Il Phytonemus pallidus fragariae è un minuscolo acaro fitofago noto comunemente come acaro del ciclamino, acaro pallido oppure acaro trasparente della fragola. È uno dei parassiti più difficili da identificare e controllare nella coltivazione della fragola, soprattutto perché invisibile a occhio nudo e capace di causare sintomi facilmente confondibili con virosi, carenze nutrizionali o fitotossicità.

Appartiene alla famiglia dei Tarsonemidi ed è estremamente piccolo, circa 0,2 mm. Il corpo è translucido di colore bianco-giallastro. Per osservarlo correttamente è necessario utilizzare almeno una lente ad alto ingrandimento, mentre in ambito professionale si utilizza generalmente uno stereomicroscopio.
La coltura maggiormente colpita è la fragola, ma può infestare anche ciclamino, gerbera, begonia e altre piante ornamentali. L’acaro vive soprattutto nei tessuti giovani della pianta, quindi nelle foglie ancora chiuse, nei germogli centrali e nella corona. Predilige ambienti umidi, vegetazione molto fitta e coltivazioni protette come serre e tunnel.
I sintomi sono particolarmente caratteristici ma spesso mal interpretati. Le foglie giovani rimangono piccole, deformate, accartocciate, ispessite e assumono una colorazione bronzea (vedi foto sopra). In alcuni casi assumono un aspetto lucido e i bordi fogliari disseccano. La pianta rallenta la crescita, rimane nana e produce meno (vedi foto sotto). Anche i frutti possono risultare deformati, piccoli, duri e poco colorati.
Il ciclo biologico è molto rapido e in condizioni favorevoli la popolazione può aumentare velocemente. Le temperature ottimali sono comprese tra 15 e 25 °C, specialmente in presenza di elevata umidità.
La diffusione avviene principalmente attraverso piantine infette, motivo per cui molte infestazioni iniziano direttamente dal vivaio. Anche il contatto tra piante, gli operatori e gli attrezzi possono contribuire alla propagazione dell’acaro.
La diagnosi è difficile proprio perché l’acaro vive nascosto nei tessuti giovani. Molti coltivatori pensano inizialmente a problemi nutrizionali o a virus e spesso effettuano trattamenti inefficaci. In ambito professionale la conferma avviene osservando al microscopio le foglie più giovani e la zona centrale della pianta.
La prevenzione è fondamentale. È importante utilizzare piantine certificate sane, evitare materiale vegetale sospetto e mantenere una buona aerazione della coltura riducendo l’umidità eccessiva.
Nel controllo biologico vengono utilizzati acari predatori come Neoseiulus cucumeris e Amblyseius andersoni, anche se il contenimento non è sempre semplice. I trattamenti acaricidi risultano complicati perché il parassita vive molto protetto all’interno dei germogli chiusi e molti prodotti non riescono a raggiungerlo efficacemente. In agricoltura biologica può risultare utile anche l’impiego dello zolfo, che esercita un’azione collaterale di contenimento nei confronti di questo acaro. Inoltre, una corretta gestione della chioma mediante la rimozione delle foglie più vecchie favorisce un ambiente meno idoneo allo sviluppo del parassita e migliora la penetrazione degli eventuali prodotti utilizzati a scopo preventivo. Sebbene in agricoltura biologicica il controllo possa risultare complesso, in agricoltura convenzionale sono disponibili diversi principi attivi registrati che consentono una gestione più efficace delle infestazioni.
A differenza del ragnetto rosso (Tetranychus urticae), il Phytonemus pallidus non produce ragnatele.



