La potatura di produzione dell’olivo (Olea europaea) è una pratica agronomica essenziale per massimizzare la raccolta e preservare l’equilibrio vegetativo della pianta. Questo articolo fornisce una guida dettagliata e specifica per chi non ha una buona esperienza nella potatura dell’olivo e vuole potare secondo i corretti principi agronomici.
Questa guida sulla potatura dell’olivo nasce per dare al lettore di ColtivoBio la possibilità di capire come potare gli olivi in modo rapido e nel rispetto della fisiologia della pianta, cosi come fatto in passato nella guida sulla potatura della vite. Prima di eseguire questa scheda tecnica sono andato online a vedere lo stato dell’arte della materia, ad esclusione di pochi siti internet specifici e gestiti da personale qualificato, sulla potatura dell’olivo si trovano i classici articoli copia e incolla e quelli ormai creati con l’intelligenza artificiale. Questi articoli si limitano a ribadire le solite banalità senza dare al lettore la capacità di comprendere dove tagliare e perché.
Per ovviare a questo problema, poiché anch’io sono stato studente e ho dovuto imparare come potare, ho deciso di aggiungere delle rappresentazioni grafiche che ti aiuteranno a capire come “ragiona” l’olivo
Che succede se non poti?
Analizziamo questo problema dal lato opposto, che succede ad una pianta di olivo non potata ossia non toccata dall’uomo? Ebbene è proprio analizzando questo che ti permette di capire quello che devi fare nella potatura. L’olivo è una pianta sempre verde anche se alcuni autori la definiscono un arbusto. Benché possa arrivare fino a 20 metri di altezza, un olivo allo stato selvatico difficilmente supera i 10 m di altezza. Un concetto fondamentale da capire per l’olivo è che questa è una pianta eliofila, quindi pianta che tende a crescere cercando la luce solare diretta. Iniziamo quindi a capire come ragiona l’olivo e descriviamo l’immagine sottostante.

La figura 1 mostra due piante a confronto, un olivo potato e uno non potato. L’olivo potato si mantiene basso, produce i frutti all’esterno della chioma, su rami poco vigorosi con tendenza pendula. L’ulivo non potato tende invece ad alzarsi in altezza, le porzioni più basse della chioma tendono a defogliarsi. La produzione di olive si trova ad un’altezza mediamente più alta rispetto all’olivo potato e per via della presenza dei succhioni (più avanti vedremo cosa sono) la produzione si sposta verso la parte alta della chioma. Infine dalla base del tronco nascono forti e vigorosi rami che prendono il nome di polloni che complicano l’assetto vegetativo della pianta.
Facciamo due veloci osservazioni di carattere pratico: è chiaro che su una pianta non potata la raccolta sarà più difficile per via del posizionamento più distante da terra delle olive, costringendo l’operatore ad utilizzare scale e in modo costante attrezzi per la raccolta telescopici. Infine la tendenza dell’olivo a ritornare cespuglioso rende difficile la gestione delle operazioni agronomiche come la potatura e soprattutto i trattamenti fitosanitari.
A proposito non scordare di leggere la nostra scheda tecnica sulle malattie dell’olivo (qui)
Che metodo di potatura utilizzare?
Ci sono diverse tecniche di potatura e diverse scuole di pensiero, quella che approccerò qui è quella della potatura a vaso semplificata che è quella che più si adatta a chi ha poca esperienza di potatura ma anche a chi ha poco tempo a disposizione. Ad ogni modo capire i principi di questa potatura ti aiuterà poi a comprendere tutte le restanti potature. Allo stato attuale il sistema di potatura che più riscuote successo tra gli agricoltori professionisti è quello della potatura a vaso policonico che naturalmente non tratto in questa scheda tecnica per non dilungarmi troppo nell’argomento.
Obiettivi della potatura di produzione
Rimanendo pratici con la potatura vogliamo evitare due problematiche principali: la prima è quella di ritrovarci la produzione alta e quindi spendere tempo nella raccolta. Il tempo è denaro quindi la raccolta deve essere veloce, facile ed agevole. Secondo vogliamo risparmiare anche tempo durante la potatura, vogliamo potare con pochi tagli perché pochi tagli significa poco tempo. Infine con la potatura cerchiamo anche di migliorare i trattamenti fitosanitari.
