La carenza di magnesio nel pomodoro è un problema abbastanza comune, soprattutto nelle piante coltivate in vaso, in serra o in terreni sottoposti a concimazioni frequenti. Riconoscerla è relativamente semplice, perché produce una sintomatologia piuttosto caratteristica sulle foglie.
📷 Foto originali dal campo
Le immagini presenti in questo articolo sono fotografie originali scattate personalmente durante attività di monitoraggio e osservazione in campo. I sintomi mostrati sono quindi riferiti a casi reali osservati direttamente sulle colture.

Come riconoscere la carenza di magnesio
Il magnesio è un elemento mobile all’interno della pianta. Quando la sua disponibilità diventa insufficiente, la pianta può trasferirlo dalle foglie più vecchie verso quelle giovani e verso gli organi in attiva crescita.
Per questo motivo, i primi sintomi compaiono generalmente sulle foglie più vecchie, nella parte bassa della pianta (vedi foto sopra)
Il sintomo più caratteristico è la clorosi internervale: il tessuto della foglia tra le nervature perde progressivamente il colore verde e diventa giallo, mentre le nervature rimangono verdi (vedi foto sotto)
Nelle fasi iniziali possono comparire aree più chiare tra le nervature. Con il progredire della carenza, l’ingiallimento diventa sempre più evidente e può interessare gran parte della foglia. Nei casi più gravi possono comparire anche aree necrotiche e le foglie maggiormente compromesse possono seccare.

Attenzione: non sempre è una vera carenza di magnesio
C’è però un aspetto importante da considerare quando osserviamo le foglie basali di una pianta di pomodoro.
Con il passare del tempo, le foglie più vecchie perdono progressivamente la loro importanza per la pianta. Dopo aver svolto a lungo la loro attività fotosintetica, entrano naturalmente in una fase di senescenza e la pianta tende progressivamente ad abbandonarle.
Prima che questo avvenga, però, cerca di recuperare parte degli elementi nutritivi ancora presenti nei tessuti. Il magnesio, essendo un elemento mobile, può essere trasferito dalle vecchie foglie verso quelle giovani, i germogli e gli organi in crescita.
Di conseguenza, l’ingiallimento delle foglie più vecchie non indica automaticamente che nel terreno o nel substrato manchi magnesio. In alcuni casi ciò che osserviamo è semplicemente parte del naturale rinnovo della vegetazione, con una rimobilizzazione del magnesio dalle foglie ormai senescenti.
Un caso diverso è quando la clorosi internervale continua a progredire e interessa progressivamente altre foglie: in questa situazione è opportuno verificare la nutrizione della pianta e capire se esiste realmente una carenza o un problema di assorbimento.
Perché il pomodoro può avere una carenza di magnesio?
La comparsa dei sintomi non significa necessariamente che nel terreno non sia presente magnesio. Molto spesso il problema è legato alla sua scarsa disponibilità o al ridotto assorbimento da parte delle radici.
Una concimazione poco equilibrata può favorire il problema. In particolare, concentrazioni elevate di potassio, calcio o ammonio possono interferire con l’assorbimento del magnesio.
Anche le caratteristiche del terreno o del substrato, il pH, problemi all’apparato radicale e una gestione non corretta della fertirrigazione possono contribuire alla comparsa della carenza.
Il problema può inoltre diventare più evidente quando la pianta entra in piena produzione e aumenta la richiesta di elementi nutritivi.
Le vecchie foglie del pomodoro vanno eliminate?
Nella normale gestione del pomodoro, soprattutto nelle coltivazioni professionali, le foglie basali ormai vecchie, ingiallite o poco funzionali vengono progressivamente eliminate.
La sfogliatura permette di mantenere più pulita la parte inferiore della pianta e di migliorare la circolazione dell’aria all’interno della vegetazione. Eliminare le foglie vecchie o compromesse può inoltre contribuire alla gestione fitosanitaria, riducendo la presenza di tessuti che possono ospitare parassiti come il ragnetto rosso (vedi qui) o rappresentare una fonte di inoculo per alcune patologie fogliari, tra cui l’alternariosi (vedi qui).
Naturalmente la sfogliatura deve essere graduale: eliminare troppe foglie ancora attive significa ridurre inutilmente la superficie fotosintetica della pianta.
Come intervenire
Prima di aggiungere magnesio è importante valutare la concimazione già effettuata e soprattutto osservare quali foglie presentano i sintomi e come questi evolvono nel tempo.
Se l’ingiallimento riguarda solamente alcune delle foglie più vecchie alla base della pianta, potrebbe trattarsi semplicemente di normale senescenza. Se invece la tipica clorosi internervale continua a comparire e a progredire su altre foglie, è opportuno approfondire la situazione.
Quando si tratta realmente di una carenza di magnesio, è possibile utilizzare fertilizzanti contenenti magnesio, scegliendo prodotto e dosaggio in funzione del tipo di coltivazione e delle indicazioni riportate in etichetta.
Uno dei prodotti più conosciuti è il solfato di magnesio, utilizzabile, a seconda del formulato, attraverso il terreno, la fertirrigazione oppure mediante applicazioni fogliari. Esistono anche formulazioni utilizzabili in agricoltura biologica.
Si può anche utilizzare il nitrato di magnesio, prestando particolare attenzione alla sua applicazione durante la fase di maturazione, poiché apporta anche azoto nitrico. Esistono inoltre prodotti formulati con calcio e magnesio, da applicare sia per via radicale sia fogliare, in modo da ottimizzare la nutrizione con entrambi gli elementi.
L’applicazione fogliare può essere utile per fornire rapidamente magnesio alla pianta, ma è altrettanto importante individuare e correggere l’eventuale causa che ne limita l’assorbimento.
Prima di concimare, quindi, osserviamo la pianta nel suo insieme: qualche vecchia foglia ingiallita alla base non significa necessariamente che il nostro pomodoro abbia bisogno di altro magnesio.
Prodotti utili
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