La mosca della bietola (Pegomya hyoscyami)
Introduzione
La mosca della bietola, nome scientifico Pegomya hyoscyami, è un insetto fitofago di notevole importanza agronomica che colpisce principalmente bietole (Beta vulgaris), spinaci e altre chenopodiacee. Le larve minatrici si nutrono del mesofillo fogliare, causando danni che compromettono la fotosintesi e rendono invendibile la verdura colpita.
Identificazione
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Adulto: simile a una piccola mosca domestica, di colore grigio-cenere, lungo circa 5–7 mm. Le ali sono trasparenti con venature ben visibili. Di solito non ci si accorge della presenza degli adulti di questa mosca poiché passa inosservata, a meno che non si abbia una approfondita esperienza su questo insetto.
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Uova: di forma allungata, bianche, lunghe circa 1 mm, deposte sulla pagina inferiore delle foglie, in prossimità delle nervature. La presenza delle uova passa inosservata ad un occhio non esperto, sono invece l’elemento fondamentale per l’identificazione precoce di un attacco.
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Larva: apoda, di colore bianco-giallastro, lunga fino a 8 mm; vive all’interno delle foglie scavando gallerie nel mesofillo. Di solito i meno esperti notano la sua presenza ad infestazione è avvenuta (vedi foto sotto).
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Pupa: di colore bruno-rossiccio, lunga circa 5 mm, rinvenibile nel terreno o tra i residui colturali.

Ciclo biologico
Pegomya hyoscyami compie in genere 2-3 generazioni all’anno in area Mediterranea.
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Svernamento: avviene allo stadio di pupa nel terreno.
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Sfarfallamento: in primavera (aprile-maggio) compaiono gli adulti, che si accoppiano poco dopo.
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Oviposizione: le femmine depongono le uova singolarmente o in piccoli gruppi sulla pagina inferiore delle foglie.
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Larve minatrici: alla schiusa, penetrano nel mesofillo, scavando gallerie irregolari che spesso confluiscono in ampie mine.
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Maturazione: a fine sviluppo le larve fuoriescono e si impupano nel terreno.
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Generazioni successive: nelle stagioni calde i cicli si susseguono rapidamente.

Danni
I sintomi principali consistono in:
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Mine fogliari traslucide, inizialmente lineari e poi irregolari, che possono interessare gran parte della lamina (vedi foto sopra). Le foglie non sono vendibili ed esteticamente compromesse. Foglie con danni ridotti e bassa presenza di mine (gallerie) possono essere utilizzati per il consumo casalingo.
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Essiccamento precoce delle foglie gravemente danneggiate, la pianta perde molta energia nel tentativo di ricostituire nuova vegetazione.
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Riduzione dell’attività fotosintetica, con conseguente calo di resa e qualità della produzione.
Le infestazioni precoci possono compromettere l’accrescimento delle giovani piante, mentre quelle tardive riducono la qualità commerciale del prodotto.
APPROFONDIMENTO: semine di barbabietole o spinacio possono essere attaccate a livello del terreno dalla Mosca dei semi, parente della Mosca della barbabietola. Questa invece determina i danni a livello delle radici. Se vuoi saperne di più leggi la scheda tecnica dedicata che trovi qui: “Riconoscere e controllare gli attacchi di Delia platura (mosca dei semi)”
Lotta
1. Prevenzione e metodi agronomici
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Rotazione colturale: sono da evitare semine ripetute di bietola o spinacio nella stessa parcella per più anni consecutivi. C’è da dire che questa tecnica deve essere applicata su ampie superfici e la distanza con gli appezzamenti soggetti in passato all’attacco deve essere ampia. Non basta cambiare luogo di coltivazione se questo dista poche decine di metri da una parcella che ha subito l’attacco in quanto la mosca della bietola dopo lo sfarfallamento può volare e quindi raggiungere ed infestare nuove parcelle senza problemi.
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Distruzione dei residui colturali: rimuovere, interrare o bruciare le foglie infestate. È sicuramente la tecnica preventiva di maggior successo. È buona norma in caso di forti attacchi effettuare una profonda aratura in modo da interrare le pupe negli strati del terreno più profondi dove avrà difficoltà ad emergere.
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Semine scalari: riducono l’impatto sulle colture più giovani. Bisogna fare attenzione a non far sfuggire l’attacco della mosca della bietola in questa situazione in quanto si avrà una ripercussione negativa sulle ultime semine. Con un calendario di semina fitto di specie altamente appetibili alla Mosca della bietola si rischia di incentivare la sua presenza. Quindi se una specifica semina mostra alti livelli di infestazione è azione saggia quella di intraprendere una immediata distruzione di questa con fresatura e interramento dei residui culturali in moda da spezzare il ciclo di riproduzione della Mosca e preservare le future semine.
2. Lotta biologica
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Esistono predatori e parassitoidi naturali della mosca della bietola. Ma attenzione non sono assolutamente in grado di contenere un attacco di questa a livelli accettabili, quindi il loro contributo a livello agronomico è considerato del tutto trascurabile.
- Piccoli appezzamenti di bietola o spinaci possono essere coperti con rete antinsetto. Questa strategia impedisce l’ovideposizione al 100% degli adulti provenienti da altri appezzamenti. Attenzione però, è inutile se il terreno sottostante è infestato dalle pupe della mosca in quanto gli adulti sfarfallerebbero al di sotto della rete potendo tranquillamente creare i danni descritti.
3. Lotta diretta
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Si interviene immediatamente alle prime soglie di danno, trattando alla schiusa delle uova o in presenza di larve giovani, quando si trovano rinvengono le prime mine.
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Sono pochissimi gli insetticidi sia convenzionali che biologici ammessi contro questo parassita. L’unico insetticida biologico che ha un’azione parziale contro la mosca della bietola è l’azadiractina detto impropriamente olio di Neem. Questa deve essere applicata precocemente e volendo anche in prevenzione con almeno due trattamenti a distanza di 7 giorni.
Rimedi contro la mosca della bietola
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