Considerato che siamo in un momento dove c’è mancanza di prodotti realmente efficaci e quindi dobbiamo migliorare la penetrazione e l’efficacia dei prodotti a disposizione (soprattutto quelli biologici). Una pianta compatta non permette ai trattamenti di entrare all’interno e quindi di essere efficaci. Altro elemento, con potatura andiamo a limitare quella che è l’alternanza di produzione dell’ulivo. Infine ricorda con la potatura non si migliora la qualità dell’oliva che dipende invece da altri fattori (concimazione, irrigazione e mosca dell’olivo). Un albero non potato da un’oliva con la stessa qualità di uno potato a parità di tecniche gestionali (continua a leggere sotto)
Passaggi per una corretta potatura di produzione
Andiamo al sodo vediamo adesso quello che bisogna fare nella pratica con le forbici in mano per effettuare una potatura di tipo semplice secondo la tecnica del vaso semplificato.
1 Descrizione della forma di prodizione a vaso
Per capire quello che devi tagliare devi prima capire come deve essere impostata una pianta a vaso. La forma a vaso prevede il tronco centrale dove dipartono dalle quattro alle cinque branche principali equidistanti. (Vedi immagine sotto). Le banche principali di solito iniziano a distaccarsi dal tronco centrale a 60-100 cm di altezza. Questa forma di allevamento di solito è preimpostata in vivaio, quindi, quasi tutte le piante acquistate tendono ad assumere questa conformazione. Ad eccezione degli impianti di olivo super-intesivi, tutti gli impianti classici prevedono questo assetto (tronco principale e 4-5 branche principali).

In caso eccezionali le banche principali possono essere anche tre o sei, l’importante e che siano disposte equidistanti, quindi se visti dall’alto devono avere un angolo di inserzione uguale tra loro.
2 Crea un cono di luce
Le branche principali tenderanno per loro natura a crescere verso l’alto, a sviluppare branche secondarie, branchette e rametti che andranno ad occupare qualsiasi spazio all’interno della chioma. Una volta esaurito questo spazio la pianta che farà? Ricordi cosa ho detto sopra, l’olivo è una pianta eliofila, quindi svilupperà nuovi rami per cercare di andare più in alto e sfuggire così alla stessa ombra che si è creata. A questo punto se noi non interveniamo con la potatura succederà che la pianta tenderà a crescere verso l’alto e la mancanza di luce nella parte più bassa porterà la pianta ad abbandonare la vegetazione creando così quella che è la zona di defogliazione come mostrato nella figura 1.
È qui che interveniamo noi con la potatura per invertire questa tendenza e lo facciamo andando ad eliminare tutti i rami forti e vigorosi che crescono all’interno della chioma. Ritornando all’immagine sopra tutta l’area in giallo (cono di luce) deve essere una zona priva di rami forti e vigorosi, deve essere quindi una chioma vuota, lasciando una minima porzione di vegetazione (più avanti poi spiegherò quale vegetazione va lasciata).
Quindi cosa otteniamo con questa azione? Otteniamo due benefici importantissimi. La luce che penetra all’interno della chioma e arriva fino alle parti più basse dell’albero, stimola e mantiene attiva la vegetazione basale. Questa non sarà soggetta ad ombreggiamento e non sarà quindi abbandonata dalla pianta. Otteniamo quindi una defogliazione basale meno accentuata con la possibilità di produrre ancora olive in quella zona. Infine la pianta non percependo ombreggiamento sulle branche principali non sarà stimolata a cercare luce andando verso l’alto. Attraverso il cono di luce le branche i principali ricevono luce da tre direzioni (sterna, interna e dall’alto). Lo stimolo ad andare verso l’alto quindi sarà minore e noi otteniamo un vantaggio per la raccolta avendo porzioni di chioma con un’ottimo irraggiamento, quindi un’ottima fotosintesi e produzione. Questa azione è l’ottanta percento della potatura. All’interno della chioma troverai rami mediamente vigorosi quindi ti serviranno seghetto (tipo questo) e forbici da potatura per tagli consistenti (tipo queste).
