La tignola del susino, attualmente classificata come Grapholita funebrana (Treitschke, 1835) e ancora ampiamente conosciuta come Cydia funebrana, è uno dei principali fitofagi carpofagi del susino. Le larve penetrano nei frutti (susine o prugne), dove si alimentano della polpa provocando danni diretti alla produzione, cascola anticipata e una maggiore predisposizione ad alterazioni secondarie.
📷 Foto originali dal campo
Le immagini presenti in questo articolo sono fotografie originali scattate personalmente durante attività di monitoraggio e osservazione in campo. I sintomi mostrati sono quindi riferiti a casi reali osservati direttamente sulle colture.
Descrizione dell’insetto
L’adulto di Grapholita funebrana è un piccolo lepidottero della famiglia dei Tortricidae, con un’apertura alare di circa 12-15 mm (vedi foto stto). È diffuso nelle principali aree europee di coltivazione del susino (prugne), con una pressione variabile in funzione di clima, cultivar ed epoca di maturazione. Le ali anteriori sono grigio-brunastre, con screziature più chiare e scure che rendono l’adulto poco visibile sulla vegetazione. Le uova, piccole e appiattite, vengono deposte prevalentemente sulla superficie dei frutti. Le larve sono inizialmente chiare e assumono progressivamente una colorazione rosata o rossastra. A maturità raggiungono circa 10-12 mm di lunghezza. È lo stadio larvale a provocare il danno diretto ai frutti.

Sintomi e danni sui frutti di susino
Dopo la schiusura, la giovane larva penetra rapidamente nel frutto, alimentandosi della polpa e dirigendosi spesso verso il nocciolo (vedi foto sotto). All’interno si osservano gallerie, rosure, escrementi e la caratteristica larva rosata. Il punto di ingresso può presentare emissione gommosa, che tuttavia non è un sintomo esclusivo della Cydia (vedi foto sotto). Un segnale importante è la colorazione anticipata dei frutti infestati rispetto a quelli sani. Le infestazioni possono inoltre provocare cascola precoce e favorire marciumi e alterazioni secondarie.


Ciclo biologico della tignola
Grapholita funebrana sverna prevalentemente allo stadio di larva matura, protetta all’interno di un bozzolo localizzato nelle screpolature della corteccia, nelle zone protette del tronco, alla base delle piante o in altri ripari disponibili nel frutteto.
Con l’aumento delle temperature primaverili avviene l’impupamento, seguito dallo sfarfallamento degli adulti.
L’inizio e la durata dei voli variano in funzione dell’area geografica e soprattutto dell’andamento climatico stagionale. Questa variabilità rende poco affidabile una strategia di difesa basata esclusivamente su date prestabilite.
Dopo l’accoppiamento, le femmine iniziano l’ovideposizione. Le uova vengono deposte prevalentemente sulla superficie dei giovani frutti (vedi foto sotto).
Dopo la schiusura, le larve neonate rimangono esposte soltanto per un periodo relativamente breve prima di penetrare all’interno della susina. Questa fase rappresenta uno dei momenti fondamentali per il posizionamento degli interventi di difesa.
Una volta completato lo sviluppo larvale, le larve abbandonano il frutto e raggiungono zone protette nelle quali completano il ciclo o, nel caso dell’ultima generazione, si preparano allo svernamento.

Numero di generazioni
Grapholita funebrana sviluppa generalmente due generazioni annuali, che possono diventare tre nelle aree più calde.
Nei frutteti con cultivar a diversa epoca di maturazione, una generazione di Cydia sviluppatasi sulle varietà precoci può dare origine alla generazione successiva, che troverà nelle cultivar più tardive frutti ancora suscettibili da attaccare. La presenza contemporanea di varietà precoci e tardive può quindi favorire la continuità dell’infestazione e prolungare il periodo di rischio nel corso della stagione.
Monitoraggio della tignola del susino con trappole a feromone
La prima strategia di difesa è il monitoraggio con trappole a feromone, che attirano e catturano i maschi adulti permettendo di seguire l’andamento dei voli. Come riferimento operativo, circa 10 catture per trappola alla settimana indicano una pressione significativa e la necessità di valutare un intervento. In agricoltura biologica è preferibile adottare una soglia più prudenziale, intorno alle 5 catture settimanali. Il monitoraggio deve proseguire per tutta la stagione, in modo da intercettare anche le generazioni successive.
Monitoraggio diretto dei frutti
Alle trappole deve essere associato il controllo diretto dei frutti, per valutare l’incidenza reale dell’infestazione. Particolare attenzione va posta a frutti con colorazione anticipata, emissioni gommose o cascola anomala. I frutti sospetti possono essere sezionati per ricercare gallerie, rosure, escrementi e larve. Quando possibile, è utile anche individuare le uova sulla superficie dei frutti. Il monitoraggio deve proseguire fino alla completa raccolta.

