Cos’è il parassitoide della mosca bianca
Eretmocerus mundus è un imenottero parassitoide, utilizzato nella lotta biologica contro la mosca bianca specie Bemisia tabaci, un pericoloso fitofago per le colture orticole e ornamentali. Questo parassita si sviluppa deponendo le uova sotto il corpo delle larve della mosca bianca, dove le larve di E. mundus si nutrono, causando la morte del fitofago (vedi foto sotto).
È importante sottolineare che il suo utilizzo è ampiamente diffuso anche in agricoltura convenzionale, dove rappresenta uno dei sistemi migliori per il controllo della mosca bianca, in quanto consente un controllo passivo a un costo relativamente basso. In ambiente protetto, inoltre, l’efficacia di questo parassitoide è altissima.

Grazie alla sua capacità di parassitizzare attivamente le popolazioni di mosca bianca in ambienti controllati come serre, viene impiegato con successo in programmi di controllo in agricoltura convenzionale e biologica. Inoltre, è considerato un agente efficace poiché, oltre a parassitizzare, è capace di predare gli stadi giovanili della mosca bianca. L’adulto, infatti, attraverso l’affilato ovopositore infligge ferite sul corpo delle giovani neanidi, nutrendosi dell’emolinfa e contribuendo così a una più rapida riduzione delle popolazioni dannose.
L’uso di Eretmocerus mundus è particolarmente efficace quando combinato con altri insetti utili, come Encarsia formosa, e con strategie di monitoraggio regolare per garantire un controllo ottimale della mosca bianca senza l’uso eccessivo di insetticidi chimici. È da sottolineare che Encarsia formosa preda un’altra specie di mosca bianca, il Trialeurodes vaporariorum. Succede spesso che le infestazioni di mosca bianca comprendano entrambe le specie dannose e che sia quindi opportuno effettuare lanci sia di Encarsia formosa sia di Eretmocerus mundus.
Ciclo biologico
Il ciclo biologico di Eretmocerus mundus è strettamente legato a quello della mosca bianca (Bemisia tabaci). L’adulto femmina depone le uova sotto le neanidi di secondo stadio della mosca bianca. Dopo la schiusa, la larva del parassitoide penetra nell’ospite e si nutre del suo contenuto interno, portando alla morte la neanide di mosca bianca. Il ciclo completo, dall’uovo all’adulto, dura circa 10-14 giorni, a seconda della temperatura. Gli adulti emergono e cercano nuovi ospiti per continuare il ciclo, con una capacità riproduttiva elevata in condizioni favorevoli.

Utilizzo in programmi di lotta biologica integrata
Nell’ambito della lotta biologica ed integrata, Eretmocerus mundus è utilizzato efficacemente in sistemi integrati, in combinazione con altri insetti utili come Encarsia formosa (vedi qui), il riscio avviene attraverso dischetti o substrati inerti inoculati con pupe parassitizzate. Sarà cura, nella settimana successiva al rilascio, controllare l’attività del parassitoide, che sarà completa dopo circa due settimane ed è visibile attraverso i fori di uscita circolari presenti sulle pupe parassitizzate della mosca bianca. Se le pupe non presentano un foro circolare, ma un taglio a T, questo è sintomo di mancata parassitizzazione. Si veda l’immagine sopra, che mostra pupe di mosca bianca non parassitizzate.
Questo approccio consente una gestione sostenibile delle infestazioni di mosca bianca senza ricorrere a insetticidi chimici, riducendo il rischio di resistenza e minimizzando l’impatto ambientale. Inoltre, E. mundus si adatta bene a colture in serra, dove il controllo di temperatura e umidità favorisce la sua azione.

Vantaggi del Parassitoide
- Specificità elevata: Parassitizza principalmente Bemisia tabaci, riducendo i rischi di danno per altri insetti benefici.
- Rapida riduzione delle popolazioni di mosca bianca: Grazie al parassitismo e alla predazione diretta, E. mundus è in grado di contenere velocemente le infestazioni.
- Ciclo biologico breve: La rapida riproduzione e il breve ciclo di vita rendono questo parassitoide particolarmente efficace in ambienti controllati.
L’impiego di Eretmocerus mundus è un’arma importante nella gestione integrata dei fitofagi, con benefici che vanno dalla riduzione dell’uso di sostanze chimiche alla salvaguardia dell’equilibrio biologico nelle colture.

