Nematodi Galligeni

Specie: Meloidogyne incognita

Piante ospiti: Fruttiferi, Vite, tutte le orticole specialmente le Solanacee (Pomodoro, Patata) e piante spontanee

Identificazione e danno:

Il danno è causato da nematodi invisibili ad occhio nudo;  se visti con un binoculare hanno un aspetto vermiforme nei maschi e a fiaschetto nelle femmine. Questi penetrano nei tessuti delle radici all’interno delle quali emettono delle secrezioni salivari che poi ingeriscono attraverso uno stiletto. Tale meccanismo di nutrizione è chiamato extra-orale.

Ma sono questi processi di nutrizione a determinare i danni, infatti tale meccanismo determina iperplasia e ipertrofia cellulare con la formazione di ingrossamenti rotondeggianti sulle radici chiamate più semplicemente galle. La dimensione di queste va da pochi mm ad alcuni cm. Le piante colpite manifestano riduzione di taglia, ingiallimenti è sono più soggette agli stress idrici. Nei casi più gravi la pianta collassa e muore. Patata e pomodoro e melanzana sono molto sensibili a questo parassita, sul peperone i danni si manifestano con più difficoltà e manifesta quindi una maggiore resistenza (ma dipende molto dalla cultivar).

Per evidenziare la presenza della malattia in campo si possono esaminare gli apparati radicali di piante spia selvatiche come il Solanum nigrum specie molto sensibile e cercare la presenza delle galle sulle radici.

Ciclo biologico

I nematodi si conservano nel terreno sia come forma adulta che come uova, oppure all’interno degli apparati radicali colpiti. Prediligono terreni sabbiosi, profondi e irrigui con pH neutro o basico. Il loro sviluppo è favorito da temperature che oscillano tra i 22 e i 32 °C; quindi nel periodo invernale la loro attività è rallentata, ma non bloccata e in serra calda la loro attività può proseguire indisturbata tutto l’anno. Il termine ultimo del loro ciclo è la fuoriuscita delle uova dalle galle. Il ciclo vitale si completa in condizioni ideali tra i 20 e 25 giorni, quindi si hanno più generazioni l’anno.

Lotta

La lotta biologica è di tipo preventivo e consiste nell’effettuare rotazioni colturali, susseguendo a specie sensibili (solanacee e cucurbitacee) specie più tolleranti come le brassicacee e le leguminose. (attenzione a non confondere le galle dei batteri azotofissatori sulle leguminose con quelle dei nematodi, queste infatti sono più piccole e non nascono come deformazione della radice principale ma sono attaccate a questa in posizione esterna). Esiste poi la possibilità delle così dette biofumigazioni che consistono nel sovescio di specie selezionate di brassicacce ad alta produzione di metaboliti insetticidi. Anche gli estratti di aglio hanno una azione nematocida e sono già presenti in commercio. Inoltre i nematodi sono predati da diversi microrganismi tra quali il fungo Paecilomyces lilacinus e il batterio Bacillus firmus di cui sono disponibili dei preparati commerciali. I nematodi non gradiscono pH acidi, quindi concimazioni organiche con composti a reazione acida come la pollina rallentano lo sviluppo dei nematodi e riducono il danno. In fine rimane validissimo ed efficace l’utilizzo della solarizzazione che da ottimi risultati anche nel controllo di infestati ed altre malattie.

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