La peronospora larvata rappresenta una delle forme più insidiose della peronospora della vite. Il termine “larvata” non identifica una malattia diversa, ma descrive un’infezione causata da Plasmopara viticola che continua a svilupparsi all’interno degli acini, senza manifestare la caratteristica sporulazione bianca sulla loro superficie.
Proprio l’assenza di sintomi evidenti rende questa forma particolarmente difficile da riconoscere e, soprattutto, impossibile da recuperare quando il danno diventa visibile.
📷 Esperienza diretta e foto originali dal campo
Questo articolo nasce dalla mia esperienza professionale e dalle osservazioni effettuate direttamente in campo. Le immagini sono fotografie originali scattate personalmente durante le attività di monitoraggio e mostrano casi reali, sintomi e problematiche osservati direttamente sulle colture.
Le diverse manifestazioni della peronospora della vite
La peronospora della vite non si manifesta sempre con gli stessi sintomi. Nel corso della stagione può colpire organi diversi della pianta, assumendo forme differenti in funzione dello stadio di sviluppo della vite.
La manifestazione più conosciuta è rappresentata dalle macchie d’olio sulle foglie giovani (vedi foto sotto). In presenza di elevata umidità, sulla pagina inferiore compare la caratteristica sporulazione bianca, responsabile della produzione di sporangi che daranno origine a nuove infezioni.

Con l’invecchiamento delle foglie, la sintomatologia cambia e compare la cosiddetta peronospora a mosaico (vedi foto sotto), caratterizzata da piccole aree clorotiche delimitate dalle nervature. Anche questa forma riveste un ruolo epidemiologico molto importante, poiché continua a produrre sporangi e rappresenta una fonte di inoculo per nuove infezioni.

La malattia può inoltre colpire i giovani grappoli, soprattutto nelle settimane successive alla fioritura. In questo caso si osserva la tipica sporulazione bianca sugli acini e sul rachide, seguita dal rapido disseccamento del grappolo (vedi foto sotto).

Infine troviamo la peronospora larvata, una forma nella quale il patogeno continua a svilupparsi all’interno degli acini senza produrre la caratteristica muffa bianca esterna (vedi foto sotto).

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Perché si forma la peronospora larvata?
Nelle prime fasi di sviluppo del grappolo, Plasmopara viticola infetta normalmente gli acini attraverso gli stomi. Con la crescita dell’acino, però, gli stomi diventano progressivamente non funzionali e il patogeno non è più in grado di fuoriuscire per produrre la tipica sporulazione bianca.
L’assenza della muffa non significa che l’infezione sia terminata. Al contrario, il patogeno continua a svilupparsi nei tessuti interni dell’acino, provocando successivamente imbrunimenti, disseccamenti e perdita di consistenza del grappolo. Da questa crescita “nascosta” deriva il termine peronospora larvata.

L’infezione continua anche dopo la chiusura degli stomi
La perdita di funzionalità degli stomi non rende immediatamente il grappolo immune alla malattia.
Durante questa fase, infatti, Plasmopara viticola può continuare a infettare gli acini utilizzando come via d’ingresso il pedicello, cioè il punto di inserzione dell’acino sul rachide. Per questo motivo il grappolo rimane suscettibile fino a ridosso dell’invaiatura.
Con l’avanzare della maturazione, però, la composizione dell’acino cambia profondamente: diminuisce il contenuto di acidi organici e aumenta quello degli zuccheri. Queste modificazioni fisiologiche rendono il tessuto progressivamente meno favorevole allo sviluppo del patogeno e, dopo l’invaiatura, la suscettibilità degli acini si riduce drasticamente.

