Come combattere la mosca della frutta. Tutti i rimedi utili

La mosca della frutta nome scientifico Ceratitis capitata è un insetto che colpisce molte specie fruttifere, risulta quindi particolarmente dannoso per i frutteti. Questo è un insetto particolarmente polifago, capace di arrecare danni su molte colture.
Produce danni soprattutto sulle Drupacee e particolarmente suscettibili sono il pesco, susino, albicocco, ciliegio e fico. Più raramente colpisce le Pomacee, come melo e pero dove l’attacco avviene sopratutto verso la maturazione dei frutti. Particolarmente gravi sono gli attacchi sugli agrumi (limone, arancio e mandarino), specialmente in annate miti e piovose.

Descrizione della mosca della frutta

La mosca della frutta è un insetto che appartiene all’ordine dei Ditteri.
Ha l’aspetto di un piccolo moscerino che presenta dimensioni che vanno dai 4 ai 5 mm. Gli adulti di mosca della frutta presentano due occhi con caratteristiche colorazioni rosse e sfumature blu.
Il torace di questo è grigio, presenta un particolare disegno a macchie nere (vedi figura 1). Le ali sono trasparenti e fortemente venate. Ogni ala presenta 4 o 5 macchie allungate di colore bruno.
L’addome è particolarmente grande e vistoso, di forma tondeggiante e terminante con una vistosa protuberanza che altro non è che l’ovopositore. l’addome è di colore giallo-arancio e presenta due segmenti addominali di colore bianco.
L’uovo di colore bianco presenta forma allungata, lungo dalle 7 alle 8 volte il suo diametro. La mosca della frutta pratica dei fori sulla superficie dei frutti e crea delle cavità nella polpa al cui interno ovidepone diverse uova sfruttando l’ovopositore.
Le larve della mosca della frutta sono bianche e apode, presentano la classica forma allungata delle larve dei ditteri (vedi figura 2). Ai primi stadi di vita queste sono molto piccole e a maturità arrivano ad una lunghezza di 9 mm. L’impupamento delle larve avviene sempre al di fuori del frutto colpito, quasi sempre a terra, formando un pupario ellittico di colore marrone chiaro.

Mosca della frutta su pesco
Figura 1 – Adulto di mosca della frutta su frutto di pesco. Foto gentilmente concessa dal Dott. Roberto Valori
larva di mosca della frutta
Figura 2 – Si noti al centro della foto la larva di mosca della frutta e i relativi disfacimenti della polpa. Foto gentilmente concessa dal Dott. Roberto Valori

Ciclo biologico della mosca della frutta

La mosca della frutta sverna nel terreno sotto forma di pupa. Nelle zone più calde e con inverni miti (come il sud Italia), può svernare come insetto adulto.
Nei mesi di maggio e giugno si ha lo sfarfallamento degli adulti e i primi accoppiamenti. Le femmine iniziano successivamente l’ovideposizione, generando la prima generazione.
La mosca della frutta è un insetto particolarmente suscettibile alle temperature ambientali. L’intero ciclo di vita si conclude in un periodo che va dai 17 ai 35 giorni a seconda della temperatura. Il numero di generazioni varia da 6-7 nelle regioni meridionali fino a 3-4 nelle regioni settentrionali. A dimostrazione che la temperatura è un fattore importante per la mosca della frutta, ricordiamo che temperature vicine allo zero anche per pochi giorni sono in grado di uccidere il 100% delle larve. Tale dato dimostra appunto la sporadica presenza di questo insetto nelle regioni del nord Italia.

La pericolosità della mosca dipende dalle zone di produzione in quanto soggetta a due fattori principali:

  • il clima
  • la presenza di colture suscettibili alla mosca

Il clima come già accennato influenza direttamente la mosca, in quanto temperature invernali vicine allo zero riducono fortemente la presenza di adulti e pupe svernati. Dove ciò accade si traduce in un minore attacco iniziale della mosca della frutta e un minor numero di generazioni. La presenza nell’areale di coltivazione di diverse specie di frutta a maturazione scalare favorisce il parassita. La mosca è facilitata in questo in quanto ogni generazione riesce a trovare una frutta bersaglio diversa, dando così una facile continuità alle generazioni.

