Introduzione
I concimi rappresentano uno degli strumenti fondamentali per garantire alle piante un adeguato apporto di elementi nutritivi, indispensabili per la crescita, lo sviluppo e la produzione. La nutrizione vegetale si è evoluta nel tempo, passando da pratiche tradizionali a sistemi sempre più tecnici e mirati, in grado di rispondere alle esigenze specifiche delle colture.
Concimi tradizionali e fertilità del suolo
Fin dall’antichità, l’uomo ha utilizzato fertilizzanti di origine naturale per migliorare la fertilità dei terreni. Tra i più comuni troviamo letame, pollina e residui organici, materiali che contribuiscono non solo all’apporto di nutrienti, ma anche al miglioramento della struttura del suolo.
Un esempio storico rilevante è il guano, un fertilizzante naturale molto utilizzato in passato, oggi meno diffuso a causa della limitata disponibilità delle risorse.
Con l’avanzare delle conoscenze scientifiche, è stato possibile comprendere il ruolo dei diversi elementi nutritivi e sviluppare concimi più specifici, in grado di apportare nutrienti in modo mirato ed efficiente.
Concimi liquidi e fertirrigazione
Con l’evoluzione verso un’agricoltura sempre più specializzata, si sono diffuse le formulazioni liquide, che rappresentano oggi una componente centrale della nutrizione moderna.
Uno dei principali vantaggi dei concimi liquidi è la possibilità di essere distribuiti attraverso l’impianto di irrigazione, mediante fertirrigazione. Questo sistema consente ai nutrienti di raggiungere direttamente l’apparato radicale, risultando immediatamente disponibili per la pianta.
La fertirrigazione permette inoltre un dosaggio estremamente preciso e una maggiore flessibilità nella gestione nutrizionale. È infatti possibile modificare rapidamente il regime nutritivo in funzione delle esigenze della coltura nelle diverse fasi di sviluppo.
Formulazioni commerciali e innovazione
Accanto ai concimi liquidi tradizionali, come il sangue di bue e la borlanda liquida, l’industria ha sviluppato nel tempo numerose formulazioni commerciali.
Si tratta prevalentemente di concimi binari o ternari disciolti in soluzione, spesso arricchiti con coformulanti che ne migliorano la stabilità, l’efficacia e l’assorbimento da parte della pianta.
Inoltre, in un’ottica di economia circolare, molti fertilizzanti derivano oggi dal recupero di sottoprodotti dell’industria alimentare e manifatturiera.
Concimazione fogliare
I concimi liquidi possono essere utilizzati anche per via fogliare, una tecnica particolarmente utile per interventi rapidi in caso di carenze nutrizionali.
In questi casi si impiegano dosaggi più bassi per evitare fenomeni di fitotossicità. Tra i prodotti più diffusi troviamo formulazioni a base di calcio, magnesio e microelementi, facilmente assimilabili attraverso i tessuti fogliari.

Concimi e biostimolanti
Negli ultimi decenni si sono affermati sul mercato prodotti contenenti estratti vegetali e amminoacidi, in grado di svolgere una duplice funzione.
Queste formulazioni si collocano a metà tra concime e biostimolante, poiché oltre a fornire nutrienti, stimolano i processi fisiologici della pianta, migliorandone la risposta agli stress.
Classificazione dei concimi liquidi
I concimi liquidi possono essere distinti in base alla loro destinazione d’uso. Esistono formulazioni universali, adatte alla maggior parte delle colture, con rapporti nutritivi equilibrati o leggermente ricchi in azoto.
Altri prodotti sono specifici per determinate colture, come quelli per agrumi, formulati con pH leggermente acido e arricchiti con ferro e manganese per prevenire le clorosi. Ancora più specializzati sono i concimi per piante acidofile, caratterizzati da pH più basso, utili per contrastare l’alcalinizzazione del terreno.
Dosaggi e modalità di applicazione
Le dosi di impiego devono essere sempre rispettate secondo quanto indicato in etichetta. Nella fertirrigazione, i dosaggi sono generalmente espressi in litri per ettaro o 10.000 litri di acqua.
Per i trattamenti fogliari, invece, le indicazioni sono riportate in litri per ettolitro o per ettaro. In ambito professionale, il volume standard di riferimento per i trattamenti fogliari è pari a 1.000 litri per ettaro, salvo diversa indicazione.
Rischi legati all’uso dei concimi liquidi
Un uso scorretto dei concimi liquidi può determinare problemi anche rilevanti. L’aumento della concentrazione salina nella soluzione nutritiva comporta un incremento della conducibilità elettrica (EC). Se questa supera determinati valori, si possono verificare fenomeni di stress osmotico, che ostacolano l’assorbimento dei nutrienti da parte delle radici.
Questa problematica è particolarmente evidente nelle coltivazioni in vaso e durante periodi caldi, quando l’evaporazione concentra ulteriormente i sali.
Anche i trattamenti fogliari richiedono attenzione: dosaggi eccessivi possono causare bruciature fogliari e fitotossicità.
Importanza della tempistica nutrizionale
La scelta del concime deve essere sempre correlata alla fase fenologica della coltura. I concimi liquidi hanno un effetto rapido e, se utilizzati nel momento sbagliato, possono alterare l’equilibrio della pianta.
Ad esempio, nella coltivazione del melone e anguria, durante l’ingrossamento dei frutti, è preferibile utilizzare formulazioni ricche in potassio e povere in azoto. Un eccesso di azoto in questa fase stimola lo sviluppo vegetativo a discapito della maturazione dei frutti.
Allo stesso modo, elementi come il boro devono essere somministrati prima della fioritura, fase in cui risultano fondamentali. Applicazioni tardive risultano inefficaci e rappresentano uno spreco di risorse.
Esempio d’uso di concimi liquidi su ortaggi
Concime azotato liquido, dal trapianto fino alla formazione dei primi frutti. es. 10.8.15 (250 ml di prodotto in 100 litri d’acqua di irrigazione) tipo questo.
Successivamente borlanda fluida 500 ml per 100 litri di acqua di irrigazione (tipo questa) contemporaneamente per via fogliare calcio e magnesio liquido 200 grammi per 100 litri (tipo questo)
Esempio d’uso di concimi liquidi su agrumi
In ripresa vegetativa concime equilibraro rapporto 1-1 tra azoto e fosforo (tipo questo) 500 ml su 100 litri di acqua di irrigazione.
Alla formazione dei primi frutti sostituire con prodotto con potassio almeno il doppio dell’azoto (tipo questo) 1 litro per 100 litri di acqua irrigazione.
Ad inizio fioritura somministrare boro, ferro e magnesio via fogliare (tipo questo), dose etichetta.
Conclusioni
L’evoluzione della concimazione ha portato allo sviluppo di strumenti sempre più precisi ed efficienti. I concimi liquidi rappresentano oggi una soluzione avanzata, capace di garantire elevata efficienza e flessibilità.
Tuttavia, il loro utilizzo richiede competenze tecniche e una gestione attenta. Dosaggi, tempistiche e scelta della formulazione devono essere valutati con precisione per ottenere i migliori risultati.
Una nutrizione corretta non si basa solo sulla quantità di elementi forniti, ma soprattutto sulla capacità di adattarsi alle reali esigenze della pianta.


