Philippia follicularis (Targioni-Tozzetti), talvolta citata in letteratura anche come Filippia oleae, è una cocciniglia associata all’olivo, chiamata volgarmemte cocciniglia cotonosa dell’olivo.
Durante la fase riproduttiva, le femmine si ricoprono di una copertura cerosa biancastra, simile a quella osservabile nella cocciniglia cotonosa (Icerya purchasi), motivo per cui può essere facilmente confusa da osservatori meno esperti.

L’ovisacco ceroso si presenta generalmente allungato e aderente ai tessuti vegetali, come foglie e rametti. Le forme giovanili, di colore bruno-marrone, appaiono invece come piccole placche ovali aderenti alla superficie. (Vedi foto sopra).
Questa specie è una forte produttrice di melata, e la sua presenza può quindi favorire lo sviluppo di fumaggine.
Nonostante ciò, le infestazioni raggiungono raramente livelli preoccupanti. In condizioni normali, la specie viene mantenuta sotto controllo sia da una corretta gestione agronomica sia dall’attività degli antagonisti naturali.
Inoltre, tende a localizzarsi prevalentemente sulle foglie più vecchie, che vengono rinnovate nel tempo o eliminate con la potatura, contribuendo ulteriormente al contenimento naturale della popolazione.

Su piante sane e ben gestite, generalmente non causa problemi rilevanti; al contrario, può svilupparsi in modo più consistente su piante debilitate o soggette a stress.
I trattamenti specifici sono giustificati solo in caso di infestazioni importanti. Nella maggior parte dei casi, questa cocciniglia viene controllata indirettamente dai trattamenti eseguiti contro specie più dannose, come la cocciniglia mezzo grano di pepe (Saissetia oleae).
Le forme giovanili risultano più sensibili a prodotti di contatto, come l’olio bianco, mentre le femmine mature sono meglio protette grazie alla copertura cerosa.
In conclusione, Philippia follicularis, insieme ad altre cocciniglie come la Parlatoria oleae, è da considerarsi una specie di importanza agronomica secondaria.