Strategia di difesa contro Cydia
L’aspetto fondamentale è intercettare il fitofago prima della penetrazione delle giovani larve all’interno dei frutti. Una volta penetrata nella susina, infatti, la larva risulta fisicamente protetta e l’efficacia di molti mezzi di controllo diminuisce considerevolmente. L’obiettivo della strategia non è quindi intervenire quando vengono osservate larve all’interno dei frutti, ma proteggere la produzione durante la fase di ovideposizione e soprattutto nel periodo compreso tra la schiusura dell’uovo e la penetrazione della larva.
Bacillus thuringiensis var. kurstaki
Nella difesa biologica uno dei mezzi utilizzabili è Bacillus thuringiensis var. kurstaki (Btk). La sua efficacia è strettamente legata al corretto posizionamento dell’intervento, poiché deve essere ingerito dalle giovani larve. L’applicazione deve quindi interessare la fase precedente alla penetrazione nel frutto. Il trattamento deve garantire una buona e uniforme bagnatura della superficie dei frutti e della vegetazione interessata. La persistenza è relativamente limitata e, in condizioni di pressione prolungata del fitofago, sono necessarie applicazioni successive, generalmente a intervalli ravvicinati e sempre secondo quanto previsto dall’etichetta del formulato commerciale utilizzato. Il Bacillus non presenta un’azione abbattente nei confronti degli adulti.
Oli minerali
Gli oli minerali (vedi qui), quando autorizzati per lo specifico impiego e utilizzati nelle condizioni appropriate, possono rappresentare un ulteriore strumento all’interno della strategia. L’azione è prevalentemente fisica e può interessare soprattutto le uova, sulle quali la pellicola oleosa può interferire con gli scambi gassosi. Combinato con Bacillus thuringiensis, ne migliora l’efficacia e la persistenza sulla vegetazione, attenzione al rischio di fitotossicità se utilizzato in presenza di temperature elevate.
Piretro
Il piretro naturale (vedi qui) può essere preso in considerazione soprattutto quando il monitoraggio evidenzia un forte incremento dell’attività degli adulti.
A differenza del Bacillus, presenta un’azione insetticida per contatto e può contribuire ad abbattere la popolazione degli adulti presenti nel frutteto, riducendo conseguentemente il potenziale di accoppiamento e ovideposizione.
In presenza di picchi particolarmente elevati, ad esempio con 30-40 o più adulti catturati settimanalmente, un intervento abbattente può assumere maggiore rilevanza all’interno della strategia complessiva.
Il principale limite del piretro è rappresentato dalla sua scarsa selettività. Si tratta di un insetticida ad ampio spettro che può interessare anche numerosi organismi utili. Il suo impiego deve pertanto essere attentamente valutato, soprattutto nei programmi di difesa integrata e nei frutteti nei quali si vuole preservare l’entomofauna utile.
Spinosad
Un’altra sostanza attiva che può trovare spazio nella strategia è spinosad (vedi qui), caratterizzato da attività insetticida principalmente per ingestione e contatto.
Nel caso di Grapholita funebrana, l’intervento deve essere correttamente posizionato nei confronti delle giovani larve, prima che queste riescano a penetrare all’interno dei frutti. Anche in questo caso il monitoraggio dei voli assume quindi un’importanza fondamentale.
Spinosad rappresenta uno strumento interessante nei programmi di difesa biologica e integrata, grazie anche alla sua maggiore selettività nei confronti dell’entomofauna utile rispetto agli insetticidi ad ampio spettro.
Azadiractina (olio di neem)
L’azadiractina (vedi qui) non rappresenta certamente lo strumento principale per la lotta alla Cydia del susino, ma, quando utilizzata per il controllo di altri fitofagi, può esercitare un’azione secondaria sulle giovani larve.
L’azadiractina può risultare particolarmente interessante quando nel frutteto sono contemporaneamente presenti altri fitofagi sensibili, come gli afidi. In queste situazioni il trattamento può essere giustificato principalmente dalla necessità di controllare gli afidi, ottenendo contemporaneamente un’azione complementare nei confronti delle giovani larve di Cydia.
Non dovrebbe invece essere considerata, da sola, il principale strumento di controllo in condizioni di elevata pressione di Grapholita funebrana.
Caolino e zeolite
Il caolino può essere utilizzato come mezzo complementare. La copertura della superficie dei frutti modifica le loro caratteristiche visive e fisiche e può interferire con il riconoscimento del sito di ovideposizione da parte delle femmine.
Non rappresenta un mezzo di controllo principale contro la tignola del susino, ma può inserirsi in una strategia più ampia, soprattutto quando il suo impiego è previsto anche per altri obiettivi agronomici.
Un esempio è rappresentato dai periodi caratterizzati da temperature particolarmente elevate e forte radiazione solare, nei quali il caolino può contribuire contemporaneamente alla protezione dei frutti e alla mitigazione degli stress termici.
Con finalità simili possono essere utilizzati anche prodotti a base di zeolite, in funzione delle specifiche indicazioni e condizioni d’impiego.
Confusione sessuale
La confusione sessuale può rappresentare un ulteriore strumento nella gestione integrata di Grapholita funebrana, soprattutto su superfici sufficientemente ampie e in condizioni favorevoli alla sua applicazione.
La tecnica si basa sulla diffusione del feromone sessuale della specie, interferendo con l’incontro tra maschi e femmine e contribuendo alla riduzione degli accoppiamenti.
Non sostituisce comunque il monitoraggio della popolazione e il controllo diretto dei frutti.
Eliminazione dei frutti infestati e della cascola
La rimozione dei frutti infestati e della cascola contribuisce a interrompere il ciclo della Cydia e a ridurre la popolazione destinata alle generazioni successive e allo svernamento. Ridurre l’infestazione durante la stagione significa quindi anche diminuire progressivamente la pressione del fitofago negli anni successivi.
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