Mosca dell’olivo (Bactrocera oleae), identificazione, ciclo biologico e cura

La Bactrocera oleae detta anche mosca dell’olivo è un pericoloso insetto che colpisce l’olivo e genera danni qualitativi nell’olio. Di seguito identificazione, ciclo biologico, lotta biologica e rimedi naturali contro questo insetto

Identificazione e danno. Che cosa è la mosca dell’olivo

La mosca dell’olivo, detta anche mosca delle olive o mosca olearia, nome scientifico Bactrocera oleae è un insetto particolarmente dannoso per l’olivo. Il danno è causato dalle larve di questo insetto che sviluppandosi sulla drupa ovvero l’oliva scavano delle gallerie di alimentazione nel frutto. Gli adulti sono delle mosche (appartengono all’ordine dei ditteri) che hanno dimensioni di 4-5 mm, Presentano una caratteristica porzione giallo-avorio, denominata scutello, posta tra il torace e l’addome. Inoltre le ali presentano un tipica macchia scura posta in posizione apicale. Le larve sono apode, cioè prive di zampe e misurano circa 6-7 mm di lunghezza di colore bianco tendente a giallo. Le femmine di Bactrocera oleae presentano un evidente ovopositore posto nella parte terminale dell’addome, detto in questa specie ovopositore di sostituzione, attraverso il quale inseriscono le uova al disotto della cuticola della drupa di oliva. L’uovo è allungato di colore bianco chiaro e lungo circa 0,7 mm.

Femmina di Bactrocea oleae, si noti la presenza dello scutello bianco in posizione centrale e dell’ovopositore nella parte terminale dell’addome. Foto qui 

Il danno è causato dalle larve di questa specie, che nutrendosi della polpa delle olive causano una degenerazione interna del frutto attaccato. Si ha un danno quantitativo in quanto la mosca dell’olivo si nutre di una grossa parte della polpa della drupa, sottraendo così significative porzioni di frutto alla produzione di olio con consequente diminuzione di resa in olio. Inoltre i frutti pesantemente attaccati sono soggetti a cascola precoce con perdita totale delle olive cadute a terra precocemente. Sotto l’aspetto qualitativo si deve considerare che l’azione di nutrizione delle larve aumenta l’acidità dell’olio contenuto nelle olive attaccate e ne determina una minore conservabilità in quanto aumenta il numero dei perossidi. Inoltre le olive attaccate dalla mosca presentano un maggior grado di vulnerabilità a marciumi e muffe in quanto queste hanno maggior possibilità di entrare nel frutto tramite i fori di sfarfallamento delle larve di Bactrocera oleae.Inoltre sembra che la mosca dell’olivo sia implicata nel trasmettere la rogna dell’olivo causata dal batterio Pseudomonas savastanoi.

Ciclo biologico della mosca dell’olivo

La Bactrocera oleae svolge dalle 3 alle 5 generazioni l’anno negli oliveti posti in posizioni climatiche miti e non oltre 3 generazioni l’anno nelle zone più interne e montane della penisola italiana. La larva generalmente sverna nel suolo come pupa è più raramente sulle olive non raccolte rimaste sugli alberi. Nelle regioni a clima più mite può svernare come adulto. Dopo l’accoppiamento ogni femmina depone una singolo uovo per frutto e ne può deporre fino a 300 nel corso della sua vita. Il ciclo di vita di questo insetto comprende lo stadio di uovo, tre stati larvali (chiamati rispettivamente larva 1°, 2° e 3° età), pupa e adulto. Ad ogni modo la femmina di questo insetto non inizia a deporre prima che sia avvenuto lo stadio di indurimento del nocciolo nelle drupe, periodo che avviene grosso modo tra giugno e luglio. Una volta deposto l’uovo dopo circa 2-6 giorni fuoriesce la larva che iniziala sua azione di nutrizione a carico dei frutti. In circa 10 giorni si completano gli stati larvali di questo insetto, mentre la durata dello stadio di pupa dura circa 9-11 giorni. Ad ogni modo la durata di questi cicli è fortemente influenzata dalla temperatura. Sfarfallato l’adulto dalla pupa, questi daranno vita alle successive generazioni. Gli adulti si nutrono essenzialmente di melata, cioè di sostanze e liquidi zuccherini e sono attratti da fonti proteiche di facile assimilazione.

