Vediamo in questa guida come misurare il pH del terreno in modo semplice analizzando gli strumenti più facili da trovare online. Spiegheremo le esatte procedure da eseguire per avere un risultato del pH del terreno veritiero.
Il pH del terreno è un parametro fondamentale per comprendere la disponibilità dei nutrienti alle piante e scegliere così la corretta tipologia di piante da coltivare. Un valore inadeguato può compromettere la crescita, l’assorbimento di elementi nutritivi e la salute di alcune piante.

Perché è importante il pH del terreno?
Il pH del terreno determina la disponibilità o meno di alcuni nutrienti in forma disponibile alle piante. Ogni elemento (azoto, fosforo, ferro, ecc.) ha una finestra ottimale di disponibilità (vedi foto sopra). Un terreno troppo acido o troppo basico può bloccare l’assorbimento di determinati elementi. In realtà non è il pH che blocca l’assorbimento degli elementi ma la formazione di composti insolubili a determinati pH che trasformano gli elementi in forme non assimilabili alla pianta. Un esempio su tutti è il ferro che a pH basico, pH superiore a 7, forma composti insolubili come l’idrossido di ferro.
Il pH ha influenza anche sull’attività microbica, i microrganismi benefici lavorano meglio in intervalli specifici di pH. Anche se questo aspetto è secondario in quanto la microflora nel terreno si adatta a diversi pH.
Il pH nfluenza la scelta di coltivazione di alcune colture. Alcune specie (es. mirtillo, azalea) prediligono terreni acidi; altre (cavoli, barbabietole) sono favorite in terreni neutro-basici. Gli apparati radicali delle varie piante possiedono una adattabilità ai diversi pH a seconda della specie.
Determinare il pH è quindi importante per capire qual è la coltura da coltivare nel proprio terreno o quella da evitare. Per esempio è noto che gli agrumi generalmente preferiscono un terreno leggermente acido. In questi terreni la mancanza di ferro è scongiurata quindi la pianta sfugge a quella che è la fisiopatia più comune su queste piante ossia la clorosi ferrica, dovuta appunto alla mancanza di disponibilità di ferro.
Una nota devo specificare, le piante hanno un pH ideale su cui crescere ma si adattano ad intervalli più ampi da quelli che sono i valori ottimali di crescita, l’importante è non portare le piante in situazioni estreme. Il mirtillo ha il pH ottimale compreso tra 4,5 e 5,5, ma può essere coltivato senza grossi problemi anche a pH vicini al 6,5. Soffrirà un po’ di clorosi ferrica ma con concimazioni mirate si può ovviare al problema. Ciò che va evitato è portare la coltivazione di una pianta su un pH estremo, ritornando all’esempio con il mirtillo, non lo potremmo mai coltivare facilmente su pH del terreno alcalino.
A parte rare eccezioni vale la regola generale che il 90% delle specie coltivate si adatta e cresce bene a un pH Leggermente acido con un valore attorno al 6,5.

Metodi per misurare il pH del terreno
Uso della cartina tornasole
Il metodo più semplice ma anche il meno preciso per misurare il pH del terreno è quello di utilizzare le cartine tornasole (le trovi qui). Questa carta è imbevuta di un reagente che cambia colore in base al pH della soluzione con cui è messo in contatto. Il suo utilizzo è estremamente semplice e prevede l’immersione o il contatto con il terreno inumidito con dell’acqua distillata. Questa cambierà colore e si potrà confrontare il colore ottenuto con quello di riferimento della scala di colorazione presente sulla confezione.
Le cartine tornasole costano poco ma sono imprecise, dando valori che oscillano al +/- 1 unità di pH.
Ad ogni modo sono utili per chi ignora totalmente il pH del proprio giardino o orto familiare. Di seguito vedremo il protocollo da utilizzare per l’uso corretto delle cartine tornasole. Nota: è importante fare un campionamento corretto del terreno prima di procedere all’analisi. Uno dei principali errori che conducono ad una errata misura è il campionamento sbagliato. Vai in fondo all’articolo per vedere come effettuare un campionamento corretto.
In un contenitore possibilmente con tappo ermetico si aggiungono 10 grammi di terreno al quale vengono successivamente aggiunti circa 25 ml di acqua distillata (rapporto 1:2,5). Importantissimo utilizzare l’acqua distillata in quanto l’acqua di rubinetto contiene carbonati e cloruri che falsano la lettura.
Mescolare bene il tutto per 1–2 minuti. Lasciare riposare per 20–30 minuti, mescolando di tanto in tanto, finché non si forma una sospensione torbida. Dopo questi passaggi si intinge la cartina tornasole nella parte liquida della sospensione (non nei sedimenti). Attendere alcuni secondi e la cartina cambierà colore in funzione del pH.
Confrontare immediatamente il colore della cartina con la scala colorimetrica fornita nel kit. Annotare il valore, come detto si ha un’approssimazione ±1 unità di pH.