Sintomi della peronospora larvata sugli acini
I primi sintomi della peronospora larvata sono rappresentati dalla perdita di turgore degli acini, che iniziano progressivamente a disidratarsi assumendo colorazioni brunastre, talvolta con sfumature violacee (vedi foto sopra).
Con il progredire dell’infezione, gli acini si raggrinziscono completamente fino a disseccare e assumono una colorazione scura, variabile dal nocciola al grigio-bruno intenso. Anche il pedicello può necrotizzare e il disseccamento può estendersi al rachide, compromettendo la vitalità dell’intera porzione di grappolo interessata (vedi foto sopra).
Generalmente gli acini adiacenti a quelli inizialmente colpiti seguono la stessa evoluzione, dando origine a settori ben delimitati del grappolo interessati dalla malattia. Nella maggior parte dei casi, infatti, la peronospora larvata non coinvolge uniformemente l’intero grappolo, ma interessa porzioni circoscritte. Tuttavia, in presenza di infezioni particolarmente gravi, il disseccamento può estendersi fino a determinare la completa perdita del grappolo.
L’assenza della caratteristica sporulazione bianca rende questa forma della malattia facilmente confondibile con altre avversità, in particolare con il black rot (vedi qui) o con le scottature solari (vedi foto sotto). Sebbene le sintomatologie possano apparire simili a una prima osservazione, un esame attento dei sintomi e del contesto fitosanitario del vigneto permette generalmente di distinguere le diverse cause del danno.


Da dove proviene l’inoculo?
Un aspetto spesso sottovalutato riguarda l’origine dell’infezione.
Nella quasi totalità dei casi, un grappolo colpito da peronospora larvata si trova vicino a foglie già infette. Queste possono presentare sia le classiche macchie d’olio, sia la peronospora a mosaico.
Sono proprio le lesioni presenti sulle foglie a costituire la principale fonte di inoculo. In presenza di pioggia o prolungata bagnatura, sulle macchie si formano gli sporangi, che rilasciano le zoospore responsabili delle nuove infezioni. Trasportate dall’acqua, queste raggiungono i grappoli e infettano gli acini, dando origine a infezioni inizialmente invisibili che si manifesteranno successivamente come peronospora larvata.
Per questo motivo, la presenza di grappoli con sintomi è quasi sempre accompagnata dalla presenza di foglie infette nelle immediate vicinanze.
La lotta si fa sulle foglie, non sul grappolo
Da questo meccanismo biologico deriva uno dei principi fondamentali della difesa antiperonosporica.
La lotta contro la peronospora larvata consiste principalmente nel mantenere protette le foglie. Impedire la formazione di nuove macchie fogliari significa ridurre drasticamente la produzione di inoculo destinato ai grappoli.
Quando il grappolo manifesta i sintomi della peronospora larvata, l’infezione è già avvenuta da tempo e il danno non è più recuperabile.
Quali fungicidi possono limitare la peronospora larvata?
Nel caso della peronospora larvata, i fungicidi di contatto, citotropici e translaminari risultano sostanzialmente inefficaci, poiché non sono in grado di raggiungere il patogeno che si sviluppa all’interno degli acini.
Per questo motivo, gli unici prodotti che possono offrire un contributo sono quelli dotati di attività sistemica. Tuttavia, è importante sottolineare che non tutti i fungicidi sistemici riescono a muoversi efficacemente all’interno del grappolo. Le molecole realmente capaci di raggiungere questi tessuti sono oggi molto poche.
Tra queste, il fosetil-alluminio rappresenta il principio attivo con la maggiore mobilità all’interno della pianta. Tuttavia, il suo effetto non deve essere considerato curativo o eradicante nei confronti della peronospora larvata. La sua principale azione consiste infatti nello stimolare i meccanismi di difesa della vite, analogamente a quanto avviene con i fosfiti, contribuendo così a limitare lo sviluppo della malattia piuttosto che eliminare un’infezione già instaurata.
Per ulteriori esempi di attacchi di peronospora sul grappolo, rimando al video pubblicato sul mio canale YouTube, nel quale mostro diversi casi pratici osservati direttamente in vigneto. Lo trovi al seguente link: https://youtu.be/ilABv0IPb90?si=twkfu-Qv7JP2VM3y
Conclusioni
Una corretta difesa contro la peronospora non consiste soltanto nel proteggere i grappoli, ma soprattutto nel mantenere sane le foglie durante tutto il periodo di suscettibilità della vite. Solo limitando la formazione di nuove lesioni fogliari è possibile ridurre in maniera efficace il rischio di comparsa della peronospora larvata.
Anche l’impiego dei fungicidi sistemici non modifica questo principio. Sebbene alcune molecole siano in grado di muoversi all’interno della pianta, sono poche quelle che riescono a limitare un’infezione già in corso a livello del grappolo. Per questo motivo, la prevenzione rimane sempre la strategia più efficace per contenere la peronospora della vite e limitare la comparsa della sua forma più insidiosa: la peronospora larvata.

