Uno dei problemi più frequenti nella coltivazione del pomodoro è la comparsa di profonde spaccature sulla superficie dei frutti. Capita spesso che pomodori apparentemente sani, nel giro di una notte, presentino fenditure più o meno profonde che ne compromettono l’aspetto e, nei casi peggiori, ne favoriscono il marciume.
La prima spiegazione che si sente dare è quasi sempre la stessa: “Hai dato troppa acqua.”
In realtà la situazione è un po’ più complessa. Nella mia esperienza, la spaccatura del pomodoro è quasi sempre il risultato dell’interazione di più fattori, anche se uno di questi è decisamente più importante degli altri.
Comprendere cosa accade all’interno del frutto permette non solo di evitare il problema, ma anche di gestire meglio irrigazione e raccolta.

Perché il pomodoro si spacca?
Per capire il fenomeno bisogna immaginare il pomodoro come un palloncino.
La polpa è costituita in gran parte da acqua e, durante la crescita, esercita una pressione continua verso l’esterno. A contenerla è la buccia, tecnicamente chiamata cuticola, che deve essere sufficientemente elastica da seguire l’aumento di volume del frutto.
Finché crescita della polpa ed elasticità della buccia rimangono in equilibrio, il pomodoro si sviluppa normalmente.
Il problema nasce quando questo equilibrio si rompe.
L’acqua è la causa principale, ma non nel modo che si pensa
Contrariamente a quanto si legge spesso, il pomodoro non si spacca semplicemente perché riceve troppa acqua. La causa principale è un rapido cambiamento della disponibilità idrica.
Pensiamo a una situazione molto comune durante l’estate. Dopo diversi giorni di caldo e terreno asciutto arriva un forte temporale oppure si effettua un’irrigazione molto abbondante. Le radici assorbono rapidamente grandi quantità di acqua, che vengono trasportate ai frutti.
La polpa aumenta di volume in poche ore, mentre la buccia non riesce ad allungarsi con la stessa velocità.
Quando la pressione interna supera la resistenza della cuticola, il frutto si lacera. È lo stesso motivo per cui un palloncino troppo gonfio finisce per scoppiare. Per questo motivo le irrigazioni regolari sono molto più efficaci di interventi abbondanti ma sporadici.
Perché il problema compare soprattutto durante la maturazione?
Molti coltivatori notano che le spaccature interessano quasi sempre i pomodori ormai prossimi alla raccolta. Non è un caso.
Durante la maturazione la buccia perde progressivamente parte della sua elasticità. Parallelamente, la polpa continua ad accumulare acqua e zuccheri aumentando la pressione interna.
Di conseguenza il frutto diventa molto più sensibile agli sbalzi idrici.
È proprio per questo motivo che un temporale estivo può provocare numerose spaccature su pomodori quasi maturi, mentre i frutti ancora piccoli spesso non mostrano alcun danno.

Non tutte le varietà si comportano allo stesso modo
Se coltivate più varietà nello stesso orto, probabilmente avrete già osservato una differenza evidente.
Alcuni pomodori si spaccano facilmente, mentre altri rimangono perfettamente integri anche dopo abbondanti piogge. Questo dipende principalmente dalla genetica.
Lo spessore della cuticola, la sua elasticità variano da una varietà all’altra. In generale, molte varietà antiche, costolute o di grande pezzatura risultano più sensibili rispetto a numerosi ibridi moderni, selezionati anche per una maggiore resistenza alle spaccature.
Naturalmente questo non significa che una varietà resistente non possa spaccarsi, ma semplicemente che sopporta meglio gli sbalzi ambientali.
Anche il caldo contribuisce al problema
L’acqua rappresenta il fattore principale, ma non è l’unico. Anche le elevate temperature possono aumentare il rischio di spaccatura.
Durante le giornate molto calde il frutto è sottoposto a un forte stress e la cuticola può perdere parte della propria elasticità. Se a questo si aggiunge una rapida disponibilità di acqua dopo un temporale o un’irrigazione abbondante, il rischio aumenta sensibilmente.
Anche forti escursioni termiche tra il giorno e la notte possono influenzare la crescita del frutto e favorire la comparsa delle lesioni.
Il calcio è davvero responsabile?
Su Internet si legge spesso che le spaccature del pomodoro siano causate da una carenza di calcio. Le conoscenze scientifiche attuali, però, non considerano il calcio il principale responsabile di questo problema. Una sua carenza può rendere i tessuti leggermente più vulnerabili, ma la causa principale delle spaccature è generalmente legata agli sbalzi idrici e alla rapida crescita del frutto.
Detto questo, il calcio rimane un elemento fondamentale nella coltivazione del pomodoro. Sia in agricoltura professionale sia in quella amatoriale, le applicazioni di calcio, spesso associate al magnesio, sono una pratica consolidata, soprattutto per prevenire il marciume apicale (vedi qui), una fisiopatia strettamente correlata a una ridotta disponibilità di calcio nei frutti.
Per questo motivo, anche se il suo ruolo nella prevenzione delle spaccature è secondario, è sempre buona norma garantire un adeguato apporto di calcio, associandolo a una gestione corretta dell’irrigazione. In questo modo si riduce il rischio di marciume apicale e si favorisce la produzione di frutti di migliore qualità.
Come evitare che i pomodori si spacchino
La prevenzione è molto più efficace di qualsiasi intervento successivo. Il primo obiettivo è mantenere il terreno il più possibile costante dal punto di vista idrico. Irrigare poco e spesso è generalmente preferibile rispetto ad alternare lunghi periodi di siccità a irrigazioni abbondanti.
Anche una pacciamatura (vedi qui), sia organica che plastica e/o biodegradabile, aiuta a mantenere più uniforme l’umidità del terreno e riduce gli sbalzi dopo le piogge estive.
Nelle serre è invece importante evitare temperature eccessivamente elevate attraverso una buona ventilazione e, quando necessario, l’impiego di reti ombreggianti. Naturalmente, nelle coltivazioni in serra i frutti non sono esposti alle precipitazioni atmosferiche. Di conseguenza, quando si verificano spaccature, la causa è generalmente riconducibile a una gestione non ottimale dell’irrigazione, che determina sbalzi nell’apporto idrico e favorisce il rapido rigonfiamento dei frutti.
Spaccature atipiche

In alcuni casi il pomodoro può spaccarsi anche a seguito di un’infezione di peronospora (vedi qui). Questo tipo di lesione è diverso dalle classiche spaccature causate dagli sbalzi idrici.
La peronospora può colpire foglie, fusti e anche i frutti. Quando l’infezione interessa il pomodoro e, nei giorni successivi, si verificano condizioni di caldo e siccità, i tessuti danneggiati perdono elasticità. Durante l’accrescimento del frutto, la buccia può quindi lacerarsi in corrispondenza delle aree infette.
I frutti colpiti dalla peronospora sono inoltre molto più soggetti a marciumi secondari e non sono idonei al consumo, sia per il rapido deterioramento sia per le alterazioni organolettiche causate dalla malattia.
Le spaccature sono un problema solo estetico?
Nella maggior parte dei casi il pomodoro rimane perfettamente commestibile, soprattutto se raccolto subito dopo la comparsa della lesione.Il vero problema è che le spaccature rappresentano una porta d’ingresso ideale per funghi e batteri.
Con il passare dei giorni il frutto può andare incontro a marciumi, soprattutto in presenza di elevata umidità.Per questo motivo è consigliabile raccogliere rapidamente i pomodori lesionati e consumarli il prima possibile.

