La tentredine del melo (Hoplocampa testudinea) è un imenottero fitofago molto comune nei meleti europei e rappresenta uno dei principali insetti carpofagi del melo durante la fase di allegagione.
Ciclo biologico della tentredine del melo

Il ciclo biologico della Hoplocampa testudinea è relativamente semplice e strettamente sincronizzato con la fioritura del melo.
Gli adulti sfarfallano durante il periodo della fioritura e le femmine depongono le uova singolarmente all’interno del ricettacolo fiorale. La deposizione lascia spesso piccoli segni cicatriziali caratteristici.
Dopo la caduta dei petali, le larve sgusciano dalle uova e iniziano immediatamente a nutrirsi dei giovani frutticini.
Nelle prime fasi la larva scava gallerie superficiali sotto l’epidermide del frutto causando il tipico sintomo chiamato “ribbon scar”, cioè una cicatrice sinuosa e suberificata sulla superficie della mela (vedi foto sotto).

Con il progredire dello sviluppo, le larve penetrano più profondamente nel frutto raggiungendo il torsolo. In questa fase l’insetto crea grandi gallerie interne contaminate da abbondanti escrementi umidi di colore bruno (vedi foto sotto).
Le larve più mature possono spostarsi da un frutto all’altro distruggendo diversi frutticini consecutivamente.
Una volta completato lo sviluppo, le larve si lasciano cadere al suolo dove si interrano formando un bozzolo nel terreno, nel quale trascorrono il periodo di svernamento.


Sintomi e identificazione del danno
Il danno della tentredine del melo è abbastanza caratteristico.
Nelle fasi iniziali si osservano le tipiche cicatrici serpiginose superficiali sulla buccia dei giovani frutti. Queste lesioni suberificate possono permanere fino alla raccolta rendendo il frutto non commerciabile per il mercato fresco.
Quando invece la larva penetra all’interno del frutto si osservano:
- grossi fori;
- presenza di rosura;
- abbondanti escrementi umidi e brunastri;
- cascola precoce dei frutticini.
Aprendo i frutti colpiti è possibile osservare all’interno una larva bianca con capo brunastro.
I frutti gravemente danneggiati generalmente cadono dalla pianta, mentre quelli con danni più superficiali rimangono sull’albero fino alla raccolta mostrando le tipiche ribbon scars.
La tentredine del melo si distingue dalla carpocapsa (vedi qui) perché le rosure presenti in corrispondenza dei fori di ingresso risultano generalmente umide e appiccicose. I fori possono inoltre presentare essudati e colature di liquido che fuoriescono dal frutto. Un’altra importante differenza riguarda l’epoca di attacco: la tentredine inizia il proprio sviluppo subito dopo la caduta dei petali e le larve possono essere rinvenute anche in frutticini di piccole dimensioni. La carpocapsa, invece, inizia generalmente l’ovideposizione due o tre settimane dopo la caduta dei petali, quando i frutti hanno raggiunto un diametro superiore a 25-30 mm.
Altra differenza è l’odore caratteristico che emanano le larve di tentredine, questo è simile all’odore delle cimici, ma meno intenso.

Importanza economica
La tentredine del melo è considerata un insetto economicamente importante soprattutto:
- nei meleti biologici;
- negli impianti poco trattati;
- nelle annate con fioritura abbondante e prolungata.
Anche bassi livelli di infestazione possono avere conseguenze commerciali rilevanti perché le cicatrici superficiali compromettono l’aspetto estetico del frutto.
Per questo motivo è fondamentale registrare il livello di danno alla raccolta e durante la fase di selezione dei frutti. La presenza di danni in un’annata rappresenta spesso un buon indicatore della necessità di effettuare interventi di controllo l’anno successivo.
In ogni caso, i danni causati da questo insetto risultano normalmente meno gravi rispetto a quelli provocati dalla carpocapsa del melo. Tanto che nei meleti convenzionali, dove vengono comunemente impiegati insetticidi a largo spettro contro altri fitofagi, la tentredine è spesso considerata un problema secondario
Monitoraggio della tentredine del melo
Il monitoraggio degli adulti viene effettuato mediante trappole cromotropiche adesive bianche installate prima e durante la fioritura.
Attualmente non esistono soglie di intervento perfettamente definite, ma in situazioni di fioritura scarsa il trattamento potrebbe essere giustificato quando si catturano più di uno o due adulti per trappola durante il periodo della fioritura.
È importante sottolineare che le trappole servono esclusivamente al monitoraggio e non sono sufficientemente efficaci per il controllo tramite cattura massale.
Controllo della tentredine
Il momento ideale per il controllo coincide generalmente con la fase immediatamente successiva alla caduta dei petali, prima che le larve penetrino all’interno dei frutticini. Una volta che le larve sono penetrate nel frutto il controllo diventa infatti molto difficile. I prodotti di contatto, come il piretro, rappresentano uno dei mezzi più utilizzati per il controllo della tentredine del melo in agricoltura biologica. È inoltre opportuno ricordare che lo spinosad, pur non essendo specificamente autorizzato per questo impiego, può esercitare un’efficacia nei confronti di alcune specie di tentredine. Di conseguenza, quando viene impiegato contro altri insetti dannosi del meleto, può contribuire indirettamente al contenimento della tentredine grazie a questo effetto collaterale.
Il nostro video sulla potatura del melo