Per correttezza di informazione devo fare due note: la prima è che il quantitativo di terreno e di acqua da utilizzare dipende dal kit utilizzato. Se non espressamente specificato si utilizza quanto descritto sopra altrimenti alcuni kit di lettura specificano nelle istruzioni il rapporto acqua/terreno da utilizzare. La seconda riguarda la differenza nel rapporto in altri protocolli ufficiali utilizzati come quello dell’USDA (Dipartimento di agricoltura degli Stati Uniti) i quali consigliano un rapporto 1:1, una parte di suolo e una parte di acqua distillata. Una volta agitato il campione va lasciato a riposo 2-3 minuti ed infine eseguita la lettura con la cartina tornasole. In linea teorica i risultati ottenuti con entrambi i metodi generano lo stesso risultato.
pH-metro digitale portatile
Si tratta di una sonda che si inserisce nel terreno o in sospensioni di suolo in acqua. È lo strumento che fornisce la maggiore praticità di utilizzo in campo e in base a modelli fornisce un’accuratezza di ±0,1 unità pH.
Grosso modo esistono tre tipologie di questi strumenti: pH-metri per uso hobbistico, pH-metri per uso semi-professionale e pH-metri portatili per uso professionale.
pH-metri portatili per uso hobbistico
Sono strumenti che costano poche decine di euro e il più delle volte sono abbinati ad una sonda che misura l’umidità del terreno. Sono strumenti estremamente facili da utilizzare e che danno un risultato immediato, non hanno bisogno di calibrazione e di manutenzione. Di contro il valore ottenuto ha la stessa accuratezza delle cartine tornasole. Non potendoli calibrare, in caso di sfasamento dello strumento tutte le letture ottenute saranno inevitabilmente fuori scala.
Il loro utilizzo è semplice, si inseriscono nel terreno e si attende il risultato mostrato sul display (qui trovi il modello più comune)
pH-metri portatili per uso semi professionale
Sono strumenti simili ai precedenti ma più delicati e devono essere utilizzati con particolare cura. Il loro costo va dai 50€ alle 100€. Questi modelli sono molto più precisi arrivando nell’ordine delle ±0,1 unità pH. Per ottenere ciò devono essere periodicamente calibrati con soluzioni di calibrazione che vengono fornite generalmente con uno strumento. (Un esempio di prodotto in questa categoria lo trovi qui)
Devono essere utilizzati secondo le istruzioni riportate nella confezione anche se generalmente il loro uso consiste nell’inserire la sonda nel terreno (umido) ed attendere la lettura. Per una misura più corretta devono essere ripetute più misurazioni nel campo e in posti diversi, portando la sonda ad una profondità di circa 10 cm (se non espresso diversamente dalle istruzioni). Una volta annotate 10 o più misurazioni si procede ad effettuare la media dei valori per ottenere il pH del campo in questione.
pH-metri portatili per uso professionale
Simili ai precedenti, ma offrono garanzie di qualità e di misura nettamente superiori. Questi sono strumenti generalmente in mano ai tecnici di campo che per il loro lavoro girano le aziende e necessitano quindi di uno strumento rapido ed efficace per la lettura non solo del terreno ma anche delle soluzioni nutritive (tipo questo). Sono strumenti che partono da 100 € fino a 700 €, con strumenti anche più costosi. Il più delle volte questi strumenti, soprattutto nei modelli più costosi, integrano la lettura di altri parametri come l’EC (Conducibilità elettrica). Esistono numerosi modelli e varianti quindi non mi soffermo più di tanto. Il loro acquisto generalmente avviene su siti dedicati.
Misurazione del pH in laboratorio
Infine per concludere le tipologie di misurazione del pH del terreno che si possono effettuare, parliamo di quella più complessa e precisa che si può fare, ossia quella in laboratorio. I laboratori di analisi del suolo generalmente forniscono un’analisi completa del terreno che include oltre al pH, l’analisi di macro e micronutrienti come fosforo, potassio, azoto, magnesio, ecc., la capacità di scambio cationico e la percentuale di sostanza organica. Grosso modo questa analisi che include anche il pH costa attorno alle 100€. È un’analisi che suggerisco di fare a chiunque in quanto permette di fare una radiografia delle caratteristiche del proprio terreno. Questa analisi generalmente viene effettuata su una sospensione al riposo di un campione suolo acqua 1:2,5. La misurazione del pH avviene in agitazione attraverso un elettrodo di pH in laboratorio.
Procedura corretta per la raccolta dei campioni.
Come specificato se si vuole misurare il pH con il metodo della cartina tornasole o spedire il terreno per l’analisi in laboratorio è fondamentale procedere con un corretto campionamento, questo consiste in:
Raccogliere il terreno da 5–10 punti diversi del campo o giardino, a profondità di 15–20 cm, evitando zone atipiche (piedi di alberi, bordi). La parte superficiale del terreno va scartata.
Eliminare parti organiche presenti nel campione come radici, foglie o invertebrati. Rimuovere sassi o altre impurità.
Mescolare i campioni per ottenere un campione medio rappresentativo. Ricorda che le concimazioni sia organiche che con concime di sintesi effettuate prima della raccolta del campione possono influenzare il pH. Per una corretta lettura di questo parametro è quindi buona norma prelevare i campioni prima di una concimazione.

