Il concime 20-10-10 è una formulazione minerale ternaria utilizzata quando l’obiettivo principale è stimolare la crescita vegetativa delle piante. Le domande più frequenti riguardano il suo significato, le differenze rispetto ai concimi equilibrati, le fasi di impiego e le colture su cui può essere utilizzato.

Che cos’è il concime 20-10-10
Il concime 20-10-10 è un concime sbilanciato con rapporto 2:1:1, definito anche concime “spinto”, poiché presenta una elevata concentrazione di azoto rispetto agli altri due macroelementi:
- Azoto (N) 20%
- Fosforo (P₂O₅) 10%
- Potassio (K₂O) 10%
L’azoto è quindi presente in quantità doppia rispetto a fosforo e potassio, caratteristica che rende questo prodotto particolarmente indicato per favorire vigoria, crescita dei germogli e sviluppo della massa fogliare.
Invece un concime equilibrato con rapporto 1:1:1 è il 20-20-20, di cui abbiamo parlato qui.
A cosa serve
Il 20-10-10 si utilizza quando c’è la necessità di spingere la pianta, ovvero in tutte quelle situazioni in cui è prioritario sostenere la crescita vegetativa. È indicato quindi:
- nei periodi di assenza dei frutti
- dalla ripresa vegetativa fino alla prefioritura e fioritura
- dopo trapianti di ortaggi, per favorire un rapido attecchimento
- sulla vite a inizio stagione, per stimolare l’emissione dei germogli

Utilizzo su olivo
Il concime 20-10-10 può essere utilizzato anche sull’olivo, soprattutto in contesti caratterizzati da:
- terreni poveri o carenti di azoto
- piante poco vigorose
- necessità di stimolare la ripresa vegetativa
È tuttavia importante evitare eccessi, poiché un surplus di azoto può portare a uno sviluppo vegetativo troppo spinto e squilibri produttivi.

Utilizzo su vite
Il concime 20-10-10 è molto utilizzato in viticoltura per la sua versatilità, il prezzo relativamente contenuto e la facilità di somministrazione quando formulato in granuli. Generalmente, dopo una concimazione con questo prodotto, ne segue un’altra con un concime ad elevato titolo di potassio, solitamente il solfato di potassio, che consente di raggiungere le quantità di potassio necessarie alla corretta maturazione dei frutti.
Forme dell’azoto e comportamento nel terreno
Un aspetto fondamentale del concime 20-10-10 riguarda la forma in cui è presente l’azoto, che che nella maggior parte dei casi è presente in miscela di due o più tipologie di cui:
- azoto nitrico
- azoto ammoniacale
- azoto ureico
L’azoto nitrico è la forma più rapidamente assorbiya dalla pianta, ma anche la più soggetta a lisciviazione. Ciò significa che, se distribuito prima di piogge abbondanti o in colture irrigue con volumi eccessivi, può essere facilmente dilavato negli strati più profondi del suolo, riducendo l’efficacia della concimazione.
Per questo motivo, quando si utilizza un concime contenente elevato titolo di azoto nitrico è fondamentale:
- evitare distribuzioni prima di forti piogge
- gestire con attenzione le quantità di irrigazione
I formulati che contengono azoto ammoniacale o ureico presentano invece una maggiore persistenza nel tempo. In questi casi l’azoto deve subire trasformazioni chimiche nel terreno prima di essere completamente disponibile per la pianta, garantendo quindi un rilascio più graduale e prolungato. L’azoto ammoniacale, inoltre, si lega ai colloidi del terreno, riducendo quasi del tutto la possibilità di essere dilavato da forti piogge. A titolo di esempio, alcuni formulati sono composti da azoto nitrico al 9,5% e azoto ammoniacale al 10,5%, altri da azoto ammoniacale all’8,0% e azoto ureico al 12,0%. Il primo, contenendo azoto nitrico, ha un effetto più pronto, ma è anche leggermente più soggetto al dilavamento dell’azoto in caso di forti piogge. Il secondo, invece, è un concime ad azione più lenta. Ogni prodotto commerciale può presentare diverse combinazioni delle tre forme di azoto.
Dosi di utilizzo: il ruolo dell’azoto
Come per tutti i concimi azotati, anche nel caso del 20-10-10 la dose di impiego dipende dalla quantità di azoto che si intende distribuire.
Facciamo un esempio pratico:
- Coltura: vigneto
- Produzione media: circa 12 tonnellate/ettaro
- Obiettivo: 40 kg di azoto per ettaro
- Concime utilizzato: 20-10-10 (20% di azoto)
Per fornire 40 kg di azoto sarà necessario distribuire:
200 kg di concime 20-10-10 per ettaro
Infatti:
-
200 kg × 20% = 40 kg di azoto
Tipologie di utilizzo
Essendo un prodotto granulare, ha bisogno di pioggia o di irrigazione per aspersione per potersi sciogliere ed essere efficace. Tuttavia, la distribuzione di prodotti granulari come questo in assenza di pioggia o di un’adeguata irrigazione può favorire la perdita di azoto per via gassosa. È quindi fondamentale, dopo la distribuzione di un concime 20-10-10 granulare, effettuare una leggera lavorazione del terreno oppure un’irrigazione, così da favorire lo scioglimento del prodotto e il suo movimento verso l’apparato radicale. Occorre inoltre prestare attenzione nelle colture irrigate per aspersione, poiché irrigazioni eccessive possono causare il dilavamento degli elementi nutritivi, in particolare dell’azoto, verso strati profondi del suolo, dove difficilmente verranno assorbiti dalle piante o potranno andare incontro a lisciviazione.
Formulazioni in commercio
Nella maggior parte dei casi, questo prodotto è venduto in formulazioni granulari, che consentono la distribuzione a spaglio su grandi superfici. Esistono tuttavia anche alcuni concimi 20-10-10 idrosolubili, quindi formulati in polvere. Alcune formulazioni sono inoltre arricchite con microelementi, anche se i prodotti di questo tipo sono pochi sul mercato; è invece molto comune la formulazione dei concimi 20-10-10 con magnesio o zolfo come elementi secondari.
Allo stato attuale non esistono formulati di concime 20-10-10 registrati per l’agricoltura biologica.
Conclusioni
Il concime 20-10-10 è un prodotto tecnico pensato per stimolare la crescita vegetativa, ideale nelle fasi iniziali del ciclo colturale, dopo i trapianti e in terreni poveri di azoto. La scelta della dose e del momento di distribuzione deve tenere conto sia del fabbisogno azotato della coltura sia della forma di azoto presente, per massimizzare l’efficacia e ridurre le perdite per lisciviazione.