Danni sulla frutta

I danni della mosca della frutta si evidenziano soltanto sui frutti. Come già accennato in precedenza, la femmina di questo insetto usa l’ovopositore per forare i frutti e ricavare una cavità di 1-2 mm di diametro al cui interno depone le uova. Il danno principale è causato dall’azione delle larve, che accrescendosi disgregano la polpa dei frutti (vedi figura 3). L’azione trofica delle larve rende impossibile commerciare i frutti, a cui si aggiunge come conseguenza, l’instaurarsi di patogeni secondari (come i funghi). Tipico fungo che si insatura sulla frutta colpita dalla mosca e la monilia (vedi qui per la scheda tecnica). I frutti colpiti tendono a cadere al suolo precocemente (cascola dei frutti). Non tutte le punture della mosca si evolvono con lo sviluppo delle larve. Se il frutto colpito è immaturo o il pH della polpa è sfavorevole le uova non si schiudono, si hanno in questo caso punture sterili. Ad ogni modo la puntura provoca la decolorazione dei frutti e quindi un danno estetico dei frutti, molto accentuato negli agrumi.
Sempre negli agrumi, sia le punture sterili che le vitali anticipano la maturazione solo dell’epicarpo dei frutti (parte esterna del frutti), generando cosi cascola precoce dei frutti.

Danni da mosca della frutta su frutto
Figura 3 – Danni da mosca della frutta su pesco. Si noti il disfacimento della polpa dovuta all’azione delle larve. Foto gentilmente concessa dal Dott. Roberto Valori

Eliminare la mosca della frutta con le trappole e gli insetticidi

Tra i rimedi naturali che si possono adottare per contrastare la mosca della frutta ci sono le trappole cromotropiche. Queste possono essere usate sia con scopo di monitoraggio, sia per effettuare la lotta massale. Le trappole utilizzate sono di colore giallo del tipo adesivo. Queste possono essere usate tal quali e quindi è il solo colore giallo ad attrarre gli insetti, oppure innescate a feromone. Le prime hanno l’inconveniente di catturare anche gli inetti utili, mentre le seconde sono specifiche per la mosca della frutta. Attraverso l’uso delle trappole cromotropiche possiamo valutare la presenza in campo dell’insetto. Al fine di monitorare l’insetto sono utili 2 o più trappole per ettaro. Se invece vogliamo usare le trappole per la lotta massale dovremo posizionarne un numero più elevato (anche 40 ad ettaro). La lotta massale o cattura massale consiste appunto nel posizionare una gran quantità di trappole (cromotropiche o bottiglie trappola attrattive) con il fine di catturare quanti più esemplari possibili. La diminuzione delle mosce nell’areale diminuisce anche gli attacchi sui frutti.

Utili ed anche più pratiche delle trappole adesive sono le bottiglie trappola. Queste consistono in bottiglie forate in cima e riempite di sostanze attrattive come il fosfato ammonico, putrescina, trimetilamina o altri additivi alimentari. Le femmine attratte da queste entrano all’interno della bottiglia e ne rimangono imprigionate o muoino affogate nel liquido attrattivo.

Tra i gli insetticidi biologici utilizzabili contro la mosca della frutta ricordiamo lo spinosad. Esistono diverse formulazioni in commercio con questo principio attivo. Tutte sono formulate con attrattivi alimentari. L’applicazione è semplice in quanto prevede l’applicazione di questo prodotto su una piccola parte della chioma, specialmente quella esposta a sud. Le mosce così attratte si nutrono delle sostanze proteiche contenute nella soluzione che contiene una bassa percentuale dell’insetticida e quindi muoino.

Un altro insetticida biologico che si può utilizzare come rimedio naturale e il piretro (vedi qui scheda tecnica). Questo insetticida va miscelato con olio bianco (vedi qui scheda tecnica) o piperonil butossido per una maggiore azione. Anche questo come lo spinosad agisce esclusivamente sugli adulti.

Da ricordare infine che in certi areali di coltivazione di frutta di pregio come le pesche, si è solito incartare i singoli frutti in buste di carta per prevenire l’attacco della mosca. Tale soluzione è costosa ma protegge dalla mosca al 100%.

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