3 Elimina i succhioni e polloni

Iniziamo a descrivere alcuni elementi che compongono la pianta olivo. Per facilitare ciò vedi l’immagine sopra.
Il primo elemento che troviamo è il succhione di forte vigoria (figura 3), questi sono rami forti che crescono verticali e sono inseriti sulle branche primarie e secondarie, quindi su rami di un certo diametro. Questi rami crescono verso l’alto e non producono frutti nei primi anni. Sono rami che consumano molta energia e portano la pianta a crescere verso l’alto quindi vanno eliminati. Possono essere utilizzati in casi eccezionali per ricostituire una branca in caso di necessità, indebolendoli con dei tagli o delle piegature.
Altro elemento che troviamo sono i succhioni di bassa vigoria, anche questi posti sulle branche primarie e secondarie. Generalmente sono in numero maggiore dei succhioni di forte vigoria, tendono a crescere nelle vicinanze dei grossi tagli effettuati in passato. In linea teorica questi andrebbero eliminati totalmente, ma nella pratica si tende a lasciarli per due motivi: uno perché l’eliminazione di questi, essendo in abbondante numero, richiede molto tempo. Secondo perché come tutti gli organi verdi anche i succhioni di bassa vigoria richiamano linfa e quindi mantengono vitali i tessuti circostanti. Poiché i succhioni crescono sulla parte rivolta verso l’alto delle branche primarie e secondarie, se noi andiamo ad eliminare ogni attività vegetativa (compresi quindi i succhioni) rischiamo di generare delle zone morte su quella corteccia per via del mancato richiamo di linfa. Quindi il mio consiglio è di eliminare tra un 40 e 60% di succhioni di bassa vigoria, sfoltendo nelle zone dove ce ne sono di più ed eliminando i più vigorosi. Nulla vieta di toglierli tutti, fermo restando (come spiegato sopra) che rischiamo nel corso del tempo di creare delle zone di corteccia morta.
Altro elemento che troviamo sono i polloni (figura 3) e possono avere alta vigoria o bassa vigoria. Questi crescono alla base della pianta e a volte in numero piuttosto alto. Vanno eliminati del tutto in modo da mantenere l’architettura della pianta a vaso. In casi eccezionali i polloni possono essere lasciati per rinnovare una pianta o una porzione di questa.
Infine abbiamo i rametti penduli che sono la parte preponderante della chioma dell’albero. Sui rami penduli deboli si concentra la produzione (vedi paragrafo sotto). Generalmente crescono verso l’esterno della pianta ma possono anche formarsi all’interno del cono centrale. Se crescono in questa posizione non vanno eliminati perché non creano nessun problema essendo rami poco vigorosi e raramente competono con il resto delle strutture vegetative. Questi vanno eliminati solamente se prendono vigore all’interno del cono poiché rischiano di ombreggiare le strutture sottostanti (sono le uniche strutture vegetative che possono stare all’interno del cono se non prendono vigore)
4 Non tagliare le cime
Se ti ricordi abbiamo detto che la pianta di olivo tende ad andare verso l’alto, questa è la sua naturale crescita e non c’è potatura che può cambiare questo istinto. Quindi tale attitudine va assecondata e non contrastata. Se seguiamo le branche primarie vedremo che da queste si diramano le branche secondarie, poi terziare ecc. fino a quando non termineranno con un rametto che svetta più di tutti gli altri. Ebbene questa è la cima e questa funge da controllore di crescita per tutto quello che c’è sotto.
Le cime svolgono quello che in botanica si chiama dominanza apicale. Abbiamo detto che l’olivo tende ad andare verso l’alto, ma nella sua crescita c’è un limite oltre al quale non vuole andare. Ciò che interessa alla pianta d’olivo è arrivare ad un punto in cui ha la certezza di prendere tutto il sole necessario senza avere competizione con altre piante. Spiegato questo ti è chiaro che se andiamo a tagliare le cime la pianta reagirà a malo modo, questa azione stimolerà la pianta a generare nuovi germogli per sostituire la cima perduta. Il nostro scopo è quello di preservare le cime, anzi andremo a eliminare quei rami che rischiano di competere nel lungo periodo con le cime. Per capire ciò guarda l’immagine sottostante.

L’immagine mostra 5 cime (identificate dalle freccette). Iniziamo con quella chiamata numero 1. Questa va tagliata perché cresce in direzione del centro della chioma e non possiamo permetterci di chiudere il nostro cono di luce con dei rametti che crescono in quella direzione. Stesso discorso vale per la cima numero 3 che va eliminata perché cresce dalla parte interna della chioma. La cima numero 2 invece cresce dritta e non è pendula, è una cima piuttosto vigorosa e anche più grande in diametro della cima sovrastante; questa va eliminata perché compete con quest’ultima. Le cima che cresce dritta e verso l’esterno non si taglia mai, ma vanno eliminati tutti quei rami che possono competere nel tempo con la cima.
Questi rami vanno tagliati all’intersezione con il ramo principale facendo un taglio di 1 cm sopra il collare di corteccia. In parole povere per i meno esperti questo significa che i rametti quando potati vanno lasciati con 1 cm di legno di rispetto, questo per permettere la cicatrizzazione dei tessuti e quindi mai effettuare dei tagli a raso.
5 tagli di rifinitura
Seguendo questo schema abbiamo fatto il 98% della potatura, quello che rimane da fare (volendo) è la sfoltitura dei rami fruttiferi esauriti. Per capire ciò vedi l’imagine sottostante e descriviamola.

L’olivo fiorisce e quindi produce sui rami misti che sono rami con portamento orizzontale che tende al pendulo. Su questi rami come specificato nell’immagine sovrastante ci sono strutture vegetative, produttive e miste. I rami che hanno prodotto si trovano sempre in opposizione più bassa e dietro rispetto ai rami che hanno le olive. Questi sono rami esauriti e si presentano con poche foglie e tendenti al disseccamento, zona esaurita (figura 5). La parte di piena produzione invece è la parte più esterna della chioma con rami deboli e penduli, piegati dal peso delle drupe. I rami deboli ma a crescita verticale sono quelli che hanno un minor carico di drupe e formano quella che si chiama zona vegetativa con produzione (vedi sopra). L’anno successivo la loro carica di frutti aumenterà e per loro natura si sposteranno verso il basso seguendo la direzione indicata dalla freccia nera nella figura 5.
Dietro a questo ci sono i rami vegetativi (zona vegetativa) che non producono ne fiori ne drupe, ma che sono destinati durante gli anni a muoversi in avanti e diventare penduli. E quindi un errore gravissimo eliminare questi rami perché saranno i futuri rami produttivi negli anni a venire. Ciò che invece si può eliminare sono i rami della zona esaurita che si presentano come abbiamo detto deboli e tendenti al secco. L’eliminazione di questi rami non è veramente importante per la potatura. Farlo richiede tempo e sono piuttosto numerosi. È quindi un’operazione che si può anche evitare se andiamo di fretta nella potatura. La pianta tenderà naturalmente ad eliminarli, si seccano e si spezzano nel corso del tempo. Certo dal punto di vista estetico non è bello avere una pianta sana con rametti esauriti e secchi ma dal punto di vista pratico il non eliminarli non cambia molto.
“Leggi anche la nostra scheda tecnica su come effettuare correttamente la concimazione dell’olivo”
Vantaggi di una potatura razionale
Il mio professore di coltivazioni arboree, un luminare nel campo dell’olivicoltura diceva: l’olivo meno lo poti più produce. E questo è vero se analizziamo quanto descritto sopra. Qualsiasi struttura vegetativa nell’olivo può sviluppare i rami produttivi e quindi produrre. Gli stessi polloni e succhioni se lasciati sulla pianta nel giro di 2-3 anni iniziano a produrre e quindi anch’essi potrebbero partecipare alla produzione. Ma dobbiamo potare perché a noi interessa agevolare le operazioni di raccolta e potatura. Le potature drastiche, quelle che rimuovono parecchio legno e di conseguenza tutte le strutture deboli annesse, sono potature che poi inducono a una bassa produttività nell’anno a venire. Bisogna quindi rimuovere poco ma ogni anno, mantenendo una forma dell’albero che ci permette di tenerlo basso, agevolando le operazioni di cui abbiamo parlato.
Strumenti per effettuare una potatura rapida
Una potuta razionale ci permette anche di potare da terra senza l’utilizzo delle scale che oltre ad essere pericolose rallentano il cantiere di potatura. La potatura razionale quindi prevede l’utilizzo di strumenti di taglio telescopici come seghetti (qui un buon prodotto) e svettatoi (vedi qui). I seghetti utilizzati per la potatura dell’olivo sono estremamente affilati e dotati all’estremità di un uncino che permette di calare a terra le porzioni di albero tagliate. Anche gli svettatori sono telescopici e sono autorizzati per rimuovere la competizione tra le cime (come spiegato sopra).
Per la potatura dei polloni all’interno della chioma si utilizzano le forbici di potatura per le quali ormai esistono numerosi modelli a batteria. Consiglio vivamente di dotarsi di forbici a batteria perché permettono di risparmiare tempo (qui un modello base). I modelli migliori permettono anche il taglio di porzioni ampie superiori a 2,5 cm con innumerevoli vantaggi in termini di tempo e per la salute della mano. Le forbici esistono nella tipologia con batteria inserita o con cavo. In quest’ultimo modello la batteria è spalleggiata o legata alla cintura (tipo questo).
La raccolta su alberi potati razionalmente
Su alberi potati secondo il metodo del vaso semplificato la raccolta è estremamente più rapida. L’assenza di vegetazione interna alla chioma permette una raccolta più agevole, non bisogna quindi infilare scuotitori o abbacchiatori all’interno della chioma. L’altezza sarà contenuta in queste piante ma ad ogni modo una parte di produzione di olive sarà portata sulle cime. Si ovvia con strumenti telescopici, ormai tutti i modelli di abbacchiatori o scuotitori possiedono aste telescopiche che arrivano fino a quasi 3 metri (vedi qui). Quindi considerando l’altezza di un raccoglitore più la lunghezza dell’asta si arriva tranquillamente a raccogliere fino a 4,5 m da terra senza l’ausilio di scale. La raccolta sulle cime sarà facilitata lì dove abbiamo rimosso i rami che competevano con le cime. Minore affollamento di vegetazione in cima significa appunto facilità di raccolta.
Leggi anche la nostra scheda tecnica su come effettuare la raccolta manuale delle olive (qui)
Periodo ottimale per la potatura
Il momento ideale per eseguire la potatura di produzione è tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera (febbraio-aprile), dopo il periodo di dormienza e prima dell’inizio della ripresa vegetativa. Evitare di potare in periodi in cui si rischia di incorrere a gelo intenso perché le nuove strutture vegetative stimolate dalla potatura sono altamente suscettibili alle gelate (temperature inferiori a 2 gradi). Detto questo in aree del Sud Italia e isole è possibile anche potare subito dopo la raccolta e questo permette di utilizzare il cantiere di raccolta per effettuare la potatura. Inoltre in questo caso si ha il vantaggio di effettuare un solo trattamento a base di rame per coprire i danni causati dalla raccolta e dalla potatura e quindi il possibile insediamento di patogeni come la rogna. Bisogna concludere la potatura tra le tre e le quattro settimane prima della fioritura onde evitare squilibri vegetativi che si riflettono negativamente sulla fioritura. Succhioni e polloni possono essere eliminati anche durante la stagione vegetativa, subito dopo la fioritura e per tutta l’estate. Questa operazione è chiamata potatura verde. Ricordarsi di applicare un trattamento a base di rame per la protezione delle ferite.
Conclusione
Non ha basta un articolo per imparare la tecnica della potatura dell’olivo. Ci sono libri e corsi adeguati ma questa giuda pratica intende dare le basi di conoscenza della biologia dell’olivo per capire come potare in modo razionale. Quello che mi preme sottolineare è che la migliore tecnica è quella che ti permette di risparmiare tempo e al contempo preservare una buona produttività nell’oliveto. Credimi non ti concentrare cercando la perfezione nella potatura che non è l’unico elemento fondamentale nella gestione di un oliveto. L’olivo ha un difetto, è generoso e porta produzione anche impianti potati in malo modo. La potatura a mio parere vale 1/ 3 del lavoro, il restante è determinato dalla nutrizione (concimazione) e dalla cura fitosanitaria, non trascurare quindi questi due aspetti.