Metodo di campionamento della Bactrocera oleae

Per individuare la presenza dell’insetto in campo si utilizzano le trappole cromotropiche gialle edesive. Queste sono rivestite di sostanze appiccicose che catturano e trattengono l’insetto. Queste trappole non sono selettive per gli altri insetti e quindi vengono utilizzate solo per il monitoraggio della presenza degli adulti di mosca olearia. Nella pratica le trappole cromotropiche vengono poste in numero di 3-4 ad ettaro per verificare se è in corso il volo degli adulti. Più selettive sono le trappole a feromoni. Queste contengono un feromone sintetico che riproduce l’attrattivo chimico che utilizzano le femmine per attrarre il maschio. Posto il feromone in speciali contenitori che lasciano entrare l’insetto ma non me permettono più di uscire, vengono disposte in campo per due funzioni. La prima prima è quella di monitoraggio dell’insetto e la seconda per la cattura massale detta anche mass-trapping. Questo avviene aumentando a dismisura il numero di queste trappole nell’oliveto. Un altro metodo di campionamento è attraverso l’uso di sostanze alimentari attrattive. Queste vengono poste in speciali contenitori o bottiglie nelle quali vengono versate delle soluzioni liquide proteiche o sali d’ammonio. L’insetto così attratto finirà per annegare nella soluzione liquida o sarà incapace di uscire dalla trappola. Il campionamento sulle olive prevede la raccolta di 100 drupe scelte a caso nell’oliveto e la loro sezione a piccoli strati con un coltello per verificare la presenza delle larve o delle gallerie di alimentazione.

Lotta biologica e naturale alla mosca dell’olivo

La lotta biologica contro la mosca dell’olivo prevede come obiettivo principale la riduzione del numero degli adulti e di conseguenza il numero di uova in campo. Il monitoraggio della presenza di adulti di Bactrocera oleae è il principale segnale da tenere in considerazione prima di adottare qualsiasi intervento. La soglia di intervento è data dalla cattura di 4-5 femmine per trappola cromotropica per settimana, oppure da un campionamento di olive che presenti il 2-3 % di presenza di uova o larve di prima età. Una volta raggiunta questa soglia, le armi a disposizione in agricoltura biologica sono la cattura massale degli individui adulti di mosca dell’olivo o l’utilizzo di esche proteiche avvelenate da irrorare sulla chioma delle piante. La prima, come abbiamo già accennato nel paragrafo dei metodi di campionamento consiste nel posizionare un gran numero di trappole di cattura ad ettaro (fino a 100) con l’obiettivo di catturare quanti più adulti possibili. Le trappole possono essere un misto tra cromotropiche, chemiotropiche attivate con il feromone e alimentari attivate con sostanze proteiche o zuccherine. In commercio esistono una gran varietà di questi strumenti, i più efficaci sono quelli che combinano assieme più soluzioni in un unica trappola, come le bottiglie trappola di colore giallo con additivo alimentare o le cromotropiche adesive attivate con feromoni.

Una altro possibile metodo di contenimento degli adulti che ha dimostrato una buona efficacia è quello delle esche avvelenate localizzate. Queste consistono in delle soluzioni attrattive alimentari liquide da irrorare su una parte della chioma dell’albero. Questo tipo di prodotti ha al suo interno un insetticida biologico che molto spesso è lo spinosad. Gli adulti della mosca dell’olivo sono attratti dalla soluzione nutritiva avvelenata e dopo essersi nutriti muoiono in breve tempo. Le caratteristiche di questi prodotti come i bassi volumi di irrorazione, l’applicazione localizzata e l’uso di insetticidi biologici al suo interno, ne fanno dei prodotti molto eco-compatibili.

Da menzionare per il contenimento della Bactrocera oleae sono i prodotti a base di sali di rame e il caolino. Da diversi studi scientifici è emerso che i trattamenti fitosanitari con il rame svolgono sulla drupa di olivo tre effetti. Il primo sembra che le olive trattate con rame siano meno suscettibili alla ovideposizione da parte della femmina, quindi sembra che ci sia un effetto repellente. Secondo, l’effetto indurente del rame induce un ispessimento della cuticola delle drupe rendendo le olive meno appetibili alla mosca. Terzo, l’azione batteriostatica del rame ha effetti negativo sulla popolazione batterica simbionte che le larve utilizzano per l’azione digestiva, azione questa che può anche indurre la morte di molte larve. In fine il caolino che è registrato come corroborante in agricoltura biologica è utilizzato per le irrorazioni sopra la chioma. Sembra che questo prodotto di colore bianco latte sia in grado di mascherare alla vista delle femmine le olive, distogliendo la Bactrocera oleae nell’ovideporre sule drupe ricoperte da questo prodotto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *