I “bozzacchioni del susino” sono una malattia fungina causata dal fungo Taphrina pruni, un ascomicete parassita delle drupacee, in particolare del susino europeo (Prunus domestica). Questa patologia provoca caratteristiche deformazioni dei frutti che diventano vuoti e privi di seme e non raggiungono la maturazione.

Identificazione e sintomi
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Frutti colpiti: assumono un aspetto allungato, ricurvo o arcuato, con la superficie ondulata e irregolare (vedi foto sopra). Non arrivano a maturazione.
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Si presentano svuotati, privi di nocciolo (endocarpo e seme non si sviluppano).
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La consistenza è spugnosa, il colore verde chiaro, con successiva formazione grigio-biancastra dovuta alla riproduzione del fungo (micelio e aschi).
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I frutti in fine disseccano rimanendo attaccati alla pianta (vedi foto sotto)
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Non vengono colpite le foglie, che restano sane. n.b. Nella maggior parte le descrizioni scientifiche della malattia non viene descritta nessuna malformazione a carico delle foglie. Pochissimi autori invece descrivono la possibilità di malformazioni a carico delle foglie con arrotolamenti e malformazioni simili a quelle della bolla del pesco, cosa che ha portato alcuni da definire i bozzacchioni come bolla del susino. Dalla mia esperienza di campo per ora ho trovato sempre piante affette da bozzacchioni con foglie intatte, senza malformazioni o arrotolamenti.

Per un agricoltore inesperto, la malattia è riconoscibile proprio dall’aspetto inconfondibile dei frutti: bozzi deformi, vuoti e senza nocciolo.
Questa malattia causa una forte riduzione della produzione commerciale, con percentuali variabili ma che possono superare il 90% nei casi gravi.

Ciclo biologico
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Il fungo sverna come micelio o ascospora sulle gemme, sulle giovani ramificazioni e sulla superficie dei rami.
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Con la ripresa vegetativa primaverile e in particolare con la fioritura, il patogeno infetta i fiori o i giovani frutticini attraverso i tessuti ancora teneri.
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All’interno del frutto, T. pruni interferisce con lo sviluppo dell’endocarpo e dell’embrione, causando la formazione del “bozzacchione”.
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Sulla superficie dei frutti deformati si forma un rivestimento bianco-grigiastro, visibile come muffetta che contiene aschi e ascospore, queste rappresentano la fase di riproduzione sessuata (vedi foto sopra).
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Le ascospore si liberano nell’ambiente e diffondono l’infezione ad altri organi suscettibili o restano latenti fino alla stagione successiva.
Come la maggior parte delle malattie fungine appartenenti al genere Taphrina, condizioni di primavera umida e piovosa favoriscono fortemente la malattia. La Taphrina pruni è parente stretta della Taphrina deformans che causa la bolla del pesco.
Prevenzione agronomica
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Asportazione e distruzione dei frutti malati appena individuati, per ridurre l’inoculo. Questa pratica è fondamentale considerando che i prodotti a disposizione per il controllo diretto sono pochi e non risolutivi al 100%.
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Adottare sistemi di allevamento a chiome aperte (tipo vaso) o a parete, queste favoriscono la circolazione dell’aria nella chioma, riducendo l’umidità interna.
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È ovvio che bisogna evitare irrigazioni soprachioma in fioritura, queste favoriscono la diffusione del patogeno.
Lotta diretta e soluzioni Biologiche
- Trattamenti preventivi a base di rame (ossicloruro, idrossido, solfato tribasico) da effettuare durante il riposo vegetativo in inverno (solfato o poltiglia bordolese) e in fase di pre-fioritura (ossicloruro). In post-fioritura è possibile utilizzare del bicarbonato di potassio o del polisolfuro di calcio.
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In caso di infezioni passate è molto importante il monitoraggio dell’andamento climatico (primavere piovose e umide → rischio alto). In queste condizioni è fondamentale il trattamento in pre-fioritura con il rame, seguito da trattamenti post-fioritura con bicarbonato di potassio o polisolfuro di calcio.
Video youtube: https://youtu.be/WUH1mQbDZTs
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