che trovi cliccando qui

Sintomi di oidio della vite su tralcio

Figura 3 – Sintomi di oidio della vite su tralcio. Si notano le macchie nere causate dal fungo su tralcio non ancora lignificato.

Lotta e corretti trattamenti 

La lotta biologica, come per gli altri Oidi, è principalmente attraverso l’utilizzo dei trattamenti a base di  zolfo (qui per la scheda tecnica) e di altri composti come i bicarbonati di sodio e potassio e l’utilissimo micete Ampelomyces quisqualis conosciuto antagonista di vari agenti di mal bianco. Con i bicarbonati bisogna fare attenzione alla possibilità di creare delle ustioni fogliari se applicati a dosi troppo elevate e sono comunque da considerare prodotti coadiuvanti in quanto da soli non sono in grado di contenere l’infezione. Anche i silicati di sodio e potassio sono utilizzati come trattamento per il controllo dell’oidio. La loro azione si esplica nel formare una protezione meccanica alla penetrazione del patogeno anche attraverso all’irrobustimento delle cellule della foglia. Da citare anche gli ultimi ritrovati nel campo della lotta biologica, altrettanti efficaci ed utili nel contrastare l’oidio della vite e che sono:

  • cos (chito-oligosaccaridi) – oga (oligo-galaturonidi), comunemente definito chitosano. I prodotti a base di questo principio attivo agiscono da elicitori (attivano) le naturali difese della pianta, rendendo la pianta meno soggetta agli attacchi dei patogeni. In Italia attualmente esiste un formulato registrato come agrofarmaco bio e diversi formulati contenenti chitosano e venduti come biostimolanti.
  • Cerevisane, è un induttore di resistenza sistemico e preventivo ottenuto da estratti di pareti cellulari di un particolare ceppo del lievito Saccharomyces cerevisiae. Anche questo come il chitosano stimola i meccanismi di difesa delle piante. In Italia attualmente esiste un formulato registrato come agrofarmaco bio.
  • Laminarina, è un oligosaccaride induttore di resistenza estratto dall’alga bruna (Laminaria digitata). Stimola quindi le naturali difese della pianta rendendola meno soggetta agli attacchi dei patogeni. In Italia attualmente esiste un formulato registrato come agrofarmaco bio e diversi formulati contenenti laminarina sono venduti come biostimolanti.
  • Olio essenziale di arancio dolce, agisce sia come insetticida che come fungicida. questo principio attivo agisce per contatto diretto, disseccando la cuticola degli insetti a esoscheletro molle e rompendo le pareti cellulari degli organi esterni conidi, cleistoteci, ecc.) dellemalattie fungine. In Italia esiste un formulato commerciale a base di olio essenziale di arancio dolce registrato per l’uso in biologico.

In fine è utile citare anche due batteri utilizzati in lotta biologica contro l’iodio della vite che sono:

  • Bacillus amyloliquefaciens (vedi qui scheda tecnica prodotto) batterio antagonista, utile per contenere le infezioni. Di questi prodotti esistono diverse formulazioni commerciali registrate in agricoltura biologica.
  • Bacillus pumilus, batterio antagonista che esplica la sua azione di controllo contro le crittogame con un triplice meccanismo d’azione. Questo compete con il patogeno per lo spazio vitale, previene lo sviluppo delle ife del fungo patogeno e induce nella pianta la naturale attivazione delle difese. In Italia esiste un formulato commerciale a base di questo batterio registrato per l’uso in biologico.

Alcune pratiche agronomiche, seppure non risolutive, possono aiutare a diminuire i danni da oidio. Tra queste ricordiamo che le concimazioni azotate devono essere equilibrate in quanto è confermato da numerose ricerche che l’azoto in eccesso rende suscettibili i tessuti agli attacchi dei patogeni fungini. In fine è buona pratica avere forme di allevamento che permettano un buona aerazione della chioma, onde evitare zone difficili da coprire con i trattamenti. Altri interventi devono puntare alla riduzione dell’inoculo del patogeno, attraverso l’eliminazione con la potatura verde dei germogli che presentano oidio e con la potatura invernale la rimozione dei tralci colpiti dal mal bianco. Una buona strategia prevede l’uso dello zolfo, combinando i trattamenti lì dove è possibile con i silicati o i bicarbonati e alternando i trattamenti con lo zolfo con l’Ampelomyces quisqualis (non utilizzare Ampelomyces quisqualis in miscela con lo zolfo e a distanza inferiore di 5 giorni dal trattamento con questo) o Bacillus amyloliquefaciens o Bacillus pumilus. Quest’ultimi due batteri non hanno l’incompatibilità con lo zolfo. I trattamenti con lo zolfo possono anche essere intervallati tranquillamente con applicazioni a base di Chitosano, Cerevisane, Laminarina o olio essenziale di arancio dolce.  In fine ricordiamo che i trattamenti con lo zolfo ventilato hanno un’ottima efficacia contro l’oidio, da preferire o alternare con lo zolfo bagnabile. La cura contro l’oidio della vite non è mai risolutiva specialmente si è in presenza di cultivar di vite suscettibili o in zone di coltivazione svantaggiate. L’utilizzo di cultivar tolleranti è la miglior difesa in agricoltura biologica contro questa patologia vegetale.

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2 Replies to “Oidio della vite o mal bianco. Ciclo biologico e trattamenti”

  1. Cosimo Andrisano

    molto interessante, specialmente per gli obbisti , che, molte volte ,non sanno a chi devono chiedere informazioni,per risolvere velocemente,il verificarsi , di alcune malattie delle piante.

    Rispondi